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domenica 5 novembre 2006

Addio da Saddam

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Stamattina l'Ex-presidente Saddam Hussein è stato condannato a morte, per impiccagione. Non appena il giudice ha finito di leggere la sentenza per gli imputati del processo di Dujail, nell'aula dell'Alta corte di Baghdad si è levato il grido di Saddam: "Lunga vita all'Iraq, lunga vita al popolo iracheno" prima che quattro guardie lo trascinassero via con le mani dietro la schiena. Una sentenza già scritta, e che - miracolosamente - viene emessa pochissimi giorni prima delle elezioni di mid-term negli Stati Uniti che si prospettano disastrose per Bush e i suoi. E un comportamento, quello di Saddam, che conferma quanto dissi nella conclusione della mia relazione al FestivalStoria: "La sua condanna a morte lo trasformerà in un martire. E lui, sapendo già la fine che farà, ne è consapevole".
Uno sguardo veloce ai commenti lasciati dai lettori sui siti delle principali reti satellitari arabe, lo conferma: decine di messaggi di solidarietà, slogan e poemi a favore dell'Ex-rais, nonostante la ferocia della sua dittatura. Ma la domanda sorge spontanea: Se Saddam è stato condannato a morte per aver mandato al patibolo circa 140 sciiti colpevoli di aver ordito un attentato alla sua vita a Dujail (una cifra esagerata, certo, ma "comprensibile", secondo gli standard di chi si è trovato a governare quel paese, se si considera la struttura tribale che sta alla base della società irachena, che rende necessario non solo punire il "singolo" ma l'intera struttura di "sostegno famigliare" da cui potrebbe scattare la vendetta) chi sarà processato per gli oltre 200 morti che si sono verificate nella stessa Dujail da quando è stata "liberata"?
E chi sarà processato per le decine, centinaia di morti quotidiane in Iraq, per violenze settarie o attentati di guerriglia? E chi sarà processato per i cento soldati americani morti nel solo mese di ottobre, convinti di trovare "armi di distruzione di massa" e di sconfiggere "Alqaida"? E chi sarà processato per le centinaia di migliaia di morti che la "liberazione" del'Iraq ha comportato, tra embargo, bombardamenti, e barbarie della soldataglia che si è macchiata di ogni sorta di crimine dallo stupro alle torture? Mi sembra superfluo sottolineare quanto il processo a Saddam sia stato una barzelletta. Ai suoi avvocati non è stato nemmeno permesso presentare la loro difesa finale o comunicare tra di loro. Un membro del collegio di difesa è stato allontanato per aver osato mostrare le foto di Abu Ghraib in aula, e non è stato nemmeno l'unico. Tre avvocati sono stati fatti fuori. Un presidente del tribunale si è dimesso denunciandone l'imparzialità. Un processo farsa, un teatrino in cui Saddam viene brandito come un coniglietto per operare a distanza il miracolo della vittoria elettorale dei Repubblicani. E questo sarebbe il modello di democrazia e di diritti civili che si vuole esportare nel mondo arabo?