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mercoledì 11 luglio 2007

Tradizioni siculo-pakistane

Ragazzo siciliano travestito da donna spagnola, Wilhelm von Gloeden (1856–1931)
«Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. Ma c'è una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario. Dobbiamo uscire da questa tradizione». A sottolinearlo è stato il ministro dell'Interno Giuliano Amato nel suo intervento al convegno su Islam e integrazione. L'ex premier ha ricordato come solo fino agli anni '70 in Sicilia c'erano costumi e tradizioni non molto distanti da quelli che ora in Italia sono importate dagli immigrati di alcuni gruppi musulmani. «Dobbiamo evitare di imputare a Dio - ha detto il responsabile del Viminale - il Dio dei cristiani e dei musulmani, che in realtà è lo stesso, ciò che è da imputare invece agli uomini». Secondo Amato quando parliamo degli immigrati, in particolare dei musulmani, bisogna evitare di considerarli dei «blocchi umani» piuttosto che singole persone. «Non esiste il concetto noi contro gli altri - ha precisato - Se lo deve cacciare fuori di testa tutto l'Occidente: ognuno di noi è diverso e questo è importante soprattutto quando si parla di Islam». Amato avverte: «Sono una minoranza ma comunque sono troppi, mi spiace dirlo, i miei concittadini che in nome dei valori cristiani vogliono respingere gli altri». Frasi che scatenano una ridda di reazioni, soprattutto tra i politici siciliani. La prima a replicare è l'ex ministro di Forza Italia Stefania Prestigiacomo: «Il ministro Amato deve chiedere scusa ai siciliani, oppure lo querelo». (Il Corriere)