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giovedì 21 dicembre 2006

Venezia, l'Oriente e le salsicce

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Dice il proverbio "a vecchia non vuliè murì pi s'impare'": la vecchia non voleva morire perchè, nonostante la sua tarda età, l'esperienza non le consentiva di non ripetere alcuni errori e quindi aveva ancora molto da imparare. Purtroppo, l'anziana scrittrice Fallaci è morta senza imparare nulla (anche se mi rimane il dubbio che sapesse ben più di quanto abbia voluto far vedere). Se fosse viva infatti, le avrei senz'altro omaggiato un biglietto per visitare la mostra "Venezia e l'Oriente" allestita fino al 18 febbraio prossimo presso l'Istituto del Mondo Arabo a Parigi (e da marzo a New York): forse sarebbe stata costretta a rimangiarsi le corbellerie che aveva scritto sull'eredità islamica in Italia.
La mostra propone oltre duecento oggetti provenienti da raccolte veneziane e da vari musei del mondo che testimoniano come «la più orientale delle città occidentali» abbia costruito la sua immortale bellezza su una fittissima rete di relazioni con l’Oriente, nelle sue tante declinazioni: bizantine e arabe, in primo luogo, ma anche mamelucche, persiane e turche. A tal fine, sono offerti all’ammirazione dei visitatori splendidi tappeti e vetri laccati, ceramiche e lapislazzuli, cuoi ed astrolabi, nonché importanti opere pittoriche, quali il celebre ritratto di Maometto II realizzato da Gentile Bellini che, assieme ad una lunga serie di istantanee di sultani baffuti e ingioiellati, racconta storie di dialogo e rispetto.
Francamente trovo ridicolo dover andare a Parigi (o addirittura a New York) per poter visitare una mostra su Venezia e i suoi secolari rapporti con il mondo islamico, ma tant'è: l'Italia non ha né voglia né interesse a valorizzare il proprio "patrimonio islamico", che dimostra in modo irrefutabile che il contatto con l'Islam è stato ben più profondo delle Crociate e di Lepanto. Tant'è vero che l'ideatore e commissario scientifico della mostra, altro non è che il Conservatore presso il Dipartimento di Arte islamica del Metropolitan Museum of Art di New York, l'italianissimo Stefano Carboni, che già vedo in fuga dall'Italia.
Che volete che vi dica? A vedere la moschea di Parigi - inaugurata nei lontani anni venti - mentre in Italia si aggira un Europarlamentare leghista (Borghezio) che lancia salsicce sui musulmani di passaggio per il centro di Colle Val D'Elsa in segno di "protesta" contro la costruzione di una moschea, viene da pensare - seppur erroneamente - che la battuta sulle "civiltà superiori ed inferiori" non fosse, dopotutto, così assurda.