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venerdì 13 aprile 2007

Banlieues Chinoises

Quattordici agenti feriti, due auto della polizia completamente distrutte, lanci di bottiglia e cariche della celere, cinquecento cinesi in piazza a manifestare con le loro bandiere, bloccando il traffico. Certo che per spingere la comunità cinese a reagire in quel modo, ci hanno messo l'anima, a Milano. Non a caso il Console della Repubblica popolare denuncia: "Sono due mesi che qui siamo sottoposti a una forte pressione. Voglio sapere chi ha sbagliato, sono qui per capire, e per proteggere gli interessi legali dei commercianti cinesi che pagano le tasse e sono in regola". Effettivamente gli immigrati cinesi sono noti e soprattutto vengono percepiti dall'opinione pubblica (e qualcuno mi corregga se sbaglio) come coloro che lavorano e non creano problemi (cioè stanno zitti). Gli immigrati ideali, almeno da queste parti. Se non fosse per la leggendaria capacità di lavorare - anche in orari e condizioni inconcepibili per il cittadino italiano medio - e i conseguenti prezzi concorrenziali, di certo sarebbero stati di gran lunga preferiti ai musulmani, che - come è noto - non fanno altro che distribuire "giornali di Alqaida" in moschea (si tratta di un giornale a tiratura limitata, disponibile solo al Nord ed esclusivamente nelle moschee frequentate da Anno Zero: un po' come La Padania, 'nzomma).

Il sindaco Moratti denuncia, accompagnata dal solito coro di dichiarazioni isteriche e ingiuriose della maggioranza locale sugli immigrati: "Non è possibile che per una semplice violazione dell'articolo 82 del Codice stradale succedano cose di questo tipo. Quello che non intendiamo tollerare è di avere zone franche in città". La protesta sarebbe infatti partita da una multa inflitta a una commerciante che scaricava merci fuori orario dalla sua auto, nella quale si trovava anche una bimba di tre anni. Le vigilesse avrebbero malmenato e colpito la donna. Ovviamente le forze dell'ordine smentiscono. Ma la loro reazione di fronte alla protesta (vedi foto sopra) non contribuisce di certo a sostenere la loro versione. Basta dare un'occhiata alle immagini sul sito del Corriere per convincersene. Un testimone riferisce di aver persino visto un poliziotto in borghese estrarre la pistola e colpire una donna alla testa. Ovviamente la polizia smentisce ancora. Fatto sta che in piazza c'erano almeno cinquecento cinesi arrabbiati a morte. Un motivo ci sarà di sicuro, neh?. Non credo che un'intera comunità di immigrati impazzisca di colpo e scenda in piazza a sfasciare volanti solo per il gusto di farlo, o per contestare una multa.

La verità è che sono mesi che il Sindaco Moratti e la sua Giunta e, al di sopra di loro, la stessa Regione Lombardia, praticano la pulizia etnica nei territori da loro amministrati. Prima c'era la famigerata legge sui phone center che prendeva palesemente di mira le attività gestite dagli extracomunitari, principalmente africani e marocchini. Ora sono le multe a raffica ai cinesi rei di spostare la merce sui carrelli. Atteggiamenti che ovviamente non vengono applicati con la stessa solerzia ai cittadini italiani o alle loro attività commerciali. La telecamera nascosta di Vittorio Romano e Andrea Sceresini (Scuola di giornalismo dell'Università Cattolica), disponibile sul sito del Corriere, l'ha dimostrato in maniera inequivocabile: se degli italiani vanno in giro con il carrello, vengono ignorati da ben quattro pattuglie e quando finalmente vengono fermati, il vigile spiega che "Non sembra, ma in questo momento ci stanno filmando. Può guardarsi intorno finché vuole, ma tanto non lo vede. Il problema è che sono sicuramente nei negozi (i cinesi, ndr). Quindi vede che in altre circostanze.... Ma in questo momento la situazione è talmente satura che se la lascio andare non solo andiamo nelle rogne noi, ma anche l'amministrazione comunale. Lo dico apertamente: magari in un'altra situazione si sarebbe chiuso un'occhio". Poi prentendono pure che gli immigrati le rispettino, le leggi. Sfacciati.

Credo che certe amministrazioni di Destra dovrebbero guardare in faccia la realtà. Non stanno amministrando la concessione italiana (leggasi colonia) di Tientsin, che l'Italia ha avuto nel 1901 in cambio dell'aiuto dato nella repressione della rivolta dei Boxer - i nazionalisti cinesi che si ribellarono alle ingerenze delle potenze straniere in Cina - prima di doverla abbandonare definitivamente nel 1947. Né le colonie di Tripolitania e Cirenaica e ancor meno il Ghetto di Varsavia. Stanno amministrando, che piaccia loro o meno, città sempre più multietniche. Quei commercianti che stanno perseguitando apparentemente per motivi corretti ma segretamente per farli andare via dall'Italia, possono tranquillamente affermare di aver contribuito anche loro alle spese di realizzazione del sito della Regione Lombardia, costato la bellezza di un milioneduecentonovantunmilacinquecentotredici euro. Credo che un minimo di rispetto sia loro dovuto. Se vogliono applicare le leggi, le applichino a tutti, a cominciare dagli italiani. Altrimenti abbiano la decenza di stare zitti. O forse dobbiamo accettare l'indecenza solo perché espressa da voci italiane?