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martedì 10 luglio 2007

Cittadinanza Prêt-à-porter

Alcuni giorni fa è stata concessa la cittadinanza - e la scorta, ci mancherebbe altro - a Dounia Ettaib, "leader delle donne marocchine in Italia". Io ero convinto, fino a tempi recenti, che la "leader delle donne marocchine in Italia" fosse Souad Sbai, portavoce ufficiosa di Magdi Allam nella Consulta Islamica del Ministero degli Interni e presidente dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia. Evidentemente mi sbagliavo. Di leader ce n'erano addirittura due: Souad Sbai, e la sua Vice Dounia Ettaib, appunto. Non so perché ma ho la netta impressione che, un giorno, le povere donne marocchine - e più in generale islamiche - in nome delle quali si accapigliano un po' tutti in Italia, avranno più leader che diritti.
A Dounia Ettaib, la cittadinanza - e la scorta, ci mancherebbe altro - è stata concessa perché ha denunciato di essere stata aggredita, in piena mattinata e nel bel mezzo di Viale Jenner a Milano, da due ceffi che l'avrebbero minacciata dicendole che "la bellezza non dura in eterno". La minaccia sarebbe conseguente alla protesta - a cui la stessa Ettaib aveva partecipato - di fronte al tribunale che giudica gli assassini di Hina, la ragazza pachistana uccisa dai famigliari. Dei due ceffi, però, nessuna traccia finora. E non ci sono nemmeno dei testimoni, a quanto pare. In compenso però, tutti hanno attaccato - forse per la contiguità fisica del luogo - la moschea che ha sede in Viale Jenner. In attesa quindi di appurare la dinamica dei fatti, il governo ha deciso di concedere la cittadinanza - e la scorta, ci mancherebbe altro - a Ettaib.
La giovane Ettaib vive in Italia da vent'anni, esattamente dall'età di 9 anni. E' sposata con un italiano e ha un figlio nato in Italia. La sua richiesta per la cittadinanza giaceva in Prefettura dal lontano 2003. Ci è voluta, pensate un po', l'aggressione - ancora al vaglio degli inquirenti - e l'editoriale di nientepopodimeno che Magdi Allam, per smuovere ministri, presidenti di regioni, deputati e senatori di Destra e Sinistra e chi più ne ha più ne metta, tutti a favore della concessione della cittadinanza a Ettaib in quanto riassume "l'impegno etico del nostro Paese (Si, è Allam che scrive) a schierarsi dalla parte di tutte le donne coraggiose che osano sfidare, pagando in prima persona, l'estremismo islamico".
Della questione è stato addirittura direttamente investito il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, su interessamento dell' On. Santanché. Nel giro di 24 ore, e con la promessa di concludere il tutto entro una settimana, la cittadinanza è stata concessa. Ora, col rischio di prestare il fianco a strumentalizzazioni tipo "Sei un amico di Alqaida", più che l'aggressione - su cui indagano tuttora le forze dell'ordine - io trovo più vergognoso il fatto che una richiesta di cittadinanza avanzata da parte di una persona che vive in Italia dall'età di 9 anni, sposata con un cittadino italiano e con un figlio italiano, rimanga a prendere la muffa per quattro anni nei corridoi della Prefettura.
Mi sento di consigliare alle migliaia di cittadini immigrati che hanno maturato le condizioni necessarie per la concessione della cittadinanza, che hanno sempre lavorato duramente, che hanno sempre rispettato la legge e pagato le tasse, che magari hanno figli o coniugi italiani, ma che non hanno mai avuto l'opportunità di fare i leader e assumersi il gravoso onere della battaglia contro l'estremismo islamico in Italia a fianco di Magdi Allam, e che tuttora aspettano una risposta, forse invano, alle loro richieste di cittadinanza, di recarsi in massa a Viale Jenner, e farsi aggredire, foss'anche a pagamento, da due o tre barbuti per dare una spinta alle proprie pratiche che giacciono senza speranza da chissà quanti anni negli archivi. Quasi quasi la metto su io, un'agenzia turistica del genere.