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sabato 31 marzo 2007

Su Anno Zero (ma non finisce qui)

di Tonino Cassarà, L'Unità

«Occorre verificare chi viene a predicare la religione a nome dell'Islam. Vengono persone degnissime, che davvero predicano l'amore tra gli uomini, e altri» che invece predicano altro e «lo fanno passare per un sentimento religioso. Il problema è complesso e occorre pensare ad un accreditamento degli imam da parte di interlocutori, islamici». Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha commentato così ieri le immagini mostrate dalla trasmissione Annozero di Michele Santoro. Nel frattempo gli investigatori si sono messi immediatamente al lavoro per verificare l'attendibilità dei gravissimi fatti presentati nella puntata di giovedì che ha denunciato, oltre alle violenze a cui sarebbero sottoposte alcune donne all'interno delle comunità islamiche in Italia, il tentativo di proselitismo e l'istigazione alla violenza antioccidentale praticate in alcune moschee torinesi. Ma, da quanto si è appreso, almeno negli ultimi tempi «non c'erano state a Torino specifiche situazioni di rischio. Gli organismi competenti - dice il sostituto procuratore Maurizio Laudi - stanno molto attenti a quanto succede in ambienti considerati potenzialmente a rischio. Per ora abbiamo chiesto una annotazione e nei prossimi giorni avvieremo di certo un'indagine». La necessità di chiarezza è espressa anche da esponenti di spicco della comunità islamica che «vuole in questo modo sottolineare ancora una volta la propria distanza da chi professa l'odio e la violenza. Alla magistratura - dice lo scrittore Younis Tawfik - chiediamo di andare fino in fondo. Se ci sono mele marce, per il bene di tutti, devono essere separate da quelle buone. Non c'è omertà da parte nostra e nessuno vuole negare o usare come giustificazione il fatto che la violenza contro le donne esista in ogni cultura. Io per primo, già nel '99 ho denunciato, attraverso un mio libro, il caso di una giovane donna marocchina che, proprio a Torino, oltre ad essere ripetutamente violentata dal marito era stata infine costretta a prostituirsi». Anche per il giornalista Sherif El Sebaie «è innegabile che vi siano situazioni di violenza, ed è bene che i media li denuncino. Ma - dice - mi sarei aspettato che la trasmissione di Santoro lo facesse in modo più serio di quanto generalmente non faccia la Tv. Il fatto che nel servizio sia stata presentata la Bolchini e accreditata come direttore di un osservatorio che aiuta le donne maltrattate, un ente di cui finora si ignorava l'esistenza, mentre in realtà (stando almeno alla presentazione che fa di sé su un portale internet) la signora si occupa di magia bianca, pranoterapia e cartomanzia. Mi sembra uno spettacolo avvilente per l'informazione e per l'islam in Italia».