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venerdì 29 giugno 2007

Più a fondo vi scava il dolore...

A Brescia si è aperto il processo contro il padre di Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa dal padre perché fidanzata con un ragazzo italiano. Fuori dall’aula c'era un gruppetto di donne, capeggiate da Souad Sbai e Adriana Bolchini, le due star indiscusse della puntata taroccata di Santoro sulla "Questione islamica" (sic). L'intenzione era - ufficialmente - quella di protestare contro il barbaro assassinio della giovane ragazza (e, contemporaneamente, appoggiare la richiesta di costituzione come parte civile avanzata - ma respinta dal giudice - da parte dell'Associazione presieduta dalla Sbai). Guardando questa foto dell'On. Santanché - immancabilmente presente alla protesta, accanto alla Sbai e alla Bolchini, in difesa delle povere donne islamiche maltrattate - non ho potuto che constatare e prendere atto del sincero cordoglio dipinto sul suo volto in questa tragica circostanza. Il dolore sprigionato dai suoi lineamenti sconvolti dalla tristezza mi ha davvero colpito, e mi sono amaramente pentito di non aver aderito a quella manifestazione. Sono sicuro che tutti i presenti si sono profondamente emozionati e commossi assistendo alla disperazione dell'On. Santanché, che quasi superava quella della madre della ragazza uccisa, entrata in aula in lacrime. Finalmente abbiamo di fronte l'esempio di un politico sincero e attento alla sensibilità delle vittime e dei telespettatori. Finalmente un politico che rinuncia alle telecamere e alle interviste e che rifiuta di cavalcare l'onda islamofobica che investe l'Italia, per portare in ogni casa italiana una profonda partecipazione al dolore di una famiglia extracomunitaria, vittima dell'ignoranza e di consuetudini tribali, che con l'Islam non c'entrano nulla. Grazie, di cuore, On. Santanché, per la sua significativa e decisamente inequivocabile presenza. Come scriveva Khalil Gibran: "Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere". Il suo volto ne è testimonianza.