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giovedì 2 novembre 2006

Anche un blog dà soddisfazioni

Lei non commenta gli insulti che Le arrivano dai “moderati” però non si astiene dal denunciare il cancro che ha colpito una società ricca ma egoista, dotata di buona vista ma cieca davanti alle ingiustizie. Lei che in questo paese è arrivato e non nato né cresciuto, vorrei che solo per un attimo potesse intuire il dolore che prova un italiana come me, una figlia del Cavour, entusiasta del sogno italiano che abbracciò nella sua terra tutte le differenze. E’ un dolore indescrivibile scavato nell’anima da chi ha sempre remato contro l’evoluzione sacrificando i suoi fratelli perché meschino, avido, ignorante, infedele, venduto. (...) Mentre si parla di liberalizzazione si monopolizzano l’agricoltura, l’industria, i canali di distribuzione, il sesso, i gusti, le opinioni, la fame, la malattia…la vita e la morte. La sconfitta umana sta nel permettere un numero di perdite indescrivibile sotto tutti i profili…sta nel dover ascoltare un "moderato" dalle tasche sempre più vuote che se la prende con chi può vantare un grande passato cancellato dallo stesso sistema che sta mettendo in ginocchio noi. Abbiamo un vantaggio su questi strozzini perché alla fine non fanno altro che replicare le loro mosse : dividono per imperare, negano l’istruzione, alimentano la miseria, diffondono ciò che è vietato, indebitano i governi e fomentano gli animi attraverso guerre di religione (altro che cristiani e musulmani….quella che temo di più è quella fra sciiti e sunniti) ...strategia logica bipolare dell’occupazione (si applica anche nel Business).

Mi piacerebbe che Lei raccontasse un po’ d’Egitto... per quel che ritiene opportuno naturalmente, si dirà: ma perché non se lo scopre per fatti suoi (?). Beh! È solo un’idea la mia, gratuita peraltro, perché io l’Egitto l’ho incontrato, l’Egitto di tanti giovani che non hanno nulla a che fare con i fanatismi, giovani colti, curiosi, modesti e dignitosi…giovani pensanti, forti, attenti, con la voglia di fare di tutti i giovani del mondo, giovani che rispettano la famiglia pur contestandone vizi e virtù, giovani che soffrono la corruzione e che sentono quel che sentiamo noi perché vedono e sono in grado di analizzare, giovani che sognano l’Italia perché dalle loro parti è dura…più dura. Quando si lascia la propria terra in cerca di fortuna c’è sempre una nota di dolore che accompagna ed è proprio il profumo stesso della terra, dell’aria, del cibo, dei cari che dovremmo portare sempre con noi non fosse altro per dare un inizio alla fiaba che racconteremo ai nostri figli prima di dormire, non fosse altro per offrirla al paese che ci ospita, non fosse altro per farci amare.

Lo so, mi sono lasciata andare in un sogno tutto al femminile, ma ricordo una spaghettata bellissima dove un giudice contagiato dall’atmosfera si mise a cantare ed un' attrice di teatro a recitare…alla fine ricomponendosi in un tentativo di giustificazione per aver troppo osato mi ringraziarono…un uomo senza gambe, con la sola forza delle braccia, si fermò in mezzo alla strada per farmi attraversare…una signora ricca di religione copta mi annoiò con l’elenco dei suoi beni…una mendicante inviò ad Allah le sue benedizioni per me...