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lunedì 16 aprile 2007

Vauro, Allam e la Vignetta Blasfema

Desidero esprimere la mia più totale e incondizionata solidarietà al vignettista Vauro, colpito da un' intollerabile e inaccettabile fatwa islamica. Vauro è stato infatti accusato da un pericoloso predicatore di odio di aver disegnato una vignetta blasfema nel corso dell'ultima puntata di Anno Zero - la trasmissione di approfondimento condotta da Michele Santoro su Rai 2 - avente per tema l'Afghanistan e la crisi degli ostaggi. In effetti, verso la conclusione della puntata andata in onda giovedi scorso, Vauro ha dedicato una vignetta a Magdi Allam, Vicedirettore ad personam del Corriere della Sera ed ospite in studio della trasmissione, "che lo vedo sempre difendere l’Occidente. Quindi integralisti domestici..." e a quel punto ha mostrato un disegno raffigurante Allam stesso nei panni di un Kamikaze con il fez, pronto a fare esplodere una cintura esplosiva composta da rotoli del Corriere mentre inneggia «Allam Akbhar!». Ebbene, il giorno dopo, Vauro è stato accusato da Magdi Allam sulle pagine del Corriere di aver effettuato "una personalizzazione blasfema dell’invocazione «Dio è grande!»". Un'accusa che nel gergo dei fondamentalisti islamici - gergo che Allam ben conosce e in base al quale gli è stata persino assegnata la scorta (sic) - si traduce automaticamente in una condanna a morte a danno del vignettista.
Per chi non lo sapesse, Magdi Allam è stato giudicato da Ferdinando Imposimato, Giudice Istruttore nel Processo Moro e nell'attentato a Giovanni Paolo II, come un personaggio "che alimenta l'odio e il conflitto tra Cristiani e Musulmani". Un parere più che autorevole reso ancora più preoccupante da alcune strane coincidenze: l'ultima predica di fuoco di Allam, pubblicata sul Corriere, puntava il dito contro l'Islamic Relief, un'associazione caritatevole islamica riconosciuta da molte istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e l'UE. Pochi giorni dopo una sigla terrorista finora sconosciuta - il cosiddetto "Fronte cristiano combattente" - ha appiccato il fuoco con delle molotov alla sede dell'associazione e ha condannato a morte - a nome di un sedicente "tribunale cristiano" - Paolo Gonzaga, direttore di Relief Italia. Ovviamente, come ogni predicatore d'odio che si rispetti, ad Allam non frega niente della cosiddetta "personalizzazione blasfema" dell'invocazione divina. A lui interessa più che altro la "personalizzazione blasfema", in prima serata e in diretta Tv, della propria immagine. Finire ridicolizzato con una vignetta nel momento culminante di una trasmissione seguita da due-tre milioni di persone non era proprio in programma.
Pochi mesi fa, in occasione della vicenda delle vignette danesi, abbiamo visto lo stesso Allam difendere a spada tratta la "libertà di espressione e di satira", esortando di fatto i quotidiani occidentali a pubblicare le vignette di Maometto considerate blasfeme da quasi tutto il mondo islamico, con reazioni che andavano dal boicottaggio economico agli scontri di piazza. Ma se l'oggetto della libertà di espressione, della satira e della stessa trasmissione è lo stesso Allam, allora cambia la musica.La vignetta diventa "una personalizzazione blasfema dell’invocazione «Dio è grande!»", "Un aberrante stravolgimento della realtà che evidenzia il rischio che la nostra Italia non riesca più a districarsi tra il vero e il falso", "la vignetta della mia morte criminale negli ultimi fotogrammi della diretta televisiva. Senza alcuna possibilità di replica" e la stessa trasmissione di Santoro diventa "satura di un deleterio ideologismo che mistifica e nega la realtà manifesta, relativizza e equipara i valori contrapposti", "disinformazione che è un male che concerne in modo prioritario la nostra categoria di giornalisti" e "il rituale battimano di un pubblico che obbediva agli ordini". Credo che Allam abbia letteralmente rischiato l'infarto, nell'istante in cui Vauro fece vedere la vignetta: basta rivedere la sua faccia per convincersene. Immagino che al Corriere abbiano provato a spiegargli che non era il caso prendersela per un'innocua vignetta.
Tra l'altro, appena una settimana prima - e in un riferimento palese al sottoscritto e alle dichiarazioni da me rilasciate agli organi di stampa sulla puntata precedente - Vauro disegnò uno spettatore arrabbiato intento a scrivere una lettera di protesta mentre esclamava "Anno Zero. Comunisti, Froci e ora anche Tv spazzatura". Non mi sembra di aver scatenato un pandemonio per questo. E' evidente però che Allam non ha voluto sentire ragioni. Ha sprecato lo spazio del Corriere per difendere addirittura sé stesso: "Che orrore vedermi raffigurato nei panni di un kamikaze nell’atto di farsi esplodere inneggiando «Allam Akbhar!»". Fortunatamente, non è stato abbandonato, in questa sua accorata lamentela. Per l'occasione, ha incassato la solidarietà di nientepopodimeno che il Sindaco di... Busto Arsizio, che ha preso carta e penna per "esprimere, anche a nome dell'Amministrazione comunale di Busto Arsizio, la mia affettuosa solidarietà a Magdi Allam, bollato di "fondamentalismo occidentale" da una vignetta di Vauro". Evidentemente a Busto Arsizio non hanno problemi più seri di cui occuparsi.