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giovedì 1 marzo 2007

Come volevasi dimostrare

La famiglia di Ahmed, che ha ricevuto telefonate di solidarietà da docenti e genitori ("solo quelli stranieri") si costituirà parte civile e chiederà un maxi risarcimento alla scuola.

E maledetti i mass media "che dicono cose stranissime, fidandosi di cosa ha raccontato quella là..". La madre del bambino con cinque punti di sutura alla lingua? "Ma si! Basta che succeda un fatto a scuola, ormai..."
Qui sopra sono riportati due estratti da un articolo de Il Corriere del 28 febbraio 2007. Ritengo abbastanza significativo il fatto che solo i genitori stranieri abbiano chiamato la madre del bimbo a cui è stata quasi tagliata la lingua per esprimerle solidarietà. Le chiamate dei docenti non fanno testo: è evidente che sono preoccupati per la reputazione della scuola, non a caso si sono riuniti a ssieme ad alcuni genitori per emanare un comunicato in cui si dicono "estereffatti". Eppure molti altri docenti, genitori e bidelli della scuola tifano per l'insegnante di sostegno che minaccia i bambini degli immigrati con le forbici "per scherzo". La seconda esternazione, quella del padre dell'insegnante in questione, è altrettanto loquace: tale padre, tale figlia. I mass media raccontano cose "stranissime","fidandosi di cosa ha raccontato quella là", l'immigrata tunisina, che a detta dell'insegnante licenziata "vuole solo soldi da me". E' evidente che non dovremmo prenderla sul serio. Ma come si fa, a prendere un'immigrata sul serio? Dovremmo tutti credere, invece, alla sua fantascientifica versione: "avevo le forbici in mano, stavamo facendo lavoretti con la carta. Ma poi lui s'è voltato all'improvviso, è stato solo un'incidente". Ma fammi il piacere, va....