Notizie

Loading...

lunedì 2 ottobre 2006

Abramo! Abramo! (III parte)

Image Hosted by ImageShack.us

"Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!».
Genesi 22
Oggi, con la televisione che monopolizza il 95% della "cultura" e dell' "informazione" delle masse, la propaganda dell'odio è diventata più subdola: viene proposta nei talk-show e nei programmi di intrattenimento tra una velina e una pubblicità, si usano termini coloriti e argomenti pseudo-intellettuali, si invitano esperti "moderati" dal sapor mediorientale, per istillare nell'opinione pubblica la paura e l'odio. Ma in alcuni casi questa propaganda è così manifesta - tipo quella volta in cui La Stampa ha titolato in prima pagina, e a caratteri cubitali, "Italiani non sposate gli islamici" o nel caso del film di quel Martinelli - che il parallelo fra l'epoca nazista e la parentesi storica attuale è inevitabile: esortazioni razziste, propaganda antisemita, c'è tutto, non manca nulla. Ci sono ovviamente varianti: il termine "cultura" ha sostituito quello di "razza" (l'ho dimostrato all'inizio di questa serie) ma la sostanza è la stessa: i musulmani sono "diversi", quindi incompatibili con l'Occidente. Esattamente come gli ebrei sessant'anni fa. Qualcuno giustifica l'incompatibilità con il fatto che i musulmani sono immigrati, quindi "non cittadini", per cui il paragone con gli ebrei non starebbe in piedi. E invece regge benissimo, non solo perché i cosiddetti immigrati sono persone che vivono in Occidente da generazioni o che addirittura vi sono nate, molte delle quali perfettamente integrate, ma perché basta chiedersi che cosa potrebbe accadere oggi ai musulmani non cittadini alla luce di ciò che l'Occidente ha combinato proprio agli integratissimi cittadini di fede ebraica, per avere la pelle d'oca.
Devo però sottolineare un dato importante: alcuni tra i più grandi massacri razziali della storia si sono consumati all'insaputa dell'opinione pubblica, inclusa quella dei paesi coinvolti. Vi sembrerà strano ma le atroci dimensioni dell'Olocausto sono state pienamente rivelate a guerra finita. I tedeschi non volevano nemmeno crederci, e furono accompagnati e costretti dalle forze americane a visitare i campi di concentramento per ricredersi. Lo stesso accadde in Sud Africa, con l'Apartheid: nessuno voleva credere alle torture e ai maltrattamenti raccontati in Tv dalle vittime africane dopo la caduta del sistema, e pochi ci credettero fin quando non si fecero avanti anche i carnefici. Questo significa, sostanzialmente, che non solo un nuovo Olocausto è possibile nonostante il clima di democrazia e libertà vantato - praticamente identico a quello che ha preceduto l'avvento del Nazismo - ma che è possibile che si consumi senza che nessuno si accorga o si renda conto pienamente di quello che sta accadendo. La macchina propagandista è interessata proprio a quest'aspetto: preparare l'opinione pubblica a collaborare, quantomeno con il suo silenzio e la sua indifferenza, al genocidio che viene preparato e pianificato a danno delle minoranze islamiche.
Le torture, le prigioni segrete, i processi negati, le intercettazioni abusive e i rapimenti illegali sono solo vaghe avvisaglie della macchina sterminatrice che viene messa in piedi con l'aiuto e la collaborazione attiva o passiva di alcuni governi occidentali o di settori deviati di essi. Aberrazioni del diritto e della legge che una schiera di prezzolati giornalisti vorrebbero rendere perfettamente legali, così come era legale per i Nazisti prelevare le persone e rinchiuderle nei campi senza processo, senza colpa, senza prove. Ma quali sono le vere dimensioni di quella macchina? Fin dove si spingerà? Nessuno lo sa. Un motivo in più quindi per vigilare, per monitorare la realtà circostante e escogitare soluzioni e reazioni. Se il mio presentimento dovesse malauguratamente avverarsi, si salveranno solo coloro che avranno intuito che l'epilogo si sta avvicinando. Molti ebrei non volevano credere a ciò che avrebbero patito sotto il Nazismo, credevano di potere ricavare una nicchia e sopravvivere, si rifiutavano di immaginare i campi di concentramento. Molti erano disposti ad accettare la propaganda dell'odio, le leggi restrittive e le discriminazioni. Pensavano di raggiungere un compromesso e sostenevano che era solo una tempesta passeggera. Sono finiti tutti nei campi di concentramento.
