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martedì 22 maggio 2007

E cambiare paese?

"Ma tornatene a mangiare merda, porco! ah, smettila di fare paragoni del cazzo, ps, mussolini, ma falla finita! voi avete dittature fondamentaliste vergognose, tu sei uno scarafaggio, e gli scarafaggi non possono parlare, nemmeno di altri suoi simili... crepa!".

"Sheriffetto, ma non ti fai un pochino schifo? Spero che tu venga cacciato via a calci in culo e rispedito fra i cammelli; sei immeritevole di star fra gente civile. Spero tu venga sbattuto in qualche cella della cia! Forse speri anche in qualche molestia sessuale vero?".

"Sei sempre il solito coglione; anzi piu' tempo passa e piu la merda si impadronisce di quel vuoto spazio che hai dentro la calotta cranica. Povero cammelliere. Hai provato a vendere fazzoletti o a lavare vetri ai semafori; cosi finalmente inizierai a faticare e non graverai sulle spalle dei contribuenti italiani piccolo fastidioso strabico parassita. Ciao inutilita' conclamata".

"Ricorda che l'invito è sempre valido: se non ti piace questo paese perche' non ti levi dai coglione sgorbio islamico e visto che campi con i soldi italiani aggiungo anche parassita. Gia che ci sei perche' domani non passi da vicenza, non si sa mai ti trovassi in mezzo ai teferugli provocati dai tuoi compari estremisti e si verificasse un altra genova. 10, 100, 1000, 1000 genova".

"Ho letto beautiful Oriana e alla fine della squallidissima quarta puntata c'era scritto l'indirizzo di questo blog...volevo solo dirle che è un meschino, penoso ed estremamente noioso esserino che prima di blaterare e di sputare sentenze sulla Fallaci, dovrebbe lavarsi la bocca con acido muriatico. Saluti da uno di centro-sinistra".

"Prego il colabboratore de e blá blá blá , nonché, spero per lui, socio Aci, di denunziarmi per definire MAOMETTO uno dei piu' grandi SANGUINARI ASSASINI STRAGISTI DELLA SUA EPOCA, e perché chiede l'obiezione di coscienza di fronte ad un adepto di questo bel tomo di cialtrone. PS. Si prega di notificarla all'anti diffamazione lega islamica a favore di Assasini sanguinari come Maometto. Grazie. Interessa collaborare con la Conad?".

"Ma come nel suo paese sig. Sherif lo stupro è una cosa naturale. Siete voi che struprate bambini e donne e poi gli lapidate . Ma perché non ritorna nel suo paese?".

"La soluzione è soltanto una stop all'immigrazione. Ciò creerà più posti di lavoro per noi italiani. E renderà migliore il nostro piacere...visita il mio blog...".

"Avanti popolo c'è posto per tutti. avanti popolo apriamo le porte a cani porci, delinquenti, spacciatori, puttane, sfruttatori, scippatori, rapinatori. Avanti popolo chi ne ha piu' ne metta. avanti popolo alla riscossa, abbracciamoli, coccogliamoli questi nuovi "italiani". avanti popolo, contro quei bastardi d'italiani, che non vogliono questa gente, sono i soliti razzisti, xenofobi. Avanti popolo alla riscossa. Bandiera bianca trionferà".

Spesso e volentieri qualcuno si chiede perché i commenti di questo blog vengono moderati, e cioè vagliati prima della loro pubblicazione. La risposta la trovate tranquillamente sopra. Questo è un blog moderato perché io sono una persona moderata. E proprio per questo, non tollero che in mezzo ad un civile scambio di commenti tra lettori, normalmente assai interessante e culturalmente ricco, si inseriscano dei folli con le loro minacce, i loro insulti, le loro provocazioni e mai con una critica degna di tal nome.

