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sabato 27 gennaio 2007

Fresca memoria

"Certi politici di casa nostra il 27 gennaio indossano l’espressione di circostanza, partecipano a qualche cerimonia, fanno tre moine all’attuale governo israeliano, così per il resto dell’anno si danno a legittimare il peggior revisionismo che riabilita il crimine fascista, coccolano il ricordo del criminale di guerra Benito Mussolini, sostengono provvedimenti xenofobi, tollerano ed elogiano i CPT che, pur fatte le debite differenze, sul piano etico e giuridico hanno la forma del lager. Questi politici sputano sulla Costituzione repubblicana, si alleano con i gruppuscoli nazifascisti lasciandoli liberi di scorazzare bardati dei più lugubri simboli e gesti del Regime violando sistematicamente la Legge. Il modo migliore di onorare la memoria, è opporsi a questo schifo e costruire un mondo libero da ogni fascismo, politico ed economico. E’ bene non dimenticare mai che la Shoà ha colpito innanzitutto l’essere umano. Lo ha negato nell’ebreo, nello zingaro, nell’oppositore politico, nell’omosessuale, nel testimone di Geova, nel menomato fisico e mentale e in chiunque disse no a quella barbarie. Per questo un grande testimone che visse sulla propria pelle la disumanizzazione, Primo Levi, scrisse Se questo è un uomo".

Moni Ovadia

"Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di non essere ascoltati. (...) È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire".

Primo Levi

"- Secondo Lei ci sono pericoli effettivi di un ritorno di questa ombra del passato?"

"- "Cosa volete che Vi dica? L'unica cosa che posso dirVi è che in questo momento, nell'occhio del ciclone non ci sono particolarmente gli ebrei. Ma questo non vuol dire. Il razzismo o c'è o non c'è. Quando c'è, è un pericolo per tutti, per tutte le minoranze. Oggi, sono colpiti in Europa da razzismo, soprattutto extracomunitari, musulmani, popolazioni che arrivano profughe da lontano, i cosiddetti clandestini, che saranno anche clandestini, ma sono per prima cosa dei poveri infelici. Oggi sono questi. La cosa non mi consola affatto. Anzi, se lo pensassi: "Mi consola", mi vergognerei di dirVelo, ecco."

Amos Luzzatto

"Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?".

Primo Levi