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domenica 17 dicembre 2006

Vie libere

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Due giorni fa le agenzie ci hanno informato che nell' ambito delle iniziative di prevenzione predisposte dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), è stata eseguita su tutto il territorio nazionale un' attività di controllo inquadrata nella strategia «vie libere mirate». L'operazione - pianificata dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione, in collaborazione con il Comando generale dell' Arma dei Carabinieri e con il Comando generale della Guardia di Finanza - ha riguardato i luoghi di aggregazione islamica, quali call center, internet point e money transfer. I servizi svolti hanno portato a 5.701 obiettivi controllati; 19.104 persone identificate; 147 persone arrestate, nessuna delle quali per fattispecie riferibili ad attività terroristiche; 453 procedure di espulsione avviate con l' accompagnamento di 39 stranieri presso Cpt; 400 persone denunciate per reati vari; 437 contravvenzioni elevate, nei confronti di altrettanti gestori di call-center, internet point e money transfer, per irregolarità amministrative.
Con tutto il rispetto per le forze dell'Ordine, non riesco ancora a capire cosa ci sia dietro l'eccessiva pubblicizzazione riservata a questo tipo di servizi. Ovviamente le forze dell'Ordine svolgono una funzione importante, e nessuno vieta loro di fare i controlli necessari, ovunque lo ritengano opportuno. Anche se non credo che i call-center, internet point e money transfer, che forniscono servizi ad immigrati di ogni razza e colore, siano dei tipici luoghi di "aggregazione confessionale", e quindi prettamente "islamica". A meno che non ci sia dietro questa curiosa riqualificazione, il divieto - esplicito o implicito - di costruire luoghi di culto islamici in Italia. Mi chiedo però come mai le ricerche delle forze dell'Ordine - stando almeno ai media - si concentrino sempre sui "luoghi di aggregazione islamica" e non su quelli di aggregazione "romena", o "cinese", dove sicuramente qualche forma di "malavita" esiste. Mi si dirà perché "non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani", e le operazioni sono inquadrate nell'ambito di un'azione anti-terrorismo.
Peccato che nelle numerose operazioni "mirate" della stessa tipologia il risultato sia stato sostanzialmente identico: "persone arrestate, nessuna delle quali per fattispecie riferibili ad attività terroristiche". Le forze dell'Ordine arrestano clandestini comuni, evasori fiscali e ladri di polli poi pubblicizzano l'operazione con cifre pompose come se avessero arrestato chissà quanti membri di quale milizia fondamentalista "in sonno", alimentando i pregiudizi e le diffidenze della popolazione locale. Non ho mai visto, invece, comunicati stampa delle Forze dell'Ordine che ci informano di quanti borseggiatori sono stati arrestati, di quanti rapinatori sono stati presi o di quanti truffatori sono stati bloccati. Non credo infatti che siano tutti islamici, quelli che si dedicano a questo tipo di attività, anzi. Cosi come non credo che le forze dell'Ordine si impegnino solo a rastrellare musulmani per rendere le "vie libere" e l'aria respirabile, quindi - visto che spesso e volentieri ricevo, su questo blog, visite dall' "Arma dei carabinieri" - perché non ci comunicano, tramite i soliti, puntuali, ed esaustivi lanci di agenzia, i dati relativi alla loro senz'altro lodevole attività in altri settori attinenti alla pubblica sicurezza?