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giovedì 12 luglio 2007

No permesso? No party! (I)

«Settanta euro per rinnovare il permesso di soggiorno, un vero salasso per gli extracomunitari che sono davvero disperati e che contestano questo assalto alle loro tasche già vuote e ai loro bilanci impossibili per la precarietà spesso del lavoro». Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, in un’intervista al Tg1. «Io mi sono trovato a gestire una convenzione già firmata tra ministero dell’Interno e Poste Italiane - ha ricordato il titolare del Viminale - che definisce l’impegno delle Poste per trattare queste domande. Le Poste hanno fatto anche investimenti per questo, ma alla fine chi paga è l’extracomunitario. Chi ha una famiglia di 4 persone e deve rinnovare i permessi di soggiorno spende 280 euro, spesso mezzo stipendio quando lo stipendio c’è, davvero troppo». «La procedura» ha aggiunto, «va rivista al più presto e dal Premier sono venute indicazioni in questa direzione. Voglio che questa procedura venga rivista, bisogna trovare il modo di farlo rapidamente. Con le circolari posso porre rimedio ai ritardi: ho firmato una circolare che consente, anche col cedolino delle Poste, di essere in regola anche se il rinnovo non è arrivato. Questo tranquillizza anche quando gli extracomunitari devono spostarsi».
In effetti, in Italia si verifica un fenomeno molto strano. Una coalizione di partiti votati da metà degli elettori fa capire agli immigrati, anche in maniera piuttosto chiara ed eloquente, che non sono il benvenuto. Ma quando si tratta di rinnovare loro il permesso di soggiorno, il governo - indipendentemente dal colore politico - impedisce loro materialmente di lasciarlo, applicando nei loro confronti una specie di condanna collettiva agli "arresti domiciliari" entro i confini nazionali. Il Ministro Amato, quando dice che col cedolino delle poste (che certifica l'avvenuto deposito della domanda di rinnovo del permesso, ndr) gli immigrati si sentono tranquilli quando devono spostarsi si riferisce, in realtà, agli spostamenti dentro l'Italia. Gli spostamenti fuori dall'Italia, invece, non sono contemplati. O meglio, sono contemplati da una circolare che permette all'extracomunitario di lasciare l'Italia e rientrarvi, almeno in teoria, con il solo cedolino. Dico "in teoria" perché, a volte, le forze dell'ordine presenti alle frontiere fanno finta di non aver mai sentito parlare della circolare in questione. E questo accade mentre il personale della questura assicura agli immigrati che con il cedolino possono andare ovunque, e rientrare altrettanto tranquillamente.
In effetti, fino a quando non è stata emessa la circolare in questione per la prima volta, con il solo cedolino non si poteva assolutamente rientrare in Italia, in nessun caso. L'ha imparato, sulla propria pelle, un mio amico libanese. Va in Questura, presenta domanda di rinnovo, prende il cedolino e chiede se può tornare in Libano per le vacanze. Gli rispondono di andare tranquillo e godersi le vacanze. Lui ci va, e al ritorno viene fermato allo scalo di Milano. Avendo in mano il solo cedolino, non può entrare. Confinato nell'aeroporto, il ragazzo chiama un avvocato che va fino a Milano, si fa firmare una delega, ritorna e si presenta in Questura per ritirare il permesso originale, che nel frattempo era già pronto. Non glielo danno. E cosi il ragazzo viene rimpatriato per il Libano, e costretto a rifare la domanda per un visto di ingresso. Tra una balla e l'altra, ci ha messo sei mesi e ha perso buona parte dell'anno accademico (studiava in Italia). Oggi, invece, pare che sia consentito uscire dalla riserva italiana nel periodo delle vacanze. Ma se voi foste al posto di un extracomunitario, vi fidereste? Lo straniero si sente tranquillo solo se rimane in Italia, mentre viene rinnovato il suo permesso. E siccome ci vogliono sei-sette mesi circa per rinnovare un permesso che è valido per soli dodici, lo straniero ci rimane per tutto l'anno, in Italia. E questo nonostante lui sia disposto ad esaudire, seppur temporaneamente, il desiderio di molti italiani che lo invitano a "tornarsene nel suo paese". (Leggi la Seconda Puntata)