Notizie

Loading...

mercoledì 4 aprile 2007

L'uso criminoso della Tv pubblica

La vergognosa puntata di ''Annozero'', mandata in onda Giovedi scorso su Rai 2, ha realizzato 3 milioni 274mila spettatori ed uno share del 12.65. Il conduttore e i suoi illustri ospiti in studio saranno sicuramente soddisfatti: i loro sforzi sono stati premiati. Per tre ore circa, più di tre milioni di cittadini italiani sono stati edotti sulla pericolosità dell'immigrazione islamica e sulla barbarie degli uomini arabi. La città di Torino è sembrata una repubblica talebana indipendente. Neanche sotto il governo della Destra era accaduta una cosa simile.
Evidentemente il Cavalier Berlusconi sapeva bene che cosa intendeva, quando parlava di un uso criminoso della Tv pubblica, pagata con i soldi di tutti. In questo caso i soldi sono anche quelli degli spettatori arabi. Da queste parti, infatti, funziona cosi: prima ti prendono le tasse, i canoni e tutto il resto e poi ti ringraziano per aver contribuito alla crescita del paese e al finanziamento dei suoi mezzi di informazione con un servizio che ti demonizza agli occhi dell'opinione pubblica, e che distrugge in tre ore ciò che Comune, Associazioni, Mediatori, Volontari hanno costruito in decenni. E se non ti piace te ne puoi anche andare. Roba da Civiltà superiore.
Nella foga di accreditarsi come conduttore obiettivo e imparziale, che non guarda in faccia nessuno e non teme nulla, Santoro se l'è presa con i più deboli: gli immigrati. Il tema si presta benissimo: spesso la Destra accusa la Sinistra di essere "buonista" con gli immigrati. Anno Zero ha sfatato definitivamente questo mito: non solo non è buonista, ma può addirittura essere razzista. Gli immigrati non si facciano illusioni, l'unica differenza tra Destra e Sinistra da queste parti è che mentre la Destra dice che i negri puzzano, la Sinistra afferma che hanno un odore leggermente sconcertante. La trasmissione di Santoro, per eccellere, ha superato anche quest'ultima barriera, dimostrando ciò che milioni di cittadini italiani hanno percepito da tempo.
Non esiste più né destra né sinistra. Esiste solo un' oligarchia del potere, incluso quello mediatico, che ha interessi trasversali e che di fronte ad una crisi di audience può tranquillamente prendersela con gli immigrati. Ovviamente islamici, poiché anche loro si prestano benissimo al ruolo di capro espiatorio: imam "fai-da-te" che parlano un italiano zoppicante e che non sanno come rispondere a domande francamente stupide, capacità di fare pressione politica e di protesta coordinata pari a zero, spaccati tra di loro e in lotta per poltrone inesistenti senza avere né le competenze né i mezzi. Con una simile "Armata Brancaleone", anche se dovessero dire in diretta che l'unico islamico buono è quello morto e riproporre l'intero repertorio demonizzatore dei Nazisti, non succederebbe nulla. O forse si: magari a qualcuno scappa una stupidaggine da sbandierare come pericolosissima fatwa a danno dei coraggiosi giornalisti che hanno realizzato lo scoop e ricomincia il circo.
Personalmente ho denunciato la trasmissione ai giornalisti e alle agenzie stampa che mi hanno contattato, agli oltre 1000 indirizzi di posta elettronica elencati nelle newsletter che gestisco o a cui sono iscritto, invitandoli ad inoltrare una mail di protesta. Pochi - rispetto ai tre milioni di spettatori che ha avuto Anno Zero - e neanche tutti protesteranno, ma con il favoloso passa parola internettiano e non solo, tutti sapranno che razza di televisione ci viene propinata. Ai politici locali sono letteralmente cascate le braccia, quando hanno saputo della cartomante invitata a pontificare quale esperta di diritto internazionale nel corso della trasmissione. Ho parlato e protestato con il produttore esecutivo. Il giorno dopo dovevano esserci a Torino ben due troupe di Anno Zero in cerca di immigrati. Miracolosamente il rastrellamento mediatico è stato annullato e Anno Zero domani si dedicherà ad altro. Mi piace pensare che sia stato, almeno un po', grazie agli sforzi del sottoscritto.
Sul sito del programma tengono a precisare che “non c’è differenza di cultura quando si parla di violenza, ma le condizioni in cui versano alcune donne musulmane fanno riflettere sull’opportunità di una discussione politica intorno alla questione islamica”. Avete capito bene: come ai bei vecchi tempi, quando si parlava di Questione ebraica, e dell'incompatibilità degli Ebrei con le società in cui vivevano. Il servizio che ha dimostrato questa inequivocabile realtà è stato affidato ad una giornalista che andava in giro sottolineando l'insostenibile presenza di islamici e meridionali a Torino. La stessa giornalista che ha intervistato tale Adriana Bolchini, una signora che di professione fa la casalinga cartomante, spacciandola per direttore di un Osservatorio sul Diritto Internazionale e italiano. E in seguito si è pure vantata di aver registrato con una telecamera nascosta - e coperto con il suo commento audio - la predica infuocata di un imam integralista che, pur essendo stato segnalato con nome e cognome, non risulta ancora indagato dalla magistratura e tanto meno espulso. Altri sono stati sbattuti fuori dall'Italia per molto meno, e senza tutto questo trambusto. Evidentemente qualcosa non quadra.
O forse quadra tutto. In studio era infatti presente Souad Sbai, membro della consulta islamica sponsorizzata costantemente dal Corriere della Sera e da Magdi Allam, l'uomo che ambisce a ricoprire la carica di "Ministro dell'Immigrazione" e che procede indisturbato nella costruzione del proprio movimento politico mentre gli imam di Torino si accusano a vicenda di essere i mandanti della trasmissione. Come se fossero davvero in grado di architettare piani cosi sofisticati o ne avessero le capacità. La Sbai, che già conosciamo, è una signora combattiva che chiede esami e corsi di lingua italiana per gli immigrati in cambio del rinnovo del permesso di soggiorno. Ma la prima a doversi sottoporre a quell'esame, in cambio del rinnovo del passaporto italiano, dovrebbe essere proprio lei: nonostante vent'anni trascorsi in Italia parla - e soprattutto scrive - un pessimo italiano.
Ma la Sbai è anche una signora intraprendente: leggo infatti su Il giornale (2/04/07) che la sua associazione "grazie all’interessamento istituzionale di Daniela Santanché, che dal governo Berlusconi ha ottenuto i finanziamenti necessari per l’iniziativa", ha istituito un centro di ascolto per le donne musulmane. Come se in Italia non ci fossero strutture adatte per questo scopo, o come se le islamiche vittime di violenza fossero diverse da tutte le altre donne del mondo che sono nelle stesse condizioni. Ed ecco allora che si spiega tutto: nell'arco di pochi giorni, fioccano Osservatori, come quello co-fondato dalla Sbai e dalla Maga Bolchini, centri di ascolto, e pure centri culturali per musulmani "moderati", inaugurato - indovinate un po' - sempre dalla Sbai. Ovviamente sostenuti dalla Santanché. E con la benedizione della Maga Bolchini. Non a caso le ritroviamo tutte e tre assieme in questa foto.
E il tutto ovviamente viene giustificato dal trambustone mediatico, che in questo caso ha pure arruolato le cosiddette trasmissioni "de Sinistra". Il bello è che queste trasmissioni passano pure per serie ed obiettive. Erano altri tempi, forse. Sapete com'è: il potere logora chi ce l'ha.