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venerdì 27 aprile 2007

Daniel Pipes e l'Opzione spiacevole (IV)

Leggi la terza parte
Nell'articolo pubblicato il 5 marzo 2007 su un sito neoconservatore e poi tradotto sul suo sito, Daniel Pipes si chiede: "Tariq Ramadan mente [riguardo a Magdi Allam]?". Pipes racconta che nel corso di un dibattito a cui ha partecipato lo scorso 20 gennaio insieme a Ken Livingstone, Sindaco di Londra, egli affermò che sarà possibile favorire la comparsa di un Islam moderato "con individui come (…) Magdi Allam, un egiziano che è diventato un autorevole giornalista in Italia". Nel corso di una tavola rotonda che si tenne quello stesso giorno alla fine del dibattito, dal titolo "Esiste una minaccia islamica?", Tariq Ramadan - che era presente anche al dibattito - attaccò Pipes per la menzione di Allam. Un articolo pubblicato su una rivista islamica ha riportato le parole di Ramadan, e Pipes le ha - a sua volta - copiate: "Il prof. Daniel Pipes ha parlato di musulmani moderati e tra l'altro stamattina ha menzionato nel corso del dibattito un copto egiziano, come esempio di musulmano moderato. Il professor Ramadan ha detto che "ha sbagliato a menzionarlo. Egli ha mentito. Tra l'altro, Allam è un copto. È un cristiano egiziano. Ma ha un nome arabo."
Effettivamente, per molto tempo e ancora oggi, gira la voce - falsa - che Allam sia copto e non musulmano. Chi sosteneva o sostiene questa voce, lo faceva dicendo che "se Magdi Allam lo dicesse in giro, perderebbe il ruolo acquisito con tanta fatica di “musulmano che svela da dentro i misteri dell’Islam”. Insomma, sarebbe un po’ come se un valdese facesse il vaticanista negli Stati Uniti, sfruttando come unica carta il proprio cognome da italiano". In effetti, su Panorama del 4 gennaio 2005, Pietrangelo Buttafuoco ha ritratto Allam in questo modo: "Volto presentabile dell'Islam. Purtroppo non è musulmano, e l'Islam è presentabile a prescindere. Forse cristiano copto, sicuramente laico, Allam un po' ci marcia nell'equivoco". Per questa affermazione - tra l'altro molto cauta e con ampi margini di dubbio - Buttafuoco è stato denunciato da Allam. Come se l'essere cristiani copti fosse un'accusa grave o una diffamazione da cui difendersi ricorrendo alle vie legali. In ogni caso, Allam stesso ha chiarito - più volte - "l'equivoco": egli è musulmano, nato da genitori entrambi musulmani. Ha solo studiato - come il sottoscritto d'altronde - dai Salesiani. Quindi il problema della sua fede - ammesso che ci interessi - non si pone nemmeno.
Una frase riportata nell'articolo di Pipes merita però una riflessione: "Allam ammette di aver vagliato la possibilità di convertirsi al cristianesimo, per adattarsi meglio una volta trasferito in Italia, ma non lo ha mai fatto. Egli non ha alcun legame con i copti". Credo che questa sia un'affermazione molto grave. Molto più grave di quanto ha sostenuto Buttafuoco. Daniel Pipes ci sta infatti dicendo che Allam avrebbe "vagliato la possibilità di convertirsi al Cristianesimo" non per autentica convinzione ma come pura operazione di marketing commerciale: per "adattarsi meglio una volta trasferito in Italia". Quindi per puro tornaconto personale, per risultare accettabile agli occhi degli italiani di fede cattolica e non per aver creduto veramente in Gesù Cristo e nel suo messaggio di redenzione. Se ciò fosse vero, verrebbe spontaneo chiedersi che tipo di persona è uno che cambia addirittura fede solo per "adattarsi": un dissimulatore, non c'è alcun dubbio. Ecco perché va in giro a accusare gli islamici di "Taqqiya", dissimulazione. Ed ecco da dove è spuntata, forse, la voce falsa relativa alla sua fede, il famoso "equivoco". Verrebbe altrettanto spontaneo chiedersi che tipo di integrazione sta promuovendo Allam, Vicedirettore del Corriere, presso gli immigrati: quello di fingere ciò che non si è solo per risultare "assimilati" alla società italiana, ed essere magari eletti o nominati per qualche incarico di rilievo?
In questo blog capita ogni tanto un tale Andrea Sartori, detto O'sguattero. Un bigotto, fan sfegatato e grande frequentatore del forum di Magdi Allam sul Corriere, che mi accusa di invidiare il suo idolo. A questo bigotto chiedo di avere il coraggio di andare a chiedere al suo eroe se è vero che ha "vagliato la possibilità di convertirsi al cristianesimo, per adattarsi meglio una volta trasferito in Italia", e non per autentica fede. Anzi, visto che ci siamo gli chiedo di rendere conto anche di un'altra cosa. In un'intervista concessa al settimanale Grazia, Allam ha affermato - quasi a confermare la frase di Pipes: "Un giorno molti anni fa, sono entrato in una chiesa e ho fatto la comunione. Non era un gesto di fede. Ma un bisogno, profondo e confuso, di appartenenza a una cultura che volevo diventasse mia". Ma che roba è? Uno che va a fare la comunione non per fede, ma per un "bisogno profondo e confuso" di "appartenere ad una cultura"? Di quando in qua la comunione - un atto sacro di adesione profonda ad una fede, in cui i fedeli trovano il fondamento, la fonte ed il vincolo dell'unione fra loro e con Cristo - viene data per trasformare gli immigrati in cittadini italiani? A chi si esalta per questo gesto sconsiderato da parte di Allam, ricordo che la comunione è un pegno d'immortalità, e sacramento di comunione con il Cristo. La chiesa la nega persino ai divorziati, poiché "essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio" e Allam si fionda in chiesa a prenderla solo per aderire alla "cultura italiana"? Come ex-allievo salesiano, egli di sicuro sa che prendere l'Eucaristia, senza essere battezzato, senza confessarsi e senza crederci, è un sacrilegio. Nel caso qualcuno non se ne sia accorto, il gesto di Allam non era un gesto di adesione alla cultura italiana, ma un gesto di profondo disprezzo e di mancato rispetto nei confronti della religione cattolica. E ora, dica pure che da questo blog è partita una fatwa islamica. (Leggi la quinta parte)