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domenica 31 dicembre 2006

In lutto per Saddam

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Agenzie e comunicati stampa - «Il processo che ha condotto a questa condanna a morte è stato troppo anche per i bassissimi standard ai quali siamo ormai assuefatti. Un processo di questo tipo si tiene quando il paese è pacificato e sotto una dirigenza indipendente, e non con un'occupazione militare in corso e con una guerra civile che insanguina il suolo patrio col sangue dei patrioti. L'attuale Iraq, esattamente come il suo sponsor principale, gli Stati Uniti d'America, sono quindi paesi barbari ed incivili». Lo sottolinea in una nota la Iadl, Islamic Anti-Defamation League, aggiugendo che l'organizzazione «è in lutto per questo grave atto di disprezzo dei basilari principi etici e valoriali che condividiamo con i credenti di ogni religione ed i laici attenti ai diritti umani, che respingono la tesi incivile che attribuisce alle istituzioni il ruolo di boia. Oggi è la giornata più importante dell'anno per i credenti musulmani, ebrei e cristiani, è il giorno in cui la fede in Dio viene confermata dal sacrificio che Abramo sarebbe stato pronto ad offrire a Dio, uccidendo il proprio figlio. Ed è anche la giornata in cui Dio, di fronte all'atto di fede assoluta al quale il nostro capostipite era pronto ha mostrato misericordia e perdono. Questa è la giornata della fede e della misericordia per i musulmani, e l'amministrazione Bush ha preteso, ed ottenuto, che venisse funestata da un assassinio istituzionale a sangue freddo». E' seguita una breve conversazione telefonica tra la portavoce ed il Garante della Privacy, prof. Pizzetto, per segnalare la grave esibizione dell’immagine di un moribondo Saddam Hussein nei giornali e telegiornali della penisola. “Siamo all’inciviltà pura. L’esibizione del nemico in catene, la sua morte esposta trionfalmente nella totale negazione della sua umanità è francamente oscena. Questo genere di ostentazione è il sintomo di un imbarbarimento del costume nazionale ed alla cooptazione di feticci americani che non ci appartengono, quello della vendetta di stato, del boia istituzionale” dice l'On. Dacia Valent. “Ho fatto presente la nostra vibrata protesta ufficiale al prof. Pizzetti, al quale ho chiesto a nome della comunità delle persone civili che le immagini del morituro ex presidente dell’Iraq non venissero diffuse. Il professore mi ha assicurato del suo interessamento presso gli altri componenti dell’organo collegiale che presiede, al fine di impedire l’ulteriore diffusine di queste immagini che fanno male, che offendo e che diseducano i nostri figli alla civiltà. Speriamo bene.” conclude Valent. Pizzetti risponde con «L'auspicio che tutti gli operatori dell' informazione sentano comunque il dovere di garantire con il massimo scrupolo il rispetto del valore fondamentale della dignità della persona, anche in una circostanza come questa che così profondamente interroga la coscienza di tutti». Corradino Mineo, direttore di Rai News 24, interviene nel dibattitto dicendo «Credo che la cosa che davvero vada evitata è quell'indugiare morboso su alcuni particolari, alcune parole. Questo sì lo trovo umiliante ed anche per questo anche noi abbiamo scelto da subito di non mostrare il cadavere di Saddam. Perchè anche il cadavere di Caino merita dignità. Non si può cercare di fare ascolto con la morte, di nessuno». Anche Emilio Fede non mostrerà le immagini: «So già che tutti i miei collehi, nascondendosi dietro un malinteso diritto di cronaca continueranno a mostrare il suo cadavere. E lo faranno, sia ben chiaro, non per motivi alti o sociologici ma solo per andare incontro a quella curiosità morbosa che è legata purtroppo sempre a tragedie come questa. Non ne faccio una questione di etica del giornalismo ma di sensibilità umana».