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mercoledì 2 maggio 2007

Valori. La Carta.

(DIRE) Roma, 30 apr. - "Una sconvolgente accozzaglia di banalita' che pero' nasconde l'imposizione di un feroce atto di vassallaggio chiesto a tutta la comunita' musulmana in Italia". Dacia Valent, portavoce della Lega islamica anti-diffamazione si esprime duramente in merito alla Carta dei valori, il documento per le religioni in Italia, voluto dal ministro dell'Interno Giuliano Amato e messo a punto da un comitato scientifico di esperti. "Chiedere ai musulmani decenti di questo Paese- prosegue Valent- di apporre la loro firma in calce a questo documento discriminatorio e violento, ha senso solo in una societa' che ha dimenticato il rispetto per l'altro". Valent boccia con decisione la neonata Carta dei valori, "messa a punto da un non meglio precisato comitato dei saggi", nominato ad hoc dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato. La portavoce ricorda che, in una recente intervista rilasciata alla "Stampa", Amato "ha dichiarato che chiunque non apponga la sua firma in calce al documento sara' escluso dalla partecipazione agli organismi istituiti presso il suo ministero". E prosegue: "Per carita' musulmana dovremmo sorvolare sull'uso privato che il ministro fa del ministero che regge, e glielo ricordiamo molto volentieri, pro-tempore". Secondo Valent, in particolare, "minacciare di esclusione quelli che per motivi di opinione, e non parliamo di fede, si sentano vessati da quest'arrogante intimidazione istituzionale e' agghiacciante". La portavoce musulmana contesta la scelta del gruppo prescelto per stilare il documento: "Non si capisce pero', a che titolo,- sottolinea Valent- dei privati cittadini nominati arbitrariamente dall'allora ministro Pisanu e sorprendentemente confermati, senza alcuna variazione dettata dal buon senso, dall'attuale ministro Amato, dovrebbero essere investiti di una rappresentativita' che la disposizione ministeriale escludeva a priori". E prosegue Dacia Valent: "Se davvero l'obiettivo del ministro e' quello di migliorare la qualita' della vita delle donne e dei minori musulmani in Italia, disponesse il riconoscimento delle Moschee quali luoghi di culto riconosciuti, facilitasse l'apertura di scuole private musulmane e favorisse l'inserimento della divulgazione, per chi volesse frequentare, dell'Islam nelle scuole pubbliche. Non si puo' pretendere- conclude la portavoce della lega anti-diffamazione- di farci vivere sempre in ginocchio, perche' alla fine ci si stanca".

(Aki) - "La Islamic Anti-Defamation League (Iadl) considerala 'Carta dei valori' del ministro Amato come un atto di intimidazioneviolenta e chiede ai musulmani di non firmarla". E' quanto ha annunciato poco fa la portavoce dell'associazione che difende i diritti dei musulmani nel nostro paese, Dacia Valent, in una nota diffusa alla stampa. Nella nota si definisce la 'Carta' come "una sconvolgente accozzaglia di banalità che però nasconde l'imposizione di un feroce atto di vassallaggio chiesto a tutta la comunità musulmana in Italia". La Valent interviene in risposta all'intervista rilasciata sabato scorso dal ministro degli Interni Giuliano Amato al giornale 'La Stampa', nella quale ha affermato che per far parte di organi del suo ministero è necessario firmare quel documento. "Minacciare di esclusione quelli che per motivi di opinione, e non parliamo di fede, si sentano vessati da quest'arrogante intimidazione istituzionale - conclude -è agghiacciante. Non si capisce però a che titolo dei privati cittadini nominati arbitrariamente dall'allora ministro Pisanu e confermati dall'attuale ministro Amato dovrebbero essere investiti di una rappresentatività che la disposizione ministeriale escludeva a priori". Il punto sollevato dalla portavoce della Iadl è tutto politico: "Se davvero questo gruppo di 16 persone, di cui solo 3 o 4 effettivamente espressione di realtà organizzate sul territorio, sono titolate alla firma di questa dichiarazione d'intenti, non si capisce per quale motivo non si proceda invece alla firma di un intesa con il culto islamico in Italia, dando finalmente dignità alle musulmane e ai musulmani che qui vivono. Se davvero l'obiettivo del ministro è quello di migliorare la qualità della vita delle donne e dei minori musulmani in Italia, disponesse il riconoscimento delle Moschee quali luoghi di culto riconosciuti, facilitasse l'apertura di scuole private musulmane e favorisse l'inserimento e la divulgazione dell'Islam nelle scuole pubbliche".