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giovedì 22 marzo 2007

Chi di media ferisce

Daniela Santanchè, deputata di Alleanza nazionale attualmente impegnata - soprattutto sui media - nella difesa dei "diritti delle donne islamiche sottomesse", ha recentemente denunciato un "brutale regolamento di conti all'interno dell'integralista comunità islamica". Secondo la Santanché, infatti, "Halima El Bourfai, l'immigrata marocchina che aveva denunciato l'imam di una moschea di Verona che istigava i fedeli a riempire di botte le proprie donne, è in ospedale con il corpo ricoperto da gravissime ustioni. È un fatto che ho appena saputo e che denuncio pubblicamente". Peccato che la Santanchè abbia confuso Halima con la sorella Amal, la donna effettivamente picchiata e che attualmente si trova in una struttura protetta. La vicenda - che ovviamente non aveva nulla a che fare con l' "integralista comunità islamica locale" - è poi stata chiarita dall'avvocato Rosanna Credendino, vice presidente del Telefono Rosa di Verona, e difensore di Amal. ''La donna ricoverata non è Amal, ma sua sorella'', ha spiegato il legale, aggiungendo che le ustioni subite da Halima ''non hanno nulla a che vedere con una vicenda di maltrattamenti in famiglia o lesioni''. Cosa confermata in serata anche dal procuratore di Verona, Guido Papalia. Halima non è in pericolo di vita. Era stato il marito di quest'ultima, un italiano, a chiedere il 12 marzo scorso l'intervento dell'ambulanza del 118; la donna aveva subito chiarito ai medici che le ustioni con l'acetone erano la causa di un incidente domestico. Ma probabilmente all'On. Santanché questo dettaglio è sfuggito nella foga di difendere le donne islamiche.