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mercoledì 20 giugno 2007

La metamorfosi

"Tiriamo fuori la solita tiritera sul razzismo anti-islamico. Del resto, se Magdi Allam ha fatto i bei soldi parlando degli estremisti islamici immaginari, non posso mettere insieme il pranzo con la cena usando - a contrario - lo stesso metodo, parlando dei razzisti immaginari? Si, certo, qualcuno potrebbe accorgersi che criticando Magdi Allam in realtà metto in discussione anche il mio metodo di creazione di fiction razziste. Niente paura. I miei affezionati lettori non ci arriverranno mai. Hihihihihihi...."
Dopo aver letto questo commento, mi sono chiesto se il suo estensore ed io vivessimo nello stesso paese e nella stessa epoca. In un'Italia in cui persino un quotidiano della cosiddetta Sinistra pubblica la lettera di un elettore della ancor più cosiddetta Sinistra in cui si lamenta di "rischiare" (anche se lo era già a tutti gli effetti) di diventare razzista, e in cui una trasmissione della cosiddetta sinistra viene condotta da un giornalista della ancor più cosiddetta Sinistra che si è guardato bene dal pubblicare sul sito del programma anche una sola delle cento e passa email inviate alla sua redazione in appena tre giorni di protesta contro le sue trasmissioni taroccate, pare che il sottoscritto riesca a fare "bei soldi" parlando male dei razzisti, immaginati o veri che siano. Ora, a meno che il commentatore non sia davvero convinto che pranzo e cena mi siano regolarmente pagati dal Partito Comunista (esiste?), da una struttura ombra dell'ex-KGB, o dai Fratelli Musulmani oppure da Ahmadinejad in persona, non vedo proprio in che modo io possa fare tutti questi bei soldi. O forse si, un modo ci sarebbe. Basta dare un'occhiata in giro e constatare i benefici elargiti alla corte Allamita: premi cosiddetti internazionali (in contanti), finanziamenti statali, poltrone in consulte ministeriali, nonché inviti in trasmissioni in prima serata, convegni organizzati dai politici, libri e interviste e chi più ne ha, più ne metta. Non sarebbe stato più facile aggregarsi alla suddetta corte, gridare "Io amo l'Italia" e "Viva Israele", piuttosto che "provare invidia" e "cercare di ottenere visibilità" dalle pagine di un blog, parlando di razzismo? La verità è che in questa parte di Occidente, in questa Italia, rendersi conto che non tutto può essere comprato o venduto in quel grande mercato delle vacche che è l'Informazione all'Italiana, desta sgomento, scandalo e persino preoccupazione. E' forse questa, la mia colpa?
"Io chiedo con il cuore a coloro che sono contro le idiozie scritte da questo furioso demente di astenersi ad entrare in questo blog poichè cosi facendo fate il suo gioco ovvero far parlare di lui. Poichè ritengo che sia una persona assolutamente pazza ed anche estremamnete vanesia e poichè una piccola formica insignificante che cerca di fare le piroette per farsi notare asteniamo a dare anche un pur minima importanza a questo essere minuscolo, questo essere insignificante come un piccolo scarafaggio. Grazie".
Strana gente, davvero. Di questi messaggi ne ricevo una caterva. Non sono ancora riuscito a spiegarmi il motivo per cui questi fenomeni sprecano il loro prezioso tempo per ricordarmi che non sono nessuno. Invece di essere i primi a boicottare questo blog, sono sempre qui, a leggere, commentare, insultare, lanciare appelli. E poi si adirano pure - eccome se si adirano - quando non vengono pubblicati. Non vi preoccupate, io non vi censuro. Non oserei mai farlo. Io raccolgo i vostri messaggi con un procedimento di raccolta differenziata, e pubblico i vostri commenti periodicamente in un post a parte per dare alle vostre profonde riflessioni e ai vostri preziosi contributi il massimo della visibilità possibile ed immaginabile. Voi siete la testimonianza concreta di ciò che io combatto, della chiusura mentale, dei pregiudizi radicati, dell'ignoranza che si estende persino all'uso della vostra stessa lingua. Non vorrete mica essere relegati tra i commenti. Come farebbero i miei lettori ad apprezzare l'efficacia lessicale e le accuse truci dei vostri messaggi? Un vero e proprio genere trash. Una creatività degna di Andrea Sartori. Un astio degno di Stefania Lapenna. Accuse degne di Magdi Allam. Ma non crediate però che io riceva solo insulti. Mi è capitato di leggere cose bellissime su di me in giro, che mi fanno provare persino imbarazzo. Ne propongo solo due, non per alimentare il Mio Incommensurabile Ego, ma perché questi sono i miei premi, le mie onorificenze, i miei traguardi. Da scarafaggio a luce accecante. Una metamorfosi kafkiana.
