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giovedì 8 febbraio 2007

Il Bel Paese

Bulat Sanditov non è uno dei tanti immigrati clandestini in cerca fortuna, ma un giovane e promettente ricercatore russo, con due dottorati in tasca e una brillante carriera accademica davanti, che ha vinto una borsa di studio all'università Bocconi. Olga, sua moglie, a Mosca fa l'avvocato, ma era disposta a lasciare il suo paese, a rimettersi a studiare e ricominciare tutto da capo, lontana da casa, pur di stare vicino a suo marito. Anche perché ad aprile nascerà il loro primo figlio. "Too much" (troppo) dice Bulat con un sorriso malinconico mentre impacchetta le ultime cose che ha lasciato nella stanza al primo piano del Cespri, il centro per la ricerca sull'innovazione e l'internazionalizzazione della Bocconi dove per diciotto mesi ha affiancato il professor Francesco Lissoni, direttore del centro, nel censimento dei brevetti universitari in Europa costruendo un complesso database. "È un anno che combatto, un anno passato tra uffici della questura e della prefettura a chiedere informazioni, a consegnare documenti. It is too much - sospira il ricercatore - . Mi dispiace partire, ma in Olanda le trafile burocratiche sono state molto più semplici e veloci: ho già un permesso di soggiorno. Con la Bocconi continuerò a collaborare, ma a distanza". Leggi la storia