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mercoledì 13 settembre 2006

La paralisi degli intelletti

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Ricevo e pubblico le seguenti considerazioni sul convegno organizzato dall'Islamic Anti Defamation League presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, inviate dal giornalista di Rai Educational e scrittore Paolo Barnard ("Perché ci odiano", Edizioni Bur). Un convegno che continua a suscitare polemiche, oltre che sui giornali anche in TV (vedi registrazione Studio Aperto, Italia 1), soprattutto per le affermazioni infuocate del rabbino viennese di cittadinanza americana, Moshe Friedman contro lo stato di Israele.
"La reazione della Comunità Ebraica di Roma all'iniziativa della IADL dei ieri 11 settembre ha di nuovo assunto le tattiche intimidatorie e illiberali proprie di organizzazioni come l'americana AIPAC, la più nota e aggressiva lobby ebraica statunitense, e i toni di Riccardo Pacifici sempre più assomigliano alle tirate isteriche di personalità come Alan Dershowitz, l'ex professore di Harvard che per l'AIPAC svolge da anni le funzioni di 'ariete'. Questo mi preoccupa gravemente, poiché anche il nostro Paese sta scivolando sempre più verso il clima di terrore e di paralisi degli intelletti che ormai rende ogni critica al terrorismo israeliano un assoluto tabù. Siamo di fronte alla perdita della libertà di pensare. Io e il mio libro ne siamo vittime poco illustri e dopo tutto poco importanti, se non fosse che assieme a noi è oscurata l'unica opportunità rimasta per evitare una catastrofe immane: che si possa dire al popolo ebraico israeliano che le loro leadership politiche a Tel Aviv e le relative lobby nel mondo (fra cui la Comunità Ebraica di Roma) sono da sempre la più pericolosa minaccia antisemita esistente, poiché da almeno 58 anni non si fanno scrupolo di tenere in ostaggio le genti d'Israele con la minaccia di un terrore arabo che proprio loro hanno voluto e creato dal nulla, e che continuano ad alimentare tenacemente per il medesimo fine. Questa mistificazione va svelata, dura da troppo tempo, come testimoniò Moshe Sarett, premier israeliano dal 1953 al 1955, che disse: "Ho imparato che lo Stato d'Israele non può essere governato senza l'uso dell'inganno.". Gli israeliani devono liberarsi di questi pericolosi falchi aggrappati al potere, e riscoprire le vere potenzialità di un giudaismo più umano ed equo. Due anni fa, il linguista ebreo Ur Shlonsky, docente presso l'Università di Ginevra, ebbe a scrivere: "L'autoproclamata dirigenza delle comunità ebraiche ha un compito solo: trasmettere e alimentare un'identità ebrea centrata sulla totale identificazione con Israele, e denigrare e marginalizzare ogni altra forma di identità possibile, il Rabbino ultra ortodosso e anti sionista Leibele Weisfisch una volta mi disse: 'Il Nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente, il Sionismo l'ha distrutto spiritualmente' ". Questo, gli illiberali apologisti del sionismo come Dershowitz o Pacifici, hanno il compito di oscurare, e l'iniziativa della IADL, per quanto sgangherata fosse, era per loro un rischio di vicinanza alla verità intollerabile. Ma così facendo ci perdiamo tutti, e la pace fra arabi ed israeliani è sempre più disperatamente lontana. Mi faccio carico di queste opinioni in pubblico".
Paolo Barnard