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domenica 11 febbraio 2007

IADL denuncia Ariel Toaff

IADL QUERELA ARIEL TOAFF: ATTO DOVUTO, MA PRONTI A RITIRO. SE DDL MASTELLA FOSSE IN VIGORE TOAFF SAREBBE PRIMO CONDANNATO".

(DIRE) Roma, 10 feb. - La presidenza della Islamic Anti-Defamation League ha depositato ieri una querela nei confronti del professor Ariel Toaff, figlio del rabbino emerito Elio Toaff, e della casa editrice il Mulino, per il libro "Pasque di Sangue-Ebrei d'Europa e omicidi rituali". La querela contiene una lunga premessa che mette in luce la "discrasia esistente tra il diritto alla liberta' di espressione e la legittima critica avanzata nei confronti di uno Stato". Nel settembre del 2005 la Iadl aveva gia' chiesto (e ottenuto) la cancellazione di 6000 articoli pubblicati dal sito www.politicaonline.com, che trattavano proprio della questione degli omicidi rituali ebraici. "Questa nostra querela non va letta come un attacco a Toaff, - spiega la portavoce della Iadl, Dacia Valent- Noi con questa denuncia abbiamo semplicemente compiuto cio' che e' stato definito, da chi si appresta a giudicare due fratelli per aver espresso una critica ad uno stato che stava compiendo rappresaglie bestiali e sproporzionate, un atto dovuto". La Valent si riferisce all'iscrizione nel registro degli indagati di Nour Dachan e Hamza Piccardo, ad oggi i vertici dell'Ucoii: "L'iscrizione nel registro degli indagati dei due dirigenti Ucoii e' incomprensibile- dice Valent- trattandosi di un paragone culturale diretto ad una migliore comprensione per l'opinione pubblica di cio' che succedeva in Libano, testimoniato anche dalle prese di posizione internazionali ed italiane sulla sproporzione della rappresaglia israeliana". Per la portavoce quella dei due indagati era una "legittima critica nei confronti delle politiche che lo stato d'Israele persegue pervicacemente da decenni: pulizia etnica, appropriazione indebita e violenta di territori, divieto di ritorno per i palestinesi, colonialismo truculento". Per Valent se si vuole combattere il razzismo, come dice Mastella, e' "chiaramente piu' grave quanto scritto dal professor Toaff, che colpisce al cuore la comunita' ebraica che una plausibile censura degli atti di un governo secolare che proprio in quanto tale puo' e deve essere soggetto al giudizio di tutti". E proprio sul ddl Mastella la Valent dichiara: "È ironico pensare che se mai il disegno di legge sul revisionismo storico del ministro Mastella divenisse, e Dio non lo voglia, legge dello Stato, il primo a subire una condanna sarebbe proprio un mite professore ebreo, figlio della famiglia piu' rappresentativa dell'ebraismo in Italia". Sulla querela la Valent precisa "non e' nella nostra intenzione trascinare uno studioso come Toaff in un tribunale: questa querela- chiude- e' un atto politico che ci consente di aprire un dibattito sulla liceita' di perseguire le persone sulla scorta di cio' in cui credono, di cio' che studiano, e siamo pronti a rimetterla anche subito".