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mercoledì 11 aprile 2007

C'eravamo tanto odiati

«I bambini sanno essere crudeli, ma non conoscono ancora il razzismo. Le loro famiglie invece sì. Gli stranieri vogliono fortemente integrarsi, per condividere gli stessi giochi degli italiani, scambiarsi le figurine dei Gormiti. Ma quando un alunno ecuadoriano o marocchino sparisce da scuola, e purtroppo capita spesso, i genitori degli altri tirano un sospiro di sollievo, qualcuno dice che così il rischio dei pidocchi diminuisce e non si rende conto che sta pronunciando un'enormità. È un razzismo inconsapevole e strisciante. I figli accettano il diverso in modo incondizionato, mentre i genitori lo fanno solo per motivi di facciata, di rispettabilità». Non è passato molto tempo da quando Celeste si trovò appeso alla porta della classe l'invito alla festa di un alunno italiano, scritto dalla sua mamma. «Piccolo dettaglio, era nominale. Una lista di nomi, non tutti. Tu sì, tu no. E gli esclusi, ovviamente, erano stranieri».
Testimonianza della maestra Celeste Barone, Il Corriere.