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giovedì 7 dicembre 2006

Intelligenze femminili

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L'ultimo evento a cui ho avuto l'onore di partecipare durante lo scorso weekend era la XVII edizione del Premio Minerva, che si è svolta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio. La migliore espressione per presentare il Premio Minerva è definirlo “La Holding dei Saperi”, la punta di iceberg della Multinazionale delle Intelligenze Femminili, che il Club delle Donne - presieduto da Anna Maria Mammoliti - è riuscito a far emergere, anche grazie alle attività internazionali di incontri con donne di altri continenti.
Esperienze che hanno fatto conoscere la grande ricchezza umana e professionale che le donne continuano ad offrire, ovunque si trovino. Un quadro che si ripete dal Nord al Sud del Mondo e che vede le donne protagoniste nella Politica, nella Cultura, nella Scienza, nell’Economia, nello Sport ma anche nel mondo religioso, dove si affermano sempre più autorevoli voci femminili. Donne più o meno osteggiate dal potere dominante, ma pronte e decise ad andare avanti, in tutti i campi, convinte di essere portatrici di nuovi saperi, di nuovi valori, di nuove passioni.
Come collaboratore della rivista Minerva, non potevo che rallegrarmi per questo evento eccezionale che ha visto donne attive in tutti i settori - dalla politica all'imprenditoria - ricevere la spilla in oro e pietre preziose disegnata dal Maestro Renato Guttuso, in presenza del Presidente del Senato, On. Franco Marini a cui ho avuto il piacere di consegnare una copia della mia ultima pubblicazione (il volume è stato omaggiato anche ai membri presenti della giuria del Premio, una giuria prestigiosa che vanta - fra gli altri - l'adesione degli On. Gianni Letta, Franco Frattini, Susanna Agnelli).

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In quella circostanza, non potevo non pensare alle numerose donne che si sono distinte in un modo altrettanto brillante nel mondo arabo e islamico e che però sono sconosciute al grande pubblico occidentale. Professionisti dell'allarmismo e del sensazionalismo stanno costruendo, proprio in questi giorni, un'immagine tutt'altro che obiettiva della donna musulmana, che sembra soggiogata e sottomessa da veli e rapporti poligamici, senza spazio per eccellere e distinguersi.
Un'immagine caricaturale, distorta, strumentale che punta i riflettori su casi singoli e minoritari. Strana coincidenza: il giorno dopo la premiazione, mi imbatto nel nuovo "caso" sollevato da Magdi Allam sull'ormai leggendario divorzio di Lia, vecchio di settimane, ma piegato per servire la tesi che afferma che in Italia esisterebbe un "problema" Poligamia. Su questo tema vi rimando all'intervista da me rilasciata al blog dell'interessata, Haramlik.