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lunedì 19 febbraio 2007

Non una, ma dieci smentite

''Non dico di trattare con i filoterroristi ma dico che oggi, dopo aver parlato con i colleghi che hanno organizzato il convegno ho avuto non una, ma dieci smentite di quanto sostenuto nell'articolo. Del resto è curioso che certi rilievi non vengano da John Esposito, della Georgetown University, poiché gli americani sono normalmente più attenti di noi a certe cose''. Lo ha detto il rettore dell'Orientale di Napoli, Pasquale Ciriello, riferendosi all'articolo pubblicato sul 'Corriere della Sera' nel quale Magdi Allam ha criticato la partecipazione del tunisino Rached Ghannouchi al seminario sui 'democratici musulmani' organizzato per il 23 febbraio a Napoli dall'Orientale, dalla Fondazione Mediterraneo e dal Centro del principe Alwaleed Bin Talal per la comprensione islamo-cristiana della Georgetown University statunitense. Nel suo articolo, Allam ha messo in evidenza che ''la scelta di invitare Ghannouchi, leader del partito islamico tunisino fuorilegge Al Nahda, è assai discutibile sul piano accademico visto che si tratta di un personaggio che predica la distruzione di Israele, persegue l'uccisione dei governanti musulmani, legittima il terrorismo palestinese e libanese, condanna di apostasia i musulmani liberali''. ''Le critiche di Allam, ha detto Ciriello, sono la seconda puntata di quelle da lui già espresse nei confronti di Tariq Ramadan''. Critiche praticamente cestinate dagli accademici che hanno curato l'incontro con un'elegante lettera al Corriere che ha fatto letteralmente infuriare Allam, che ovviamente non era stato invitato al convegno. ''La verità è che il mondo di provenienza di queste persone è una realtà obiettivamente molto complessa. In ogni caso - ha detto ancora Ciriello - c'è un contesto di protezione dell'incontro che dovrebbe dirimere qualsiasi velleità interpretativa''. E il rettore del'Orientale ha ricordato che la conferenza di Napoli, che si svolgerà a porte chiuse, sarà preceduta, il 22 febbraio, da una tavola rotonda a cui parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Commissione esteri del Senato Lamberto Dini e il vice ministro dell'Interno Marco Minniti. Come se non bastasse tutto ciò, il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha ufficialmente presentato, nel corso della prima settimana di febbraio, il "piano nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo", a cui hanno "contribuito anche i musulmani italiani". A rappresentare le comunità islamiche all'interno della commissione ministeriale che si è occupata del problema del bullismo era - indovinate chi - Huda Dachan, figlia del presidente dell'Unione delle Comunità islamiche in Italia (UCOII), Nour Dachan, già consulente del Ministro dell'Interno. "Essendo laureata in Scienze sociali e avendo fatto un master sulla criminologia, occupandomi proprio del problema del bullismo - ha spiegato Huda Dachan - l'Ucoii mi ha scelta come proprio rappresentante all'interno del comitato. Abbiamo tenuto alcune riunioni insieme ad altri esperti e anche noi, come gli altri, abbiamo portato il nostro contributo". La giovane esponente dell'Ucoii ha sottolineato come dal piano presentato dal ministro emergono alcune proposte dei musulmani per i quali il problema della mancanza dei valori sarebbe alla base della nascita di questi fenomeni di disagio sociale. "Abbiamo sottolineato durante i lavori della commissione - dice Huda Dachan - il problema della mancanza dei valori nei giovani, spiegando come il bullismo sia provocato dalla perdita dei valori morali da parte degli adolescenti. Infine abbiamo sottolineato come i centri religiosi in genere possano aiutare nella lotta al bullismo perché è li' che si aggregano i ragazzi ed è li' che si possono formare una volta usciti dalla scuola. Nelle linee guida presentate dal ministro oggi ci sono alcuni punti proposti dall'Ucoii". Il ministro Fioroni si avvale inoltre anche del contributo del presidente dell'Ucoii e membro della Consulta per l'Islam italiano del Viminale, Nour Dachan, che fa parte della commissione Intercultura e dialogo del comitato nazionale 'Scuola e legalità'. Anche il precedente ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, aveva deciso di dare vita a un comitato su 'Scuola e legalità' nel mese di marzo del 2006. Come esperto per le questioni che riguardano le comunità islamiche il ministro del governo Berlusconi aveva scelto però proprio Magdi Allam. Che però, ora, non c'è.