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venerdì 18 maggio 2007

La Carta dei Valori: l'Utopia e la Mistificazione (IV)

- "Generalmente parlando, vorrei scusarmi per i peccati da noi commessi nei 2000 anni precedenti"
- "Vorrebbe qualche specifica?"
Sui personaggi in secondo piano: Olocausto, Inquisizione, Diaspora ebraica
A testimonianza del fatto che ancora oggi gli storici della Chiesa non vogliono discutere e tanto meno accennare alle dirette responsabilità di quest'ultima nel dramma dell'Olocausto, tema che invece ho affrontato molto volentieri due anni fa, vi rammento che lo scorso mese il Nunzio apostolico in Israele, Mons. Antonio Franco, aveva inizialmente rinunciato a partecipare alla giornata di commemorazione delle vittime della Shoah allo Yad Vashem di Gerusalemme (Museo dell'Olocausto, ndr) a causa della presenza di una foto di Papa Pio XII con una didascalia che sottolineava il suo silenzio sull'Olocausto. Le reazioni sdegnate del Governo e delle istituzioni israeliane, e soprattutto il momento storico in cui si vuole accreditare l'inesistente "tradizione ebraico-cristiana", l'hanno convinto a fare un passo indietro. La motivazione ufficiale per il dietrofront afferma con tono molto diplomatico che il Nunzio è ritornato sulla sua decisione dopo la disponibilità garantita dal Museo a valutare ogni nuova documentazione storica sul Pontificato di Pacelli. Documentazione che, guarda caso, il Vaticano custodisce gelosamente - da più di 60 anni - nei suoi archivi segreti, nonostante le ripetute e insistenti richieste avanzate dagli storici competenti. Da più di 60 anni, appunto.
Ma torniamo al "Prigioniero del Papa Re", il saggio di David I. Kertzer, specialista di storia italiana e professore di antropologia e storia presso la Brown University di Providence. Il libro, come abbiamo già avuto modo di vedere, racconta la storia di Edgardo Mortara, ebreo, rapito all’età di sei anni da Santa Romana Chiesa nella Bologna del 1858. l’Inquisitore è venuto a sapere che Edgardo è stato battezzato in segreto da una domestica (e a volte le domestiche lo sostenevano appositamente per vendicarsi degli ex-padroni). E poiché la legge della Chiesa non tollera che un bambino cristiano possa crescere in una famiglia ebraica, ordina che il piccolo sia trasferito a Roma, nella Casa dei Catecumeni, per perfezionare la sua educazione cattolica. Il primo dato che colpisce, in questa storia stranamente dimenticata (di certo non per caso), è la data: 1858. Lo stesso autore non manca di sottolinearlo: "Non sorprende che la reazione più comune che oggi suscita un primo approccio al caso Mortara sia di questo tenore: "Vuoi dire che c'era ancora l'Inquisizione nel 1858? Pensavo che l'Inquisizione fosse cosa di centinaia di anni fa". E invece non lo è: nel 1858, l'Inquisitore c'era. E pure le perquisizioni nelle sinagoghe alla ricerca di bambini cristiani rapiti per effettuare sacrifici rituali. Ma allora cos' è successo, come mai se n'è persa la memoria? La colpa è di un contesto che ancora una volta l'autore descrive molto bene:
"E' anche vero che per le due comunità più strettamente connesse nel caso Mortara, cioè la Chiesa Italiana e gli Ebrei Italiani, il ricordo non solo è doloroso - per ragioni molto diverse - ma è anche imbarazzante. Se il ricordo è stato almeno in parte rimosso, lo si deve forse al fatto che nè i Cattolici, né gli Ebrei italiani erano ansiosi di renderlo pubblico. Per i Cattolici il caso è inquietante per parecchi motivi. E' basato su un'ideologia assolutamente centrale nella Chiesa fino a tempi recenti, ma che oggi è considerata riprovevole: un'ideologia che vedeva gli Ebrei come gli ignobili assassini del Cristo e che contemplava l'uso della coercizione fisica per sottrarre i bambini ebrei ai loro genitori. Più in generale, nel mettere in luce che fino a tempi recenti la Chiesa respingeva l'idea della tolleranza religiosa, e - anzi - continuava a mantenere l'Inquisizione, il Caso Mortara attira l'attenzione sul fatto che la transizione della Chiesa dal fondamentalismo medievale alla modernità è avvenuta solo in questo secolo". Alla faccia della "tradizione ebraico-cristiana" che è "alla base del suo (dell'Italia, ndr) atteggiamento di accoglienza verso altre popolazioni" e dell' "evoluzione" (sic) dell'Italia "nell´orizzonte del cristianesimo che ha permeato la sua storia e, insieme con l´ebraismo, ha preparato l´apertura verso la modernità e i principi di libertà e di giustizia" di cui si parla nella Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell'Integrazione elaborata da un "Comitato Scientifico" del Ministero degl Interni Italiano.
Appena due anni fa, Alberto Melloni, professore di Storia contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, ha anticipato sul Corriere un documento inedito, datato 23 ottobre 1946, tratto dall’apparato critico del secondo tomo del volume "Anni di Francia. Agende del nunzio Roncalli 1945-1948", che rivela come nel ’46 ad Angelo Roncalli, allora nunzio a Parigi, arrivarono «istruzioni elaborate dal Sant’Uffizio e approvate da Pio XII» riguardanti i casi di bambini ebrei salvatisi nelle case e nei conventi cattolici, dei quali in quegli anni personalità e organizzazioni del mondo ebraico chiedevano con insistenza la restituzione e il ricongiungimento con la comunità religiosa d’origine. Nell’articolo, gli «ordini agghiaccianti» dati al nunzio Roncalli vengono così sintetizzati: «Non deve dare risposte scritte alle autorità ebraiche e precisare che la Chiesa valuterà caso per caso; i bambini battezzati possono essere dati solo a istituzioni che ne garantiscano l’educazione cristiana; i bambini che “non hanno più genitori” non vanno restituiti e i genitori eventualmente sopravvissuti potranno riaverli solo nel caso che non siano stati battezzati». Questo accade nel 1946, cioè 88 anni dopo il caso Mortara. Viene quindi da chiedersi se ci sia stato qualche piccolo progresso nel 2007, appena 60 anni dopo...Macché! E' più facile pretendere che siano gli islamici ad "evolversi" e "abbandonare il Medioevo" in quattro e quattr'otto che non rendersi conto di quanto sia ancora lungo il proprio percorso verso "la modernità". Vedi la quinta puntata (Video) oppure vai direttamente all'ultima.