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lunedì 11 giugno 2007

Ayaan, la Talebana Infingarda (I)

«Le tesi di Ayaan Hirsi Ali sono pericolose, reazionarie e identiche a quelle delle dittature islamiche che dice di aborrire. La signorina Ali sostiene che, per qualsiasi azione intrapresa da governi non democratici in Iran e Arabia Saudita, la colpa ricade sull'Islam. È la stessa identica tesi di quei regimi. Che si difendono dalle accuse di tirannia affermando di "limitarsi a seguire regole e precetti dell'Islam. Io preferisco enfatizzare i tanti punti in comune tra Islam, Giudaismo e Cristianesimo. Dobbiamo invitare la gente alla riconciliazione e alla concordia, non incitarla al conflitto e alla violenza».
Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, Corriere della Sera
“E’ ironico come questa sedicente ‘infedele’ spesso appaia recisa e reazionaria almeno quanto i fanatici che tanto strenuamente ha osteggiato”.
Lorraine Ali, Newsweek
Giunta alla sua ventesima edizione, la Fiera Internazionale del Libro di Torino (10-14 maggio) si è presentata all'ormai affezionato pubblico con un ricco programma di incontri. Il tema di quest'anno era quello dei Confini, e molti degli appuntamenti previsti hanno ovviamente riguardato il mondo islamico. Altrettanto ovviamente, ho seguito con piacere gli interventi che hanno visto la partecipazione di illustri ospiti, da Tariq Ramadan a Franco Cardini, da Renzo Guolo a Khaled Fouad Allam. E' in questo contesto che è stata invitata anche Ayaan Hirsi Ali, l'ex deputata olandese di origine somala, autrice della sceneggiatura di Submission, il film che il regista Theo Van Gogh ha pagato con la vita, assassinato da un fondamentalista islamico. Va ricordato che prima di ripararsi definitivamente in un Think-Tank neoconservatore statunitense, alla Hirsi era stata ritirata la cittadinanza olandese (in seguito recuperata dietro forti pressioni politiche e soprattutto grazie ad un cavillo legale) che aveva ottenuto raccontando un sacco di balle alle autorità olandesi alcuni anni addietro.
L'appuntamento con la Hirsi Ali è stato presentato dalla stampa nazionale come "uno degli appuntamenti più attesi della Fiera", con annesso corredo di interviste, servizi fotografici e via dicendo. L'incontro si è svolto sul palco di Terra Madre, lo stand della Regione Piemonte riservato ad alcuni degli appuntamenti "clou" della Fiera. E il pubblico, seduto nell'Arena (che prende il nome proprio dalla disposizione dei posti a sedere), era numeroso. Peccato che il pubblico non sapesse nulla o quasi dell'ospite. Questa eventualità, evidentemente, l'intervistatrice non l'aveva nemmeno presa in considerazione. Si era premurata di ricordare che la Ali era nata in Somalia, che aveva vissuto in Olanda e che "combatteva" contro l'integralismo islamico e per i diritti delle donne. Di Submission e dell'assassinio di Van Gogh, del fatto che le fosse stata ritirata la cittadinanza olandese perché aveva mentito, del fatto che ora fosse intruppata in un Think-Tank vicino a Bush, non è stato detto nulla. Immagino che l'intervistatrice pensasse che la Hirsi Ali fosse talmente famosa da non richiedere presentazioni. E invece si sbagliava.
In un paese dove i dati Istat dicono che il 12% delle famiglie italiane dichiara di non aver nemmeno un libro in casa e dove il 37% della popolazione di 6 anni e più non ha letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti il sondaggio, e in cui il quotidiano più venduto - Il Corriere - vende solo 600.000 copie al giorno e la gente fatica persino a guardare la TV o la guarda distrattamente, è un po' difficile che il grande pubblico sappia chi è Hirsi Ali. Cosi come è comunque una sparuta minoranza quella che sa che Magdi Allam si chiama Magdi Allam, nonostante la poderosa macchina mediatica e politica che lo sostiene. Me ne sono reso conto dopo aver fatto una domanda - nello spazio dedicato alle domande del pubblico - che mi è valso i ringraziamenti della stessa Ali, i complimenti degli ascoltatori - che hanno finalmente cominciato a chiedersi chi fosse e sentirsi attratti da un dibattito ormai finito - e le domande di due persone che in seguito mi hanno fermato per chiedere, nell'ordine, "Perché quella signora era cosi famosa?" e "Dove rintracciare quel film - Submission - che avevo menzionato". Dopo l'incontro, la Ali si è recata presso lo stand della RCS - che ha già editato i libri di Fu Fallaci - e che ora si è premurata di tradurre e pubblicare la sua biografia, significativamente intitolata "L'Infedele". Al suo seguito c'erano pochissime persone, e un paio di guardie del corpo. (Leggi la Seconda Puntata)