Notizie

Loading...

venerdì 20 ottobre 2006

Fini e la Mezzaluna

Image Hosted by ImageShack.us


Agenzie e estratti vari e commento mio.
Roma, 19 ott. - (Aki) - È positiva la reazione della comunità islamica in Italia nei confronti del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, che ha criticato duramente l'ultimo film del regista Renzo Martinelli, "Il mercante di Pietre". Dopo aver partecipato a una proiezione del film organizzata ieri da alcuni esponenti del suo stesso partito a Roma, il leader di An ha bollato la pellicola che racconta la storia di un terrorista islamico come «propaganda becera», aggiungendo poi che la trama non sarebbe credibile. Questa presa di posizione è stata accolta con soddisfazione da molti esponenti musulmani italiani, che già nelle scorse settimane avevano criticato il messaggio di demonizzazione dell'Islam che emerge dal film. «La destra seria non è caduta nella trappola accattivante della teoria secondo la quale non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musumani - afferma Ali Schuetz, esponente della comunità islamica milanese e consulente del film "Il mercante di pietre" - questa teoria che nel film viene ribadita, sostiene che l'Islam sia un pericolo per la società occidentale. È una teoria che come la trama non sta in piedi perché un conto è dire che esiste il pericolo del terrorismo e un'altro è dire che esiste il pericolo dei musulmani in generale. Credo che dietro questa sua reazione ci siano anche degli aspetti che derivino dal suo essere stato fino a pochi mesi fa ministro degli Esteri. Come al tempo della provocazione della tshirt del leghista Roberto Calderoli, lui si rende conto che se all'estero fosse diffuso questo film come prodotto italiano ci potrebbero essere ripercussioni per il nostro paese. Purtroppo l'opera di Martinelli rientra in una logica di tipo leghista, che tende all'islamofobia». In passato Schuetz aveva già criticato la pellicola, spiegando di aver presentato le sue riserve al regista anche in sede di lavorazione dell'opera, senza essere ascoltato.
(Aki) - Della stessa opinione è anche il portavoce dell'Ucoii Hamza Piccardo, secondo cui quella di Fini è la reazione di chi non ha intenzione di speculare sullo scontro di civiltà. «Purtroppo tra i politici c'è chi parla e agisce per far sapere che ha parlato e agito e chi invece non ha bisogno di pubblicità e quando parla lo fa con convinzione profonda. A questa seconda categoria appartiene Gianfranco Fini. Oltre alle tante cose che ci dividono, ci unisce un comune sentimento di estetica cinematografica e una valutazione politica sulla necessità che anche le arti contribuiscano all'incontro tra gli uomini e non speculino sulle paure in vista di propiziare uno scontro. Un uomo come lui guarda lontano e non ha bisogno di queste cose per far parlare di se». Più dura infine è stata la reazione di Sherif El Sebaie, esponente della comunità islamica torinese e collaboratore del Manifesto. Secondo lo scrittore egiziano esiste un'evidente differenza di opinione riguardo l'Islam tra il leader di An e il resto della sua classe dirigente. «Non mi meraviglia che Alleanza Nazionale non riesca a riscuotere, in termini di voti, l'equivalente del carisma del proprio leader - ha affermato in una nota - Invece di discutere di cose come la finanziaria, i dirigenti di An perdono il loro tempo organizzando visioni gratuite di filmati di becera propaganda, come l'ha giustamente qualificata Fini. E ne prendono pure le difese». El Sebaie però afferma di aver trovato molto confortante vedere il leader di Alleanza Nazionale in persona condividere l'analisi su quella pellicola. «Le similitudini tra il film di Martinelli e la propaganda nazista, in particolare il filmato antisemita Suss l'Ebreo - aggiunge El Sebaie - sono evidenti, a partire dalla locandina. Il giudizio di Fini è perfettamente in linea con le recenti posizioni di Alleanza Nazionale sul ripudio dell'antisemitismo».

