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lunedì 28 maggio 2007

Poverini. Davvero Poverini.

Il 7 maggio scorso, la Repubblica ha pubblicato con grande enfasi la lettera di un lettore con un titolo che è tutto un programma:"Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista". L'autore, tale Claudio Poverini, si presenta in questi termini: "Lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni". Non vi traggano in inganno però termini come "Repubblica", "Ballarò" (e stendiamo un velo pietoso su Matrix) e il "Voto a Sinistra". Da tempo il sottoscritto va affermando che l'unica differenza fra Destra e Sinistra, in Italia, è che mentre la Destra afferma che "i negri puzzano", la Sinistra afferma che "hanno un odore leggermente sconcertante". Cosa che Poverini fa più o meno intendere molto bene, con un concentrato di pregiudizi e luoghi comuni che non sfigurerebbe su una versione civilizzata de La Padania: "Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi? Perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?"
Che la Sinistra non fosse affatto "buonista" e "Filo-immigrati", come viene invece frequentemente additata dalla Destra e dai suoi sostenitori, lo dimostrano una miriade di episodi, dichiarazioni, atteggiamenti quotidiani. Che cavolo significa, infatti, che "Sono di Sinistra ma sto diventando razzista"? Che quelli di Sinistra sono bravi, belli, intelligenti ed equosolidali, mentre quelli di Destra sono brutti, cattivi e razzisti per definizione? Credo che la famosa puntata di Santoro sulla violenza nei confronti delle donne islamiche, una vergognosa montatura, con tanto di Cartomante in servizio e traduzione manomessa - e lo dice una perizia della Procura - del discorso dell'Imam, avente lo scopo di criminalizzare l'immigrazione islamica in Italia, abbia definitivamente sconsacrato il mito della Sinistra-che-non-fa-le-cose-brutte-della-Destra agli occhi di chi non voleva rendersene conto. I caratteri cubitali apparsi recentemente su Repubblica hanno fatto il resto. Il quotidiano "de Sinistra" ci ha fatto sapere che "Un reato su tre è commesso da immigrati". Poi uno va a vedere quali sono i "reati" commessi da immigrati e trova che sono prevalentemente "reati di clandestinità" e reati di "falsificazione dei documenti", connessi anch'essi alla condizione di clandestinità. A questo punto uno si chiede perché Repubblica non abbia presentato in maniera onesta il vero dato che emerge dall´«indagine conoscitiva sulla sicurezza in Italia» presentata dal ministro dell´Interno alla commissione affari costituzionali della Camera e strombazzata sui mezzi di informazione, ossia che "Due reati su tre sono commessi da italiani". Ma sarebbe chiedere troppo, in un paese che ha scelto di concentrare sugli stranieri tutti i suoi problemi.
Sapete...quando penso a quella parte d'Italia, di Destra e di Sinistra - e che non è affatto minoritaria come ci vorrebbero far credere - che si sente "Troppo buona" e per questo assediata dal resto del mondo, dai marocchini "spacciatori", dagli albanesi "stupratori", dai rumeni "rapinatori", dai cinesi "insubordinati", e chi più ne ha più ne metta, mi viene da ridere. Poverini, davvero Poverini. Deve essere proprio brutto vivere con la sensazione di doversi difendere da tutte le etnie di questa terra. Almeno quelle extracomunitarie più o meno confinanti con l'Italia, visto che gli Statunitensi o gli Svizzeri difficilmente verrebbero a "godersi" il Bel Paese e la sua "brava gente" in un contesto che non sia strettamente turistico. L'unica cosa che rende la lettera del Poverino di Sinistra diversa da quella di un Poverino di Destra è la mancanza di insulti. Per il resto, il razzismo che ne emerge è identico. Perché uno che elenca quei luoghi comuni, che fa passare gli stupri come un reato non solo tipicamente extracomunitario ma persino islamico e arabo, non rischia di diventare razzista. Lo è già. E nel dibattito che si è scatenato attorno a quella lettera, e nel forum che Repubblica ci ha costruito su, nessuno sembra essersene accorto, di questo dato di fatto. Quel forum, poi, ha anch'esso un'introduzione che è tutto un programma: "La lettera di un lettore a "Repubblica" apre il caso: è razzismo chiedere che tutti - immigrati, rom - rispettino le leggi e che chi sbaglia paghi? Voi cosa ne pensate?". Io penso che, evidentemente, gli Italiani che devono rispettare le leggi la Redazione di Repubblica li abbia dimenticati strada facendo. Quando si dice il Bel Paese...