Coloro che si sono salvati dalle grinfie del Nazifascismo occidentale sono coloro che avevano intuito che aria tirava in Germania ben prima dell'avvento di Hitler. Sono coloro che hanno preparato meticolosamente la propria salvezza, avvertendo coloro che vivevano accanto a loro, anche se inutilmente. Sono coloro che hanno creduto in un ideale e hanno combattuto per esso, contro tutto e contro tutti. Ecco perché sono fermamente convinto che la salvezza della comunità islamica e dello stesso Occidente non stia solo nel capire l'aria che tira attualmente ma anche nell'ispirarsi all'esperienza Sionista. Nel mutuare da essa metodi e azioni vincenti, nel rifarsi alla leadership israeliana e alla sua politica. Con ciò non intendo ovviamente le bombe terroristiche (tipo quelle piazzate dai Sionisti all'ambasciata britannica a Roma e al King David Hotel di Gerusalemme) e i bombardamenti indiscriminati, bensì lo spirito battagliero, la logica organizzativa, la preparazione culturale, le pressioni esercitate contro chi si azzarda a tentare di evocare passati vergognosi. L'altro giorno - purtroppo - è stato archiviato il caso del Direttore di Telepadania, Max Ferrari, denunciato dalla IADL per propaganda razzista. Ciò avvenne nonostante il parere negativo del Pubblico Ministero: gli avvocati dell'indagato hanno fatto ricorso ad un cavillo, accolto dal giudice, sostenendo che la IADL non poteva essere danneggiata dalla diffusione di false notizie sui musulmani dal momento che, burocraticamente, risulta essere costituita alcuni giorni dopo aver fatto la denuncia.
Pazienza: ora la IADL - che i leghisti non si vergognano di definire "estremista" - c'è, e voglio vedere se si azzarderanno a fare servizi falsi sui musulmani in futuro. In effetti, la vittoria più grande della IADL era nella volontà espressa, seppure non accolta, da parte del Pubblico Ministero di andare avanti lo stesso e soprattutto il fatto che per oltre un anno il Sig. Ferrari era in preda al pessimismo più che giustificato dei suoi avvocati. Anzi: la IADL ha raggiunto un risultato ancora più grande:, quello di aprire gli occhi al giovane Ferrari, che La Lega non ha voluto candidare alle politiche proprio perché indagato, per poi licenziarlo dalla carica di direttore di Telepadania. I rapporti con il movimento sono diventati pessimi, fino a sfociare nell'espulsione, nonostante non lo diano oggi a vedere nell'articolo su La Padania che però ha il preggio di raccontare bene le paure dell'imputato, soddisfatto per il fatto che il giudice non ha potuto entrare nel merito della causa ma ben consapevole dell'ipocrisia politica della Lega, che ha mandato in fumo la sua carriera e la sua militanza dall'età di 17 anni. Certo, Ferrari non è finito in galera. Che volete che vi dica? Mi sembra che abbia pagato abbastanza. E poi la IADL ha ancora molto da imparare: la Anti Defamation League ebraica è nata nel 1913. La comunità musulmana si è dotata di uno strumento simile solo nel 2005. Possiamo quindi tranquillamente affermare che è indietro di oltre 90 anni rispetto alla consorella, ma sono sicuro che farà grossi passi avanti per recuperare il tempo perso e rendere il razzismo e la propaganda dell'odio tutt'altro che una passeggiata. Leggi la quarta ed ultima parte.