(Adnkronos e Aki) - La «recente posizione di critica e rifiuto del messaggio contenuto dal film 'Il mercante di pietre» potrebbe favorire una candidatura di Gianfranco Fini «tra i papabili» alla Mezzaluna d'Oro, premio istituito un anno fa dalla Iadl, Islamic Anti-Defamation League. «Membri del Consiglio Generale della Iadl e molti simpatizzanti della nostra organizzazione hanno avanzato l'ipotesi di premiare per questo gesto responsabile ed antirazzista il presidente di Alleanza Nazionale», dichiara la portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League, Dacia Valent. «Hanno apprezzato la totale assenza di ideologia nella sua dichiarazione, il completo distacco dalle logiche elettoralistiche ad ogni costo dimostrato da Gianfranco Fini. Altra cosa sono i suoi ascarì, l'astinenza da auto blu e scorta sta cominciando a farsi sentire», sottolinea in una nota la Valent. «La Islamic Anti-Defamation League aveva chiesto al ministro Rutelli di rivedere il rating assegnato alla pellicola di Renzo Martinelli, che oggi non è vietato ai minori, non solo per la crudezza delle immagini, ma anche per il messaggio che trasmetteva: sia il regista, sia la Medusa distribuzione, hanno tentato di sfruttare la campagna contro le musulmane e i musulmani per vendere un prodotto francamente inguardabile. Ci aspettavamo che anche il ministro Rutelli, al quale abbiamo scritto in proposito, avrebbe manifestato un analogo sentimento di orrore di fronte ad una pellicola degna più del Minculpop e dell'Istituto Luce nell'epoca delle persecuzioni contro gli ebrei che di un'Italia che si vuole democratica e rispettosa delle minoranze religiose ed etniche. Si vede -conclude la nota- che il vice presidente Rutelli ha altre priorità. Come al solito.»
(Forum di Magdi Allam) - "Caro Vincenzo, sostengo senza il minimo dubbio il diritto di Martinelli di esprimere tramite il suo film, che ho visto e apprezzato, la propria visione dell'estremismo islamico contemporaneo. Ho registrato anch'io con sorpresa e preoccupazione la reazione estrema di Fini, che è di per se legittima, ma che tuttavia finisce per portare acqua al mulino dei non pochi nemici dei nostri valori e della comune civiltà dell'uomo. Basti considerare l'offerta, prontamente fatta, dalla Iadl (Islamic anti-defamation league-Italia), di attribuire a Fini il premio la "Mezzaluna d'oro". Fini ha sbagliato perchè non ha tenuto conto del contesto in cui viviamo e che si caratterizza, piaccia o meno, dalla guerra scatenata dall'estremismo e dal terrorismo islamico contro l'insieme del mondo libero. Pertanto io sto con il legittimo diritto alla libertà d'espressione di Martinelli, Redeker, Benedetto XVI, Theo van Gogh, Ayaan Hirsi Ali, Salman Rushdie e i molti intellettuali musulmani vittime delle condanne a morte dei terroristi islamici. Cordiali saluti e i miei auguri di verità, vita, libertà e pace". Magdi Allam
(La Padania) - "E chissà come ci sono rimasti dall’altra parte, cioè nell’entourage del leader annino, che sembra divertirsi a spiazzare i “camerati” con uscite imprevedibili quanto improvvide. E che gli regalano consensi inimmaginabili: è già pronta la sua candidatura «fra i papabili» alla Mezzaluna d’Oro, il premio istituito un anno fa dalla Islamic Anti-Defamation League, come dichiarato dalla portavoce nazionale della Iadl, Dacia Valent".
(Repubblica) - Martinelli commenta l'eventuale nomina di Fini per il premio Mezzaluna d'Oro in un'intervista: "Beato lui, io non lo accetterei"
Commento:
Forse è vero che "l'astinenza da auto blu e scorta sta cominciando a farsi sentire". Per Magdi Allam, ad esempio, Martinelli - che non è stato c*****o da nessuno, ma proprio da nessuno - a cominciare da Fini - è come il Papa, Redeker, Ayaan Hirsi Ali e addirittura Salman Rushdie, minacciati di morte da estremisti e fondamentalisti. Stendiamo un velo pietoso invece sulla qualifica di "nemici dei nostri valori e della comune civiltà dell'uomo", legata ad un semplice premio, come la "Mezzaluna d'Oro": per Allam quindi, in questa categoria rientrano - oltre che il sottoscritto - anche il sindaco di Firenze e il giudice Forleo. Allam ha detto una volta che se la sua opinione coincidesse con quella di Ahmadinejad per esempio, significherà che si è schierato dalla parte dei nemici della vita. Io gli dico di rimando che se un giorno la mia opinione coincidesse con quella de La Padania, significherà che mi sono schierato anche dalla parte dei nemici della tolleranza. Mi meraviglia però che il consulente del film sia diventato ora - dopo la considerazione di Fini - il più feroce critico dell'opera che si è avvalsa della sua consulenza. E' vero, criticò la produzione poco tempo fa ma lo fece in modo blando, all'acqua di rose, e solo dopo lo scoppio delle polemiche. Quando poi dovette confrontarsi durante la puntata de L'Antipatico con l'On. Valent e lo stesso Martinelli, praticamente lo difese a spada tratta. Altro che consulente cinematografico: Shuetz dovrebbe fare il venditore di tappeti nel bazar di Istanbul.