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domenica 8 aprile 2007

Anno Zero. Una violenza a senso unico

L'opinione

Sherif El Sebaie, Il Manifesto, 7/4/2007, P.2

Nella puntata del 29 marzo di Anno Zero si è parlato di violenza contro le donne islamiche. Per l'occasione, sul sito del programma veniva precisato che «non c'è differenza di cultura quando si parla di violenza, ma le condizioni in cui versano alcune donne musulmane fanno riflettere sull'opportunità di una discussione politica sulla questione islamica». Eppure l'impressione di molti spettatori - musulmani e non - era che la trasmissione fosse una maratona a senso unico tesa ad accreditare la faccia estremista e maschilista dell'islam italiano. Una faccia che purtroppo esiste, ma che non è né unica né maggioritaria.
Nel servizio di Maria Grazia Mazzola e Natasha Lusenti si è parlato soprattutto dell'islam a Torino, ma delle voci islamiche «moderate» presenti in città non si è sentito un sussurro. E lo stesso in studio. Erano presenti invece Souad Sbai e Khalid Chaouki, entrambi membri della Consulta islamica e saliti agli onori della cronaca - e sostanzialmente dell'incarico - da Magdi Allam, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, ormai famoso per i suoi strali contro i musulmani cattivi e gli italiani che non amano l'Italia.
C'era anche Adriana Bolchini, ospitata nel servizio che voleva documentare storie di donne malmenate dai propri mariti. La Bolchini è stata presentata come direttore dell'Osservatorio del diritto italiano e internazionale, associazione che aiuterebbe a proteggere le donne islamiche in fuga dai propri coniugi violenti. Ma su Internet la stessa signora si presenta anche come parapsicologa che si occupa del paranormale e di esoterismo, nonché autrice di testi quali «La guida pratica alla magia bianca» e «Il manuale del perfetto cartomante». La faccenda ha scioccato l'Associazione per lo studio e l'aiuto all'abuso psicologico che ha specificato con un comunicato stampa, che: «Tutti gli studi concordano nel dire che le donne in difficoltà e oggetto di abusi sono le vittime preferite dei 'maghi' ed è probabile che molte donne vittime di violenza si rivolgeranno alla presunta 'associazione', legittimata dalla trasmissione di Santoro, per poi venire dirottate verso le altre attività della 'parapsicologa'».
Eppure è da questa stessa inchiesta che è partito il polverone - con annessi commenti isterici da parte dell'opposizione - riguardante i predicatori d'odio che si anniderebbero a Torino, seguito dal solito Magdi Allam che invita alla chiusura delle moschee. Le immagini documenterebbero infatti le prediche infuocate di un imam integralista con nome e cognome, che invita gli islamici a non integrarsi e che fa propaganda per Al Qaeda. Le indagini, però, sono tuttora contro ignoti. L'augurio è che la magistratura valuti le immagini per sradicare ogni probabile, e soprattutto concreto, elemento di pericolo per la sicurezza pubblica.
Sarebbe anche auspicabile una maggiore documentazione sugli interlocutori da parte dei media affinché diffondano un'immagine meno stereotipata della realtà islamica italiana. Ancor più auspicabile, però, è che il dibattito sulle vittime della violenza non si fossilizzi sulle sole donne islamiche: recentemente, grazie a Daniela Santanché del precedente governo, è stato inaugurato un centro di ascolto per donne musulmane diretto da Souad Sbai. Ancora ieri, il ministro Pollastrini chiedeva una quota minima del «tesoretto» per «fare ciò che chiede Souad Sbai» riguardo alle donne islamiche. Intanto un sedicenne filippino, accusato di essere gay, si è suicidato.