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lunedì 11 settembre 2006

Un c*** grande come una casa

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Ieri il Secolo XIX di Genova ha dedicato un'intera pagina al trasloco di Lia di Haramlik - la celebre blogger che occupa la 36esima posizione nella classifica dei blog più letti in Italia - dal Cairo a Genova passando da Milano. E' alquanto grave che un quotidiano dedichi un'intera pagina, praticamente la prima della sua cronaca locale, per dare visibilità alle farneticazioni e agli attacchi antisemiti rivolti dalla blogger in questione alla città di Napoli. «Mi sembra una Napoli perbene, più ordinata e funzionante: e detto da me, che a Napoli sono nata, è un complimento»: evidentemente la Lia si appresta a sferrare altri attacchi alla sua terra e cultura natale e non è da escludere che aggiunga in seguito che da Napoli è fuggita perché perseguita da una fatwa, in un lampante esempio di Taqiyyah. Ancor più preoccupante è lo stuolo di persone, pervertiti e svenduti collaborazionisti, che le stanno dando una mano per piantare il suo quartier generale islamista nel cuore della cristianissima repubblica marinara, con l'evidente intenzione di far saltare in aria la Cattedrale di S. Lorenzo. Genovesi! Svegliatevi! Genova cristiana e mai musulmana!
PS: ma dimmi te se ad alcuni basta traslocare per finire sui giornali, mentre il sottoscritto ci finisce (fortunatamente non solo) in quanto "blogger che emana fatwe, diffama e minaccia rispettabili cittadini italiani" o in quanto "esponente di un tribunale di inquisizione islamica". Si tratta evidentemente di una questione di c***. Oppure è vero ciò che si dice in giro, e che Lia sia il Tarek Aziz di quello che viene scherzosamente definito "Quadrumvirato virtuale di Allah", composto da una "ex-eurodeputata che anima un tribunale di inquisizione islamica" (Dacia Valent), un "esponente del suddetto tribunale" (il sottoscritto), un "ex-addestratore di bande paramilitari sudamericane" (Miguel Martinez). In altre parole, la faccia accettabile del regime (internauta, per ora).