Ciò non significa, però, che io non intenda mostrarvi ciò che mi diverto a leggere nel retroscena di questo blog. Sono fermamente convinto, infatti, che sia estremamente utile sottoporvi - ma solo ogni tanto - un campionario di quella Civiltà Superiore di cui alcuni si vantano, di quella Democrazia di cui alcuni si sentono paladini, di quell'Educazione Cattolica di cui alcuni si fregiano.

Vi ho proposto solo alcuni - invero pochi - di questi commenti, e colgo l'occasione per ribadire che non solo non smetterò di dire come la penso, ma che d'ora in avanti lo farò anche brutalmente.

Io mi posso permettere di dire ciò che penso poiché vivo in una condizione sociale e culturale che me lo permette. Una condizione che devo alla mia famiglia e non a certi "italiani". Se dovessi infatti fare affidamento alla Democrazia di cui si vantano costoro, io sono solo uno scarafaggio che non ha diritto di parlare, che dovrebbe tornare a vivere "tra i cammelli", uno che merita di finire "in una cella della CIA". E perché, poi? Perché dico come la penso? Perché denuncio il razzismo, l'iprocrisia e la bigotteria mascherati da ospitalità e accoglienza? O perché me lo dice gente che non sa manco esprimersi nella propria lingua?

Non intendo stare zitto perché alcuni abitanti di questo paese credono di essere chissà chi per il solo fatto che le loro madri li hanno frettolosamente scodellati su questa terra. Non intendo fare l'immigrato servile e compiacente, sempre pronto a solleticare l'orgoglio e la vanità altrui per rendere "migliore il loro piacere" (sic). Per questo ci sono altri, che bastano ed avanzano. Se a quelli che mi hanno scritto i commenti sopra riportati non piace ciò che scrivo, cambino pure paese. Nessuno li costringe a stare qui. Dopottutto, l'Italia come paese di residenza non è una prescrizione del medico o un dato che non si può cambiare. Io sono un cittadino egiziano ma ho scelto di vivere in Italia. Loro sono cittadini italiani, possono scegliere di vivere - che ne so - in Romania. Dopottutto, hanno un passaporto europeo e l'Europa è vasta. Forse sarebbe il caso sfruttare questa imperdibile occasione, piuttosto che essere costretti a leggere questo blog.

Voglio però dedicare un'altra risposta a costoro, prima di chiudere. Una risposta che Emile Zola, a vent'anni, ha scritto in una lettera indirizzata a Paul Cézanne, il 25 giugno 1860. Sembra scritta per l'occasione: "J'arrivais au monde, le sourire sur les lèvres et l'amour dans le coeur. Je tendais la main à la foule, ignorant le mal, me sentant digne d'aimer et d'être aimé; je cherchais partout des amis. Sans orgueil comme sans humilité, je m'adressais à tous, ne voyant passer autour de moi ni supérieur ni inférieur. Dérision! on me jeta à la figure des sarcasmes, des mépris: j'entendis autour de moi murmurer des surnoms odieux, je vis la foule s'éloigner et me montrer au doigt. Je pliai la tête quelque temps, me demandant quel crime j'avais pu commettre, moi si jeune, moi dont l'âme était si aimante. Mais lorsque je connus mieux le monde, lorsque j'eus jeté un regard plus posé sur mes calomniateurs, lorsque j'eus vu à quelle lie j'avais affaire, vive Dieu! je relevai le front et une immense fierté me vint au coeur. Je me reconnus grand à côté des nains qui s'agitaient autour de moi: je vis combien mesquines étaient leurs idées, combien sot était leur personnage: et, frémissant d'aise, je pris pour dieux l'orgueil et le mépris. Moi qui aurais pu me disculper, je ne voulus pas descendre jusque-là: je conçus un autre projet: les écraser sous ma supériorité et les faire ronger par ce serpent qu'on nomme l'envie. Je m'adressai à la poésie, cette divine consolation: et si Dieu me garde un nom, c'est avec volupté que je leur jetterai à mon tour ce nom à la face comme un sublime démenti de leurs sots mépris".