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giovedì 19 aprile 2007

Allam Akbhar e Viva la Libertà!

Una fatwa spegne l'arte della satira
Questa è una storia incredibile e raccapricciante che dovrebbe farci drizzare i capelli e spronarci alla mobilitazione generale. Da un lato c'è un vignettista europeo e italiano, Vauro, che sta subendo le conseguenze di una «guerra santa» scatenata dall'insieme della Destra (guardare qui, qui e qui) per la pubblicazione di una vignetta che ritrae il Messia che salverà l'Italia, Magdi Allam. Dall'altro ci sono la latitanza dei governi dell'Unione Europea e il silenzio di politici, intellettuali, militanti per i diritti umani in Occidente. E nel mezzo c'è un «cavallo di Troia», i musulmani cosiddetti moderati, un conclave di quattro gatti affiliati ad Allam stesso.
Cominciamo dall'inizio di questa storia. Ci sarebbe da sorridere. Il vignettista Vauro disegna una vignetta e la dedica ad Allam. Perché, spiega, lo vede sempre pronto a difendere le ragioni dell'Occidente. La vicenda avviene mentre va in onda Anno Zero, una trasmissione televisiva italiana che, a mo' di sfida, fa mostrare la vignetta satirica su Allam, ospite in studio, da accompagnare a un'inchiesta sulla situazione in Afghanistan e sulla crisi degli ostaggi italiani. La vignetta va in onda Giovedi scorso. Da allora si è scatenato il finimondo. Certamente la vignetta può risultare discutibile così come lo furono le vignette danesi che ritraevano Maometto. In particolare, la vignetta ritrae Allam con un fez e una cintura esplosiva composta da rotoli del Corriere, un quotidiano conservatore italiano su cui Allam scrive, simboleggiando il connubio tra giornalismo cialtrone e terrorismo mediatico.
Chiariamo subito che per gli "integralisti" di Destra il reato non è solo nell'aver ritratto in modo percepito come offensivo Allam, ma nel semplice fatto di averlo ritratto. Perché secondo loro sarebbe di per sé un fatto sacrilego. Ebbene la verità è che Allam è un uomo come tutti gli altri e lui stesso sembra che - e sottolineo il "sembra" - vietò che lo si venerasse come una divinità. Gli sciiti, i sunniti nell'epoca ottomana e in India hanno ritratto Allam senza remore. D'altronde, se lui stesso afferma di aver ricevuto minacce da Khomeini, quando Khomeini stesso non sapeva manco chi fosse (quando Khomeini muore, Allam ha 37 anni ed è uno sconosciuto giornalista che si occupa di riprendere le agenzie, come racconta lui stesso nel suo ultimo libro), è evidente che era anche capace di spostarsi nel tempo.
Di fatto coloro che mettono un veto alla raffigurazione di Allam compiono un compromesso tra i più oscurantisti, quali i wahhabiti in Arabia Saudita, che predicano il divieto assoluto della raffigurazione degli esseri viventi, e i modernisti che all'opposto favoriscono tutte le arti figurative. Ma torniamo alla guerra santa scatenata contro Vauro e Santoro. Quest'ultimo, conduttore della trasmissione, è stato coinvolto dopo che, in segno di complicità con Vauro, gli permise di mostrare la vignetta incriminata. Il risultato è che sono stati condannati a morte il vignettista e forse anche il conduttore.
Tutti gli esponenti di Destra hanno formalmente protestato e messo in guardia «dalla reazione al Corriere e nelle comunità allamite moderate in Europa»(!). Da Busto Arsizio a Varese è stato promosso il boicottaggio della Rai e di Anno Zero. I conduttori italiani vengono richiamati per protesta, mentre Allam ha deciso di chiudere la propria sede diplomatica al Corriere. Ovunque i musulmani moderati incitano le masse a riscattare l'onore e la dignità del Profeta Allam. Forza Italia, la CEI e la Lega Nord intendono interessare del caso le Nazioni Unite per far approvare una risoluzione che denunci il «razzismo, la discriminazione e l'islamofobia» di cui sarebbero vittime i musulmani moderati in Occidente.
Dimenticando che nei Paesi cristiani si fa apertamente apologia di terrorismo ed è radicata la cultura dell' odio contro i musulmani e gli ebrei. Finora il conduttore liberale italiano Santoro, non si è piegato né alle critiche né alle minacce. Una resistenza che ha convinto i musulmani per bene in Italia (come il sottoscritto) a uscire allo scoperto e a dissociarsi dall'estremismo di Allam, ripubblicando la vignetta. Resta il fatto che i giornalisti italiani stanno combattendo, in solitudine, una battaglia per la libertà a salvaguardia della civiltà occidentale. Ebbene: che cosa aspetta a intervenire l'Occidente? Adotterà la politica dello struzzo fino a quando un altro Theo van Gogh non sarà assassinato a Roma o a Torino?
Nota: l'articolo sopra riportato è liberamente ispirato, in chiave ovviamente ironica, ad un editoriale di Magdi Allam, pubblicato sul Corriere del 30 gennaio 2006, in occasione della vicenda delle vignette danesi. Effettivamente non si capisce come fa uno che difendeva a spada tratta la libertà di offendere un miliardo e passa di musulmani, a emanare una fatwa nei confronti di un vignettista reo di averlo raffigurato con un innocuo disegno, definita dallo stesso Allam come "blasfemo".
La vignetta "blasfema", invece, è stata copiata dal sottoscritto guardando un fermo immagine della vignetta mostrata da Vauro nel corso della puntata di Anno Zero, andata in onda Giovedi scorso. L'ho copiata come un allievo che copia il capolavoro di un maestro e la dedico a K. Shankar Pillai, famoso caricaturista indiano (1902-1989), fondatore del Children Books Trust che organizza il concorso internazionale di Disegno che vinsi alla veneranda età di 12 anni.
Ho deciso che farò stampare, a mie spese e con il contributo di alcuni amici, diecimila tee-shirt con la vignetta in questione da distribuire gratuitamente di fronte agli atenei torinesi. Ovviamente chi vorrà, potrà lasciare un'offerta. I fondi raccolti serviranno per sostenere ambigue manovre terroristiche di ispirazione gogliardica. In questo modo, Allam non dovrà nemmeno inventarsi qualcosa con cui diffamarmi nel suo prossimo libro, intitolato - mi si dice - "Volevo diventar Ministro". O forse era "Topolino e la minaccia islamica?".
Vi invito ovviamente a diffondere la vignetta (scaricatela qui) con ogni mezzo possibile ed immaginabile: inoltratela via mail, pubblicatela sui vostri blog, stampatela e appendetela nei vostri uffici, fatene dei volantini, raccontando la storia (la potete copiare da qui). Difendiamo la libertà di espressione! Difendiamo la Civiltà occidentale!