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giovedì 3 maggio 2007

Magdie Goes to Hollywood

Quello che vedete sopra (Cliccare qui o sulla foto per ingrandire) era il progetto della copertina che avrebbe dovuto contenere l'ultima fatica di Magdi Allam, Vice Direttore Onorario del Corriere della Sera (*). Dico "Era" perché - mi riferisce una fonte anonima della nota casa editrice che avrebbe dovuto pubblicare il saggio (glieli chiamano così, da quelle parti) - Allam ha cambiato idea, argomento e copertina all'ultimo istante. "Non è alla mia altezza!", avrebbe sentenziato il noto esperto di "cose mediorientali". Il personale della casa editrice ha pensato che si riferisse alla copertina o al libro, in realtà Magdi si riferiva all'Italia. Ed è proprio questo il vero motivo per cui Allam è oggi negli Stati Uniti.
Ufficialmente, Allam dichiara che è li per ritirare "il Premio di Giornalismo Mass Media Award conferitomi quest'anno dall' American Jewish Committee". Un premio prestigioso, degno di uno scrittore di fama internazionale, come lo è appunto Magdi. Un caso più unico che raro, che dovrebbe riempirci tutti di sano orgoglio materno e paterno: è l'unico scrittore che riceve "premi internazionali" senza che nemmeno mezza riga di quello che ha scritto finora sia stata tradotta in un'altra lingua, almeno per quanto io sappia. Evidentemente il "Made in Italy" varca gli oceani e i mari senza effettuare inutili passaggi intermediari, esattamente come la moda e gli spaghetti. E, infatti, non è la prima volta che Allam riceve prestigiosi "premi internazionali".
Il 21 maggio 2006, Allam è andato a Tel Aviv per ritirare un altro premio molto ambito: 250.000 dollari generosamente elargiti dalla Fondazione Dan David. il Premio gli è stato "assegnato per i suoi sforzi in favore della pace e della coesistenza". Sforzi che sono culminati in un recente editoriale di commento alla legge Amato-Ferrero sull'immigrazione, significativamente intitolato "Non basta regolare i flussi, Vanno salvati i nostri valori" e che iniziava con le seguenti parole "Diritti. Ancora diritti. Solo diritti. Ma dove sono i doveri?". Fortunatamente, pare si sia trattato di uno sbaglio, di un mero errore tipografico: l'editoriale, a firma dell' On. Borghezio, è stato erroneamente attribuito a Magdi Allam.
Ad ogni modo quel premio era senz'altro meritato: verrebbe quasi spontaneo definirlo un "premio preventivo" poiché Magdi riesce sempre a sconvolgerci tutti con il suo eccezionale fiuto giornalistico. Esattamente un mese dopo aver riscosso il premio, il 22 giugno 2006, Allam ha rivelato sul Corriere la sconvolgente presenza di un "sito islamico che educa i bambini all'odio anti-ebraico". La fonte - risalente al 18 aprile 2006 e cioè più o meno tre mesi prima - di quella che si potrebbe legittimamente definire una «non notizia», era il Memri. Una discutibilissima agenzia di traduzione fondata da ex-ufficiali del Mossad, i Servizi Segreti Israeliani.
Si mormora che in Israele siano rimasti talmente scioccati da questo scoop eccezionale che hanno deciso di conferire a Magdi un altro premio. Altri dicono che l'opinione pubblica israeliana sia rimasta particolarmente impressionata dalla chiusa del suo discorso alla cerimonia di consegna del premio: "Noi vincitori del Premio Dan David vi diciamo “Grazie Israele”, vi diciamo “Noi amiamo Israele”, vi diciamo “Siamo tutti israeliani”, vi diciamo “Viva Israele”, vi diciamo "Am Israel hay"!". Un amore che permea Magdi Allam fino al punto di spingerlo a candidare Sharon al premio Nobel per la pace nei giorni di commemorazione dei massacri di Sabra e Chatila. Un amore che lo ha spinto ad intitolare il suo prossimo libro: "Viva Israele".
Già, proprio cosi. Non è uno scherzo! Sinceramente non ho ancora capito perché la gente reagisce ridendo a questa comunicazione: il libro verrà presentato in anteprima nazionale il 22 giugno prossimo. Codice ISBN: 8804567775. Controllate pure. Si parla di persone in coda già da ora davanti alle librerie. Sembra che le prossime dieci edizioni siano state prenotate da associazioni di consiglieri comunali sotto la voce "Omaggi". Fonti ben informate dicono inoltre che Allam abbia in mente una trilogia: dopo "Io amo l'Italia" e "Viva Israele" ci sarà "Good Morning America". Forse anche per questo Allam è oggi da quelle parti. Sul suo forum, sul sito del Corriere, racconta le sue emozioni dopo "Le nove ore di volo passano agevolmente tra un pasto, una lettura e un pisolino": "Per la prima volta nella mia vita ho messo piede negli Stati Uniti, la superpotenza mondiale. Le sensazioni sono state tante, ancora disordinate, tutte da ricomporre e chiarire". "Per la prima volta passo davanti alla Casa Bianca, dopo averla vista migliaia di volte in televisione".
Però ho un brutto presentimento. Prima che Magdi riceva il suo meritato premio il 4 maggio prossimo, parlerà Ayan Hirsi Ali, l'ex deputata olandese di origine somala che ha mentito sui dati forniti nella propria richiesta d'asilo e che si è vista ritirare la cittadinanza olandese per mano di un ministro membro del suo stesso partito, prima di rifugiarsi in un Think-tank americano. Non può che tornarci in mente la confessione contenuta nell'ultimo libro di Allam "Io amo l'Italia, ma gli italiani la amano?", riguardante i documenti falsi da lui presentati in Questura quando, da giovane, doveva ancora rinnovare il permesso di soggiorno, e la conseguente interrogazione al Ministro degli Interni, presentata dal Senatore Malabarba, in cui chiedeva "considerato che lo stesso Allam si vanta di aver ottenuto "fraudolentemente" il rinnovo del permesso di soggiorno, tale illecito potrebbe avere effetti sulla validità della successiva acquisizione da parte sua della cittadinanza italiana".
Vi prego: nessuno mi dica che Allam ha deciso di privarci della sua illuminata guida. O che abbia deciso di emigrare negli USA. Non possiamo permettere che Allam ci lasci. L'Italia - e soprattutto gli immigrati in Italia - hanno ancora bisogno di lui.
* (Per chi non l'ha capito, la copertina è stata ideata dal sottoscritto. Ovviamente è consigliata la diffusione della foto e di questo post con tutti i mezzi possibili ed immaginabili)