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sabato 4 novembre 2006

Kamikaze

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Tre giorni fa, ad Erfurt, nella Germania orientale, un pastore protestante si è tolto la vita col fuoco, a quanto sembra ossessionato dalla paura dell'islam. Il religioso di 73 anni, che era in pensione dal 1989, prima di versarsi addosso la benzina e darsi fuoco davanti al monastero agostiniano di Erfurt ha gridato «Gesù e Oskar», che altro non è che il pastore protestante Oskar Bruesewitz, che il 18 agosto 1976 si era bruciato vivo sulla piazza del mercato della cittadina orientale di Zeitz per protestare contro il regime repressivo della Germania Est. Il suicidio è avvenuto mentre all'interno del convento degli agostiniani si stava svolgendo una funzione religiosa in commemorazione dell'anniversario dell'avvio della Riforma. Il responsabile del monastero, Lothar Schmelz, non ha escluso che il pastore intendesse darsi fuoco all'interno della chiesa durante la cerimonia religiosa, a cui non ha potuto assistere in quanto il portale era rimasto chiuso agli estranei. Il prevosto del convento, Elfriede Begrich, ha spiegato che il suicida da anni esprimeva la sua preoccupazione per il diffondersi dell'Islam.
Che dire? La mamma degli islamofobi è sempre incinta. Quanto sopra riportato dimostra quanto costoro, indipendentemente dal fatto che siano sacerdoti o meno, siano - a tutti gli effetti - mentalmente instabili. Non solo capaci di suicidarsi per "protesta" ma addirittura disposti a farlo nel bel mezzo di una cerimonia e di una chiesa. Talmente preoccupati per la "diffusione" dell'Islam che si eliminano da soli. Chissà... forse lo fanno con l'intenzione di buttare benzina sul fuoco della "guerra tra le civiltà", sperando che almeno all'inizio si favoleggi sui media dell'estremista musulmano di turno. Fortunatamente, il vescovo protestante della Sassonia, Axel Noack, ha espresso il suo sgomento per il gesto, ma ha ammonito i cristiani a non farsi coinvolgere dalla cosiddetta «lotta delle culture».