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domenica 6 maggio 2007

Con un colpo "accidentale" alla testa

Una bambina polacca di 5 anni, Carolina, è stata uccisa con un colpo alla testa a San Paolo Belsito, nel napoletano. Tutto è cominciato da una lite per il rumore davanti a un bar: protagonisti due italiani imparentati tra di loro e due polacchi. È così che tra i quattro finisce a botte. Poco dopo uno dei due italiani finito ko impugna la pistola e va a casa del polacco che lo aveva malmenato e spara colpendo la piccola Carolina di 6 anni. Il proiettile è penetrato nello zigomo della bimba uscendo dalla nuca. Un secondo colpo ha ferito la piccola ad un braccio. La piccola è stata portata all'ospedale, ma non ce l'ha fatta.
Colgo l'occasione per segnalare l'ottimo articolo di Giovanna Maria Bellu, pubblicato su Repubblica, che ricorda come una ricerca incrociata delle parole "ombrello" e "accidentalmente" non sia mai stata utilizzata nel riferire la notizia dell'omicidio sul metrò di Roma. Nel caso dell'assassino italiano invece, l'aggettivo è usato, eccome. E pure con abbondanza. Vergogna!
Ieri notte Karolina, una bambina polacca di cinque anni, è stata uccisa da un trentaduenne italiano. Secondo la prima ricostruzione, il killer aveva litigato con due polacchi in un bar. Un testimone l'ha anche sentito pronunciare la frase: "Vengo a spararti fino a casa". Promessa mantenuta. Solo che i due polacchi, dopo la lite, non sono andati a casa loro, ma a casa di amici. L'italiano non lo sapeva. Quando li ha visti entrare, si è avvicinato alla porta e ha sparato. All'errore sulla casa si è aggiunto quello sul bersaglio. Colpita alla fronte, Karolina è morta all'istante. La notizia è stata data sia dall'Ansa, sia dai notiziari radiofonici, con l'avverbio "accidentalmente".
Abbiamo effettuato una ricerca incrociando le parole "ombrello" e "accidentalmente" per verificare se l'avverbio sia mai stato utilizzato nel riferire la notizia dell'omicidio del metrò di Roma. Vicenda orribile che, per la dinamica e per l'arma del delitto, può effettivamente suscitare qualche dubbio sulla 'accidentalità' dell'evento. O, per usare un termine tecnico, sulla 'preterintenzionalità" dell'omicidio. Bene, l'avverbio in questione non compare mai.Di certo è improprio il suo utilizzo nella vicenda della bambina polacca. I giuristi chiamano casi come questo "aberratio ictus". L'esempio di scuola coincide esattamente col fatto accaduto ieri notte: Tizio spara un colpo di pistola contro Caio ma, per errore di persona, colpisce Sempronio. Se ne occupa il codice penale, all'articolo 82: "Quando, per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un'altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere".
In conclusione: l'omicidio, forse accidentale (lo stabiliranno i magistrati) commesso da una rumena su una ragazza italiana, è stato subito presentato come "volontario". Mentre l'omicidio certamente volontario commesso da un italiano su una bambina polacca è subito diventato "accidentale". E' uno spunto di riflessione in vista della elaborazione del codice etico su stampa e immigrazione.