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martedì 29 maggio 2007

Fatwa al Fior di Latte

Sono fermamente convinto che il grande problema del mondo islamico sia quello di vantare, in alcuni settori del mondo religioso, ciò che in Italia si può ritrovare in alcuni settori del mondo politico: un gruppo di spara-balle che fanno a gara per vedere chi fra di loro la sparerà più grossa degli altri. Poi, quando vengono beccati con le mani nel sacco, quando se la devono vedere con un'opinione pubblica indignata e imbufalita, dicono che le loro dichiarazioni sono state manipolate o che sono stati fraintesi. Di questo gruppo fanno senz'altro parte gli esponenti religiosi egiziani che hanno dichiarato, nell'ordine, che "scolpire statue e tenerle in casa è peccato", che "La donna deve allattare l'uomo per poterlo frequentare sul lavoro" e che "L'urina del profeta Maometto era così pura che i suoi amici lottavano per poterla bere". E chissà cos'altro hanno detto o diranno in futuro.
Le tre fatwe ci consentono di comunicare una notizia cattiva e una buona: la notizia cattiva è che ben due di queste "fatwe" - in particolare la prima e l'ultima - sono state emesse da Ali Gomaa, Gran muftì d'Egitto e tra le massime autorità dell'Islam sunnita. Mentre la seconda fatwa - quella che ha raccomandato che le donne che lavorano accanto a uomini li allattino poiché in questo modo si sarebbe instaurato "un rapporto simile a quello tra madre e figlio" - è stata emanata da Ezzat Atteya, Direttore di un dipartimento della Facoltà di principi religiosi al Cairo. Cosa che senz'altro ci costringe a riflettere su cosa abbiano fatto di male i musulmani nella loro vita per poter esibire al resto del mondo simili Luminari della Giurisprudenza e del Buon Senso Accademico.
La notizia buona, invece, è che gli Egiziani - e assieme a loro il resto del mondo - hanno accolto le fatwe con sonore risate. Una valanga di critiche ha costretto l'Università di al Azhar a sospendere dall'incarico il Dott. Prof. Atteya, il cui consiglio aveva scatenato le ilarità dei fedeli su tutti i giornali, blog e forum di discussione del Paese. "Non sono ancora sposata, come faccio ad allattare?", scherzava una giovane donna qualche ora dopo la fatwa sul sito della tv satellitare al Arabya. Mentre una sua coetanea, con tono derisorio si preoccupava della sua integrità morale: "Oh, Dio, mi sento attratta dal mio collega di scrivania - raccontava in un forum - ma se lo allatto, non può accadere che poi non finiamo a letto?". Anche l'ultima fatwa di Ali Gomaa - quella sull'urina di Maometto - è stata ridicolizzata: il famoso scrittore egiziano Ahmed Raguab si è domandato ironico come venisse conservata l'urina del profeta.
Ancora più duro Il Ministro Hamdy Zakzouk, anche lui conosciuta autorità religiosa ministeriale egiziana, che ha parlato di "una fatwa contro l'Islam e contro il profeta stesso". "E' una sfortuna che i musulmani armino la loro religione di queste storie, è risaputo che non tutto ciò che è stato scritto nei libri religiosi è vero - ha sottolineato - dobbiamo sempre usare la nostra testa e giudicare ciò che leggiamo. Nessuno dovrebbe mai diffondere credenze così assurde". A proposito del giudicare con le nostre teste, la fatwa dell'allattamento deriverebbe da un episodio in cui il Profeta Maometto, avendo vietato l'adozione con relativa trasmissione del cognome, consigliò ad una donna particolarmente affezionata al bambino che aveva adottato di allattarlo, in modo tale da ritenerlo a tutti gli effetti un proprio figlio. Un gesto di buon senso per aggirare una regola severa che mal si conciliava con l'affetto che quella donna provava per il piccolo. Niente a che vedere con gli impiegati pubblici che lavorano in ambienti misti.
Che dire? Se la fatwa fosse stata accolta con un coro di approvazione e condivisione, mi sarei preoccupato seriamente. Ma dal momento che è evidente che Lorsignori non vengono presi sul serio da nessuno, io ci farei su due risate, come il resto degli Egiziani. E non indulgerei troppo - come fanno alcuni mezzi di informazione italiani - nel sottolineare la stupidità di queste esternazioni. Se in Egitto venisse tradotto anche un solo discorso di qualche Onorevole locale - per non parlare di altri politici italiani - l'effetto scandalo sarebbe praticamente identico, fermo restando la diversità degli ambiti di "competenza".
Fin quando le "fatwe" sono sull'allattamento del collega di lavoro - e quindi ben lontane dalla pericolosità descritta da Magdi Allam e ancor meno dal diventare leggi vincolanti dello Stato - possiamo stare tranquilli. Saranno anche Autorità religiose quelle che le hanno emanate, ma - se non erro - anche alcuni Parlamentari italiani - non meno "creativi", diciamo cosi - sono stati votati da qualcuno e per questo occupano cariche tutt'altro che secondarie nelle Istituzioni Italiane ed europee, incidendo pesantemente sulla politica del Paese, e provocando non pochi guai per la sua immagine all'estero. In confronto, la fatwa sull'allattamento è persino una prospettiva piacevole...