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venerdì 9 marzo 2007

Letture consigliate (Caravan to Baghdad)

Karim Metref, Caravan to Baghdad
Ed. Tracce Diverse
15 €

"Si chiama Haidar, tipico nome sciita. Haidar era il sopranome di Alì il cugino e genero del profeta. Haidar in arabo antico è uno dei tanti nomi del leone, é quello che si riferisce al suo coraggio. Haidar quindi vuol dire 'colui che ha il coraggio del leone'. Ma al nostro Haidar tutto ciò non interessa. A lui piace giocare a pallone con i bambini del suo quartiere, mangiare gelati e dolci"

Karim Metref, un amico che è già intervenuto su questo blog, è nato in Algeria nel 1967, dove è stato insegnante per circa dieci anni, impegnandosi nella militanza per i diritti culturali dei Berberi e per l'accesso ai diritti democratici. Il giornalismo e la scrittura sono strumenti per veicolare le sue convinzioni politiche e le nuove forme di pedagogia che ha imparato e diffuso come formatore a partire dal 1998. Ha scritto Tislit n Wanzar, novella per ragazzi in lingua berbera (Algeria, 1997), e "Quando la testa ritrova il corpo", manuale di giochi educativi per le scuole dell'infanzia, con Sigrid Loos, (Ega- Torino). È anche autore di "Il ritorno degli Aarch i villaggi della Cabilia scuotono l'Algeria" (video 60' ed. Metissart - Carta). Ha anche pubblicato articoli e dossier su numerose riviste come Carta, Cem-mondialità, Guerre e Pace, Diario e DeriveApprodi, nonché sui siti delle agenzie Migranews e di Peacereporter. Ha lavorato come animatore radiofonico presso Radio Torino Popolare nella trasmissione "Babalasala" poi "Mondonotizie", entrambe dedicate al mondo dell'immigrazione. Sabato 17 marzo 2007, a Napoli nell'ambito del Programma GALASSIA GUTENBERG 2007 Expo Napoli Palazzo dei Congressi by Terminal Napoli SpA, Stazione Marittima – Molo Angioino – Dalle ore 16:30 alle ore 18:30 egli presenterà per la prima volta il suo libro (collana Mangrovie) "Caravan to Baghdad", reportage di un viaggio in Iraq come membro di una missione di Terre des Hommes in favore dei bambini di strada. Le foto sono di Bruno Neri, responsabile dei programmi in Iraq per la fondazione Terres des Hommes-Italia dal 2003. Precedentemente ha lavorato nel Balcani, in Medio Oriente ed in Asia sempre in situazioni di emergenza o conflitto. Come scrive Giuliana Sgrena "Attraverso queste immagini, foto o racconti, si scopre una realtà sconosciuta che si insinua dentro l'intimità della gente, non rivelata dai grandi media, ma molto più utile per capire la situazione in Iraq, il conflitto, le responsabilità di chi ha sostenuto la guerra e l'occupazione. Questo libro dunque va oltre la testimonianza, solleva interrogativi, sollecita una presa di coscienza. Di fronte alla devastante povertà, al fenomeno in aumento dei bambini di strada. Quello che ci viene presentato è un popolo, quello iracheno, che ha perso lavoro e ricchezza, ma non dignità e orgoglio".