"Ho avuto occasione di conoscere Sherif el Sebaie, l'autore del Blog da cui ho tratto questa interessante riflessione. È un giovane egiziano, colto (insegna al Politecnico di Torino), dall'aspetto "occidentalizzato", ha studiato in una scuola salesiana del Cairo, parla 5 lingue e collabora con diverse testate giornalistiche. È il tipico rappresentante di un cosmopolitismo intellettuale che sta crescendo nei paesi una volta del Terzo Mondo e oggi in pieno sviluppo, soprattutto culturale e civile. Un cosmopolitismo che si nutre di coraggio, cultura, apertura e interesse per gli altri, umiltà e coscienza dei propri mezzi; un cosmopolitismo che vent'anni di berlusconismo e tv commerciale in Italia hanno devastato, cancellato, bruciato in un catastrofico olocausto delle menti che ha tra le sue prime vittime gli intellettuali e i giornalisti, ormai "embedded" nel più totale senso della parola con i poteri forti. Sodomizzati da inserzionisti e sponsor, drogati da una volgarità autoreferenziale che impedisce loro di vergognarsi persino del proprio assordante e servile silenzio - che neppure percepiscono, convinti come sono di esercitare ancora informazione (!) -, nessuna delle firme oggi sugli altari (del culto della personalità) avrebbe certamente il coraggio di scrivere queste poche, chiare, semplici e immediate banalità, che nel panorama "nazistificato" in cui viviamo brillano addirittura di luce accecante".
"Musulmano "moderato" e perfettamente integrato in Italia pur non essendo affatto il modello di "buon selvaggio" o dell'immigrato "subisci, taci e ringrazia" ma e' anzi, un giusto e a volte feroce critico del sempre piu' dilagante razzismo e dell'islamofobia e della demonizzazione e criminalizzazione degli immigrati che ha luogo in Italia e nell'"Occidente" in generale. Si contrappone alla figura dell'immigrato buono alla" Zio Tom" impersonato da Magdi Allam (entrambi nati a Il Cairo ed entrambi studenti presso i salesiani della capitale egiziana) del quale e' un feroce critico: al contrario del vice-direttore del Corriere che viene accusato di far carriera e soldi cavalcando e diffondendo paure, timori, pregiudizi e razzismo nei confronti degli immigrati ed in particolar modo nei confronti dell'Islam e dei musulmani (pur dichiarandosi lui stesso musulmano), El Sebaie partendo da posizioni fortemente critiche e di chiarissima condanna nei confronti dell'islamismo radicale (e non di tutto l'Islam e di tutti i musulmani, come invece sembra far Allam), si batte per dare un'immagine dell'islam piu' vicina alla realta', smontando pregiudizi e luoghi comuni e combattendo in prima persona contro il razzismo e la xenofobia, per i diritti di cittadinanza per gli immigrati denunciando, criticando e facendosi portatore di proposte tese a favorire una vera integrazione e a sconfiggere il razzismo. Bersaglio di feroci accuse mossegli dalle aree conservatrici e reazionarie “teocon” e vicine alla destra che non gli perdonano il fatto che un “ospite” critichi e non subisca – a nome suo ma soprattutto dando voce a chi non ha voce – in silenzio le discriminazioni delle quali sono bersaglio gli immigrati e che anzi, e’ una voce critica e illuminata proprio contro queste discriminazioni e contro la mentalita’ xenofoba, etnocentrica e anche razzista piuttosto diffusa in Italia".