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lunedì 21 maggio 2007

La Carta dei Valori: l'Utopia e la Mistificazione (VI)

Per chi di voi non ha avuto l'opportunità di guardare il documentario della BBC riproposto su questo blog come quinta puntata di questa lunga serie sulla Carta dei Valori - ormai finalmente arrivata alla conclusione - cercherò di riassumerlo in poche righe: il documentario è incentrato sul Crimen sollicitationis, un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (oggi Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti sono accusati di fare avances sessuali ai fedeli. La prima volta che il Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera scritta in latino dall'allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici. Le procedure si possono riassumere in poche parole: "Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio" e in particolare "Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione". In altre parole: i panni sporchi si lavano in famiglia, pena la scomunica.
Si è tentati, a questo punto, di immaginare quantomeno delle punizioni esemplari e severissime. E invece si scopre con sbigottimento che il Vaticano si è specializzato nello spostare preti conosciuti per la loro tendenza pedofila da una parrocchia all'altra, concedendo spesso e volentieri persino un asilo politico romano a preti statunitensi raggiunti da mandati di cattura internazionali emessi a loro carico dalle autorità americane. Un caso abbastanza esemplare è accaduto invece in Italia, ed è quello di un parroco che per anni ha violentato bambine di 10-17 anni. Il Cardinale che ha accolto le lamentele dei fedeli violati, ha scritto alle vittime che al termine di un processo penale amministrativo tutto interno alla curia e sentita per l’appunto la Congregazione per la dottrina della Fede, l’ex parroco “non potrà né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né assumere incarichi ecclesiastici, e per un anno dovrà fare un’offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna”. Ovviamente voi vi chiederete cosa c'entra tutto questo con la Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell'Integrazione. C'entra eccome: immaginate se domani venisse fuori che un' organizzazione islamica nazionale ha emesso e poi addirittura convalidato un documento segreto, redatto in arabo, in cui si raccomanda agli Imam venuti a conoscenza di casi di violenza su bambini di guardarsi bene dal denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine italiane o dal collaborare con esse, pena "l'esclusione dall'Islam". Immaginate se venisse fuori che in quello stesso documento viene raccomandato agli Imam di deferire i casi di questa natura ad un tribunale islamico che giudichi in base alla Sharia. Immaginate, poi, se dopo un processo simile venisse fuori che l'Imam incriminato è stato condannato a fare offerta caritativa per un anno e recitare ogni giorno una sura del Corano o le "litanie di Maometto".
Non so voi, ma io lo vedo già che cosa direbbero i mezzi di informazione e i politici. E non mi azzardo ad immaginare le carte dei valori e le leggi speciali che verranno pretese a gran voce e approvate in fretta e furia. Credo che il Crimen sollicitationis si commenti da solo, e che la dica lunga sul mancato percorso di evoluzione della Chiesa, sul rapporto sussistente tra questa e lo Stato Italiano, sui due pesi e due misure adottati quando si parla di Islam e musulmani. Ma c'è un'altro concetto, molto importante, sotteso dal Crimen sollicitationis, un concetto strettamente connesso al tema della "Tradizione ebraico-cristiana", la grande mistificazione storica con cui viene introdotta la Carta dei Valori. Così come la Chiesa intima il silenzio sui reati commessi dai preti pedofili, poiché teme lo scandalo che ne deriverebbe, relegando le sorti delle vittime ad un piano secondario, essa vorrebbe stendere definitivamente il velo dell'obblìo sulle sue colpe dirette nel dramma dell'Olocausto. Altrimenti non si spiega per quale motivo non apre gli Archivi segreti relativi al periodo della Seconda Guerra Mondiale, pretende il cambio della didascalia sotto la fotografia di Papa Pio XII nel Museo dell'Olocausto di Gerusalemme, si appresta a dichiarare quest'ultimo Beato quindi Santo, e - proprio mentre accade tutto questo - avalla il concetto dell'inesistente tradizione ebraico-cristiana.
In un saggio interessante sul "Cristianesimo, Nazismo e Olocausto" pubblicato nel '99, l'autore - Francesco Buccafusca - riassume quanto sopra espresso quando scrive: "Oggi la comune interpretazione di gran parte degli storici, anche di cultura cristiana, è che la Chiesa con la sua ufficiale neutralità , ha voluto soltanto salvaguardare i suoi interessi. Secondo ciò, tutto era secondario, anche le sorti di un intero popolo e quello che poteva comportare un conflitto mondiale, inclusa la pace nel mondo. Tutto poteva assumere un aspetto secondario, rispetto alla prospettiva che essa stessa potesse essere distrutta. (...) Per tanto la posizione degli storici è talmente dimostrabile che non ha più ragione di essere definita teoria ma ha tutto il diritto di rientrare a pieni titoli nelle pagine della storiografia di questo secolo. Quello che invece non vuole ancora essere omologato in forma ufficiale da molti storici è il reale rapporto che ha avuto l'antisemitismo di matrice cristiana con l'Olocausto". Inutile dire che è proprio per confondere definitivamente le acque che è stata inventata la "tradizione ebraico-cristiana". L'autore lo spiega benissimo quando scrive: "Ma poiché la Chiesa dopo tanti anni non mostra nessuna intenzione nel voler riconoscere eventuali errori, arrocandosi ancora su una difesa senza riscontri storici, tutto fa supporre, quindi, che i suoi silenzi sul popolo ebraico che veniva sterminato potessero nascere da altri interessi (...) Nascondendosi con la sua neutralità ufficialmente dichiarata e tanto meno praticata possiamo pensare che ha soltanto nell'esteriorità manifestato il suo ruolo di spettatrice impotente, ma vivendo probabilmente con l'emotività di chi stava giocando anche la sua parte, il cui esito comportava il predominio assoluto in tutta l'Europa del monopolio della religione". Il disinteresse verso quella "millenaria vergogna generica del Cristianesimo", e cioè l'Ebraismo, diventava ancor più motivato man mano che si delineava all'orizzonte un nuovo nemico: Il Comunismo. Ma ora che il Comunismo non c'è più, e che l'Islam ha preso il suo posto come "entità nemica" e concorrente, soprattutto in Europa, l'interesse nella rivalutazione dell'Ebraismo e dello Stato mediorientale che in esso si identifica, è diventato di importanza vitale per la Chiesa. Ecco spiegato perché Magdi Allam ha sfornato il suo ultimo libro, "Viva Israele". Chi meglio di lui - l'islamico pentito - avrebbe potuto sostenere che "Oggi più che mai sono convinto che Israele, assieme a Papa Benedetto XVI, sono la residua speranza di salvezza della Civiltà Occidentale che, più di altre civiltà, incarna la sacralità della vita e la libertà della persona"?
Fine