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mercoledì 6 dicembre 2006

Informazione veritiera? Macché...

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L'altro evento a cui ho potuto partecipare durante lo scorso weekend è stato il convegno "La Palestina dei media, i media della Palestina. Da un’informazione reticente a un’informazione veritiera", organizzato dall'Associazione Infopal presso il Senato della Repubblica. Se lo scopo di Infopal era dimostrare la parzialità dei media occidentali in generale, e di quelli italiani in particolare, nell'affrontare la questione palestinese, ci sono riusciti benissimo. Nonostante l'attualità dell'argomento e che sia stato affrontato in una sala del Senato, nonostante le inevitabili interrogazioni promosse da alcuni esponenti dell'opposizione che non credevano che un convegno simile potesse svolgersi in quella prestigiosa sede istituzionale, nonostante la partecipazione di parlamentari e diplomatici di molti paesi arabi e islamici, nonché di intellettuali italiani e stranieri e di oltre 150 persone che hanno affollato la sala o che non sono riuscite ad entrare a causa dei posti limitati, ebbene, nessun quotidiano e tv nazionale ne ha dato cenno, neppure nella cronaca locale. Pur tuttavia al tavolo del relatori c'erano l'on. Paolo Cento, sottosegretario all'Economia e Finanze; l'on. Silvana Pisa, grazie alla quale è stata concessa la sala; l'on. Fernando Rossi; l'on. Ali Rashid; il dott. Sabri Ateyeh, Ambasciatore palestinese in Italia; il dott. Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto Federazione nazionale della stampa italiana e una rosa di giornalisti fra cui Stefano Chiarini de Il Manifesto; Maurizio Torrealta, RaiNews 24; Paolo Barnard, Rai Educational; Samir Qaryuti, giornalista della Stampa Estera, Jivara Al-Buderi, corrispondente Aljazeera dai Territori palestinesi e altri ancora. Forse la cosa più sconvolgente è stata che il ministro dell’Informazione Palestinese, on. Yousef Rizqa sia stato costretto ad intervenire telefonicamente da Gaza a causa della mancata concessione del visto da parte del ministero degli Esteri italiano, allineatosi con la decisione UE di boicottare - anche in ciò che concerne l'ormai famosa libertà di espressione - il governo democraticamente eletto della Palestina. Strana democrazia, quella esportata dall'Occidente: se i suoi risultati non riescono graditi, si applicano le stesse misure imposte alle dittature da abbattere.
Ad ogni modo, il convegno è stato interessantissimo. Era più che altro confortante vedere con i propri occhi esponenti politici e giornalisti che non hanno avuto paura di affermare che dovrebbe far più scandalo il fatto che uomini, donne e bambini vengano bruciati da armi non convenzionali o comunque non meglio identificate (come riportato nel documentario proiettato dai giornalisti di RaiNews24) che il gesto - seppur condannabile - di alcuni manifestanti che hanno dato alle fiamme tre sagome di cartone. Su quest'ultimo punto, ritengo che sia esemplare il giudizio espresso da Paolo Serventi Longhi, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ai microfoni di Radio Città Aperta: “Ho una tragica certezza, che è quella che ormai l’informazione segue un percorso perverso. Di un evento i media enfatizzano una parte marginale, assolutamente non centrale, quella che però rende l’evento particolare, un cazzotto nello stomaco: credo che così non vada bene. Io credo che siamo tutti impazziti. Siamo di fronte ad un impazzimento dell’informazione e della comunicazione nella società italiana. E’ incredibile come ormai l’informazione in Italia - forse per strumentalizzazione, forse per incapacità di trovare il senso delle cose che accadono - enfatizzi un fatto che è stato chiaramente circoscritto. Quello che preoccupa è che il messaggio mediatico viene immediatamente raccolto, enfatizzato e amplificato dal sistema politico. Non vorrei che l’istituzione e la politica fossero un tutt’uno con questa cassa di risonanza mediatica che non riesce più a vedere al di là del proprio naso. Vi erano tutta una serie di eventi assolutamente rilevanti rispetto ai quali tutto è scomparso, tutto è stato cancellato: la partecipazione, i temi, lo sforzo di mobilitare la gente. Invece è stata enfatizzata una vicenda, quella del rogo dei fantocci con le divise, che da tre giorni monopolizza gli organi di informazione, radio, TV e quotidiani"