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lunedì 29 gennaio 2007

Crucifige!

Appena scoperta l'orrenda strage di Erba, i media si erano scagliati contro Azouz, il marito "tunisino e pregiudicato" di una delle vittime, accusandolo di aver ucciso figlio, moglie, suocera e vicini di casa (di cui uno miracolosamente sopravvissuto). Poi si scopre che a commettere l'efferato delitto erano gli italianissimi, tranquillissimi e perbenissimi vicini di casa, quindi i media si sono profusi in acrobatiche giustificazioni e scuse improbabili. Gli unici che non hanno voluto farlo fino all'ultimo erano ovviamente i politici che pensavano di cavalcare la vicenda, salvo essere messi in imbarazzo dall'esito delle indagini. Un politico non è mica obbligato a presentare le scuse ad un pregiudicato tunisino ingiustamente accusato di aver "islamicamente" sgozzato la famiglia. Per l'On. Borghezio, per esempio, che dopo la strage aveva parlato di una "spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta uno scenario a cui dobbiamo abituarci" si è trattato, dopo, di "un fosco quadro di esplosione di follia omicida che non appartiene alla nostra cultura e sul quale dobbiamo interrogarci non senza aver espresso rammarico per aver dato credito a notizie che si sono rilevate senza fondamento". Insomma, non prendetevela con me, ma con i media.

Ebbene, dopo l'imbarazzo iniziale, dopo le accese discussioni sull'etica giornalistica e sulla tendenza dei media italiani alla generalizzazione e all’allarmismo in materia di immigrazione, dopo il dibattito pubblico che ha coinvolto personaggi del calibro del Ministro alla Solidarietà Sociale Ferrero e la portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Laura Boldrini, dopo la prospettiva di elaborazione di un codice deontologico per la stampa italiana, i media sono tornati a fare quello che sanno fare meglio da anni: la distorsione del ruolo sociale degli immigrati e dei rifugiati, la promozione dell'islamofobia, la creazione del colpevole ad arte. E per recuperare il tempo perduto, hanno ricominciato proprio con Azouz. Prima era tutta la manfrina sul perdono e la vendetta: il barbaro Azouz messo a confronto con Papà Castagna che, appena scoperto che erano i vicini di casa italiani a sgozzare sua moglie, sua figlia e sua nipote, si è esibito in perdoni e assoluzioni che non hanno convinto nemmeno la Chiesa. Non a caso, il noto teologo Don Tino Rigoldi ha parlato di un “perdono da cristiano superman (che, ndr) non convince, questi slanci non sono giusti, non funzionano, il perdono in automatico non esiste, non è giusto, non è umano, non è autentico”. Già...vorrei vedere dov'è il Santo disposto a perdonare, in pochi minuti - papà Castagna escluso, of course - i folli assassini di moglie, figlia e nipote: roba da Superman, appunto.

Mi sarebbe piaciuto vedere se ci sarebbe stato tutto questo gran parlare di perdoni, assoluzioni, carità cristiana ecc ecc se ad uccidere tutta quella gente, se a sgozzare quel bambino di due anni, fosse stato davvero Azouz, un islamico o un extracomunitario qualunque. A giudicare dalle focose dichiarazioni dei famigliari delle vittime ai giornali quando era proprio Azouz il principale indiziato ("un matrimonio che non s'aveva da fare", "l'abbiamo avvertita", "era un poco di buono" ecc), o quelle dei politici di destra, o l'opinione di strada in quelle ore, non credo proprio. Anzi: sarebbero scesi tutti in piazza a gridare all'invasione islamica, alla barbarie islamica, con qualche noto promotore giornalistico dell'Islamofobia - uno di quelli che "amano l'Italia" - in testa al corteo che grida: crucifige! cruifige! Finita con la storia della "vendetta islamica vs carità cristiana", che nessun essere umano in buonafede è riuscito a mandar giù, i media sono partiti all'attacco con la storia delle foto dei funerali che Azouz avrebbe venduto alle agenzie: ovviamente non poteva che essere uno che lucra sul dolore. Ma saranno affari suoi se ha voluto vendere le foto del funerale? Non ha mica esposto i cadaveri ai fotografi! L'uomo è appena uscito dalla prigione, si è ritrovato con suocera, moglie e figlioletto assassinati, sé stesso ingiustamente accusato, lo suocero che perdona i veri assassini in men che si dica, con i corpi ancora caldi, tutti reticenti a scusarsi con lui fino all'ultimo: se c'è qualcuno addolorato in sta faccenda, non può che essere lo stesso Azouz.

Se tentasse di chiedere un risarcimento da tutti quei politici e quotidiani che l'hanno messo all'indice per due giorni, non otterrebbe - dopo anni di cause e spese legali, ovviamente - manco un terzo di quello che le agenzie sono disposte a pagare oggi per le foto di quelle due bare. E se quei soldi servissero per permettere ad Azouz di far fronte alle spese che ha dovuto sostenere in questo periodo travagliato? Se gli servissero per intraprendere un'altra strada nella vita, lontano dal traffico della droga? Qualcuno ci ha pensato o sono tutti bravi a gridare allo scandalo? E se al posto di Azouz ci fosse un cittadino italiano - che ovviamente non sarebbe stato accusato con la stessa solerzia con cui lo è stato lui - si sarebbe saputo qualcosa delle foto del funerale e della cifra pattuita? Anna Maria Franzoni ha scritto un libro sulla sua vicenda che si trascina da anni, tutti sotto i riflettori. Ma non mi è sembrato vedere la stessa finta indignazione. Forse tra la gente, ma non con gli stessi termini usati con Azouz. E' evidente che c'è una volontà, precisa e cosciente da parte dei media, di criminalizzare Azouz ad ogni costo. C'hanno provato persino quando si era saputo che era in Tunisia, e non in Italia:" chissà a chi fra i suoi correligionari avrà affidato l'incarico di finire la famiglia", si sussurava e non sui giornali. Non importa se non c'entra con la strage, non importa se è innocente, lui deve per forza di cose essere demonizzato e criminalizzato, se non per la strage almeno perché ha reagito umanamente all tragedia che l'ha colpito, o perché ha accettato un pagamento per le foto del funerale. E se non è Azouz a finire sotto processo, allora lo è la cultura a cui appartiene: non a caso si è sottolineato che a Papà Castagna non è stato permesso entrare in moschea, in quanto non musulmano, cercando di dare una dimensione di "Scontro delle civiltà" ad una faccenda in cui i colpevoli - anche morali - sono ormai noti, ma di cui si preferisce - tutto sommato - parlare poco. Papà Castagna non sarà entrato in moschea, ma Azouz (rimasto fuori pure lui), non è stato accettato né dalla famiglia, né dalla Società italiana, sin dal primo istante. Ma continuiamo a parlare di Azouz lo stesso, non sia mai che si radichi nelle coscienze che non era un extracomunitario a commetterlo, l'efferato delitto. Crucifige! Crucifige!