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giovedì 28 dicembre 2006

Stavolta non ci sono riusciti

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Natale a Dubai

Aki- In occasione delle festività natalizie di quest'anno, le diverse comunità islamiche presenti in Italia hanno espresso la loro contrarietà all'iniziativa intrapresa da alcune scuole italiane, che per non mancare di rispetto ai bambini musulmani, hanno deciso di abolire alcune tradizioni cristiane tipiche del periodo natalizio, come l'albero, il presepe e le canzoni in ricordo della nascita di Gesù. I primi a schierarsi in favore di queste tradizioni sono proprio le associazioni musulmane, che quest'anno hanno inviato numerose lettere di auguri alle comunità cristiane di tutto il paese in occasione del giorno di Natale. Hanno fatto di più invece i musulmani della moschea di Colle Val D'Elsa, che hanno realizzato un albero di Natale nel cantiere dove sorgerà la futura moschea senese, accogliendo un appello di varie associazioni come la Iadl e la Confederazione dei marocchini in Italia , che avevano chiesto di celebrare il Natale facendo l'albero e scambiando gli auguri con i fedeli cristiani (Nota del sottoscritto: a invitare le moschee a celebrare il Natale è la IADL, menzionata perfino da Magdi Allam). Tra le lettere inviate dalle comunità musulmane, dopo quella della Coreis, che invita anche al dialogo con gli ebrei, e quella del sito Islam-online.it, trova ampia diffusione quella scritta da alcune famiglie musulmane che vivono nella città di Sassuolo, in provincia di Modena, e inviata alla parrocchia locale. «Siamo un gruppo di famiglie musulmane che vivono e operano da anni nel Distretto della ceramica - si legge nella missiva - La nostra comunità religiosa è vicina alla comunità cattolica per la festa grande che vivrà a giorni: il Natale di Gesù. Oggi tocca a noi fare gli auguri, essere vicini e pregare per l'evento che ricorda la nascita di un grandissimo profeta, Gesù, venerato da tutto l'Islam. Cogliamo questa occasione inoltre per fare chiarezza su come si stia strumentalizzando la questione della realizzazione del presepe nelle scuole o nei luoghi pubblici. Noi non siamo assolutamente contrari a queste tradizioni, anzi, riteniamo che fare memoria di un evento, non vergognarsi della propria identità abbia grande valenza educativa e aiuti a far crescere nelle nuove generazioni il rispetto per gli altri e per il credo che professano». Messaggi di auguri in occasione del Natale sono stati inviati anche dalle comunità sciite italiane e da altre associazioni come quella dell'Alleanza islamica d'Italia e dell'Ucoii. «La Vergine Madonna, il simbolo della donna scelta da Iddio Altissimo, non può essere se non l'esempio per tutti noi musulmani e cristiani - si legge in una missiva dell'Unione islamica - Il suo parto miracoloso non può essere se non occasione di dialogo, incontro e di un cammino insieme».