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martedì 12 dicembre 2006

Bestseller all'ingrosso

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"Trecentodieci pagine di piagnisteo condite di incredibili strafalcioni. Ad es. pag 136: "non e' vero che la mia scorta costa al contribuente 100.000 euro (al mese, ndr) i 5 carabinieri di scorta guadagnano 1300 euro al mese" (1300x5x13=84500 ed e' solo la paga base se aggiungiamo contributi, straordinari, trasferte e macchina spendiamo anche di piu' dei 15500 euro che mancano) oppure pag 142: "non e' vero che Hamas non ha mai colpito FUORI di Israele e territori occupati: due inglesi di origine pakistana si sono fatti esplodere a TEL AVIV" (che, ovviamente e' DENTRO Israele), troppo spesso per pareggiare le gambe di di un tavolo che traballa quindi nessuna ragione di acquistarlo". Questo il giudizio, impietoso, di un lettore insoddisfatto (ma a quanto pare non rimborsato) che ha avuto la sventura di comprare "Io amo l'Italia" di Magdi Allam. Eppure sembra che i libri del suddetto compaiano ogni tanto nelle classifiche dei libri più venduti in Italia. Il dato sarebbe preoccupante (anche se il caso in questione - per fortuna - non ha nulla a che vedere con il fenomeno Dan Brown) se non fosse che in Italia basta poco per scalare le classifiche: un' indagine dell’Istat conferma che oltre il 50% degli italiani non legge. Certi editori, per "lanciare" un libro si accontentano anche di seimila copie su tutto il territorio nazionale e basta che riescano a fare un pò di ristampe affinché un titolo si guadagni - in fretta e furia - l'etichetta di Bestseller.
Proprio per questo motivo ho trasalito quando ho letto che ben cinquecento volumi di “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” (Magdi Allam, Ed. Mondadori) sono stati regalati da Gianfranco Librandi, consigliere di Forza Italia presso il Comune di Saronno al pubblico giunto ad ascoltare l’ultima presentazione-comizio del Vicedirettore ad personam del Corriere della Sera presso il teatro locale. Le cinquecento copie (l'equivalente di ben 8500 euro sul mercato editoriale) sono state date in omaggio agli spettatori grazie all'impegno della neonata associazione culturale Satelios di cui lo stesso Librandi è presidente e di cui Carlo Mazzola, altro consigliere di Forza Italia presso il suddetto Comune, è segretario. Fra quelli che sarebbero, presumibilmente, gli sponsor della serata compaiono anche svariate aziende legate ai consiglieri in quota Forza Italia a Saronno: la Telecomunicazioni Italia Srl, di cui Gianfranco Librandi è Amministratore, la Banca Mediolanum, presso cui compare il nominativo di Carlo Mazzola, la Sarma Spa concessionaria BMW Group di proprietà di Marco Marazzi, guarda caso altro consigliere comunale di Forza Italia. Nell'elenco compare anche la Saronno Servizi Spa, che si propone di coadiuvare ed integrare l'attività di svariati comuni fra cui, ovviamente, quello di Saronno guidato da una giunta di centro-destra.
Fra i promotori della presentazione del libro di Allam, assieme al patrocinante Comune e l'Associazione Satelios, compare anche la Fondazione Magna Carta, di cui è presidente onorario l'ex Presidente del Senato, Marcello Pera, che ha un ottimo rapporto con il Vicedirettore egiziano del Corriere che rinfaccia agli italiani di non amare l'Italia quanto lui. Tra l'altro l'Associazione Satelios aveva organizzato proprio l'anno scorso un incontro di presentazione del libro di Marcello Pera, scritto con l'allora Cardinale Ratzinger, e significativamente intitolato "Senza Radici". Nulla di particolare: Gianfranco Librandi compare infatti anche nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Magna Carta. Ovviamente nulla vieta che dei consiglieri comunali organizzino, nel loro "tempo libero", convegni e seminari in linea con le proprie idee politiche, invitando i personaggi a loro più vicini. E nulla vieta che proprio in occasione dell'incontro con Magdi Allam essi scelgano di impegnarsi, ci si augura in prima persona e con fondi propri, a regalare in giro ben cinquecento copie del manifesto politico con cui Allam si candida a guidare l'Italia, o quanto meno i destini degli immigrati in essa residenti.
La domanda però sorge spontanea: il consistente investimento finanziario dell'Associazione presieduta da Librandi e dei promotori dell'incontro che militano in Forza Italia e il fatto che il libro di Allam – anch'egli aspirante ma deluso candidato alle ultime politiche nelle fila dello stesso partito - sia stato edito dalla Mondadori, casa editrice di proprietà dell'On. Cavalier Berlusconi è una pura coincidenza? Non si capisce infatti se il gentile omaggio dei cinquecento volumi sia da considerarsi un regalo al pubblico che ha avuto la pazienza di ascoltare Allam o, più propriamente, un regalo alla Mondadori e all'autore che, oltre a riscuotere i diritti su questo acquisto “all’ingrosso”, vedono pure il libro schizzare sensibilmente nella classifica dei best seller, prendendo quindi in contropiede altri autori, magari più bravi del nostro non tanto brillante Allam, ma senz'altro privi dei suoi preziosi e decisamente generosi appoggi politici.