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lunedì 4 dicembre 2006

Musulmani d'Italia

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E' stato un weekend particolarmente carico, ma decisamente interessante. Ho avuto infatti l'opportunità di assistere in diretta a tre eventi che poi sono stati segnalati dalle agenzie o dai mezzi di informazione. Il primo è la conferenza stampa della trasmissione "Musulmani d'Italia", la cui puntata inaugurale è andata in onda ieri. Per la prima volta in Italia, infatti, tutti i sabati sera (per dieci puntate circa) dal 2 dicembre alle ore 23,00, su Canale Italia e contemporaneamente sul canale 883 di Sky, viene lanciato un programma di approfondimento sull’Islam e sulla cultura musulmana. L'idea è del conduttore, Pierluigi Diaco, che ha lavorato duramente per conquistarsi «la fiducia della comunità musulmana in Italia, per contribuire a fornire una corretta informazione sulla cultura islamica presente nel nostro paese». Ma forse il lavoro più duro non è stato quello di conquistare le comunità islamiche, che non vedevano l'ora di avere uno spazio televisivo proprio (ripetutamente negato dalla RAI) dove esporre le proprie idee senza dover "confrontarsi" con il politico italiano di turno - ovviamente di destra - che, puntualmente, devia il discorso con la propria superficialità e pregiudizi quanto quello di placare le reazioni isteriche di questi ultimi. Basti guardare il titolo di un articolo de La Padania per capire l'aria che tira: "Ci mancava solo Diaco. Ora Allah avrà il suo programma Tv".
Qualcuno, in mancanza del set televisivo da monopolizzare, è accorso alla conferenza stampa. E' il caso della deputata di Alleanza Nazionale Daniela Santanchè, protagonista di una vivace polemica con il portavoce dell'Ucoii (Unione delle Comunità ed organizzazioni Islamiche in Italia), Hamza Piccardo. I due si sono confrontati per la prima volta in un faccia a faccia nel corso della conferenza stampa a cui prendevano parte anche il vice presidente Co.re.is (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Yahya Pallavicini, e il portavoce dell'Associazione sciita Imam Mahdi, Hussein Morelli. L'esponente di An ha contestato la scelta di Diaco di coinvolgere nel programma anche membri dell'Ucoii. «Sono contraria a questo progetto di Diaco», ha affermato la Santanchè «perchè in questo modo si ghettizzano i musulmani. Io voglio dare spazio invece soltanto all'Islam moderato. Dopo la pubblicazione del manifesto in cui si equiparavano le stragi...(e per due volte ha ripetuto e inspiegabilmente interrotto la frase, forse per paura di qualificare quelle israeliane come "stragi"), l'Ucoii ha dato dimostrazione di non essere un'associazione islamica moderata». La storia della "Ghettizzazione" dei musulmani dando loro uno spazio televisivo dove le diverse anime, incluse quelle degli eventuali non moderati, possano esprimersi senza aver di fronte un politico che saltella spacciandosi come il defensor fidei di turno, è - ovviamente - di Magdi Allam. Il quale è stato uno dei protagonisti involontari della puntata, con un' affermazione opinabile di Piccardo che l'ha qualificato come l'unico musulmano che si è arricchito dopo l'11 settembre. Veramente non è questo il punto, il punto - semmai - è che è l'unico musulmano che ha monopolizzato i media assieme ad un circo di saltimbanchi destinati ad esaltare il suo ruolo di "moderato".
Nel confronto con la Santanché è stata secca la replica di Piccardo che ha affermato: «Noi non siamo come la Santanchè ci descrive. Né il suo partito è cosi come lo descrive lei. Il suo presidente, Gianfranco Fini, si è distinto in questo ultimo periodo con tre affermazioni che ci trovano d'accordo: contrario all'islamofobia promossa dal film di Martinelli, favorevole ad un'ora di Corano a scuola, che noi chiamiamo di cultura islamica, e al voto agli immigrati. Siamo comunque disposti al dialogo con la Santanchè avendola già invitata a visitare le nostre moschee». La Santanchè, definendosi «una piccola donna, che non parla di religione perché non è la sua materia», ha citato "numerosi casi di violenze ai danni di donne musulmane" che lei sta seguendo chiedendo a Piccardo di darle una mano per risolvere il caso di Najat Hadi, il cui marito ha sequestrato i figli. Poco prima, però, si era vantata di aver scritto un libro intero sulla condizione delle donne islamiche. In effetti, finita la conferenza stampa, qualcuno dei presenti ha malignamente osservato che "se un giorno il buddismo finisse in questo girone mediatico, vedremo la Santanché battersi per i diritti delle donne buddiste". Ad ogni modo, lo scontro in diretta ha messo in imbarazzo gli ospiti della conferenza e soprattutto il conduttore - veramente in gamba - che ha promesso uno stile diverso nelle proprie trasmissioni.