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mercoledì 4 luglio 2007

Viva Israele. O tempora o mores! (V)

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Nell'ambito della recensione di "Viva Israele" - l'ultimo libro di Magdi Allam - non posso esimermi dal menzionare la ridicola manifestazione indetta da quest'ultimo stasera in Piazza Ss. Apostoli a Roma per "salvare i cristiani" del Medio oriente dalla "persecuzione". Come abbiamo già avuto modo di appurare, nella precedente puntata di questa serie, Magdi Allam - musulmano, con un passato di estremista comunista e antisemita - si candida a guidare il movimento cristianosionista italiano. La manifestazione di stasera, a cui hanno prontamente aderito tutti coloro che - nel bene o nel male - sperano di far parte di quello che diventerà al più presto (almeno cosi spera Magdi), un vero e proprio partito, è in realtà una prova generale per valutare la capacità di mobilitazione allamita. Se l'adesione sarà imponente - come lo spera il suo promotore - la prova generale diventerà una dimostrazione di forza elettorale (almeno cosi crede Allam). Ovviamente mi auguro che la manifestazione fallisca miseramente, sia perché la ritengo basata su una mistificazione, sia perché a promuoverla è una persona come Allam. Ciononostante so benissimo che la presenza di settori influenti del Vaticano (e persino di Israele) dietro di essa ne garantirà un successo discreto. In ogni caso, su questa manifestazione avremo modo di ragionare più avanti.
Per il momento mi limito a precisare che in un comunicato, il Pontificio Istituto Missioni Estere ha specificato che che "non vuole essere coinvolto in polemiche politiche e si spiace che la vita di una persona (Padre Bossi, rapito da banditi nelle Filippine, ndr) venga strumentalizzata", con particolare riferimento proprio alla manifestazione (e alle dichiarazioni) di Allam. Nei giorni scorsi i missionari avevano infatti comunicato che "A noi viene il sospetto che il nome (e cognome) italiano di Giancarlo (Bossi, ndr), venga usato per altri scopi. Lo troviamo ora anche incollato alla manifestazione del 4 luglio italiano. Non sappiamo come ci sia entrato, anche perchè nelle Filippine non c’è ‘persecuzione’ dei cattolici, visto che siamo cattolici all’89%". Resta da vedere se la vicenda avrà il risalto mediatico a cui aspira. Quando penso che questo genio di Allam ha fatto coincidere la sua manifestazione per "salvare" i cristiani, con il 4 luglio statunitense ma purtroppo anche con la presentazione della nuova 500 della Fiat a Torino, un evento mondano di dimensioni colossali (Settemila invitati, anche dall'estero, con diretta televisiva alle 22.45 su Canale 5), mi viene da ridere. Chissà perché ho l'impressione che molti preferiranno seguire la presentazione della 500 alla processione parrocchiale indetta da Allam.
A proposito di manifestazioni parrocchiali, vi comunico che il sottoscritto è andato alla presentazione del libro di Allam che si è svolta a Torino alcune settimane fa. Ovviamente qualcuno penserà a chissà quale scenario olimpico e con chissà quale platea, soprattutto se si considera che il libro è stato presentato con grande successo e partecipazione a Roma. Ebbene, non è andata cosi. Il successo romano era dovuto non a Magdi Allam, ma alla presenza e all'appoggio dell'intellighenzia israeliana e filo-israeliana in Italia: dall'ambasciatore di Israele a Roma, Gideon Meir, a Dan David (presumo lo stesso che ha "premiato" l'Allam con 250.000 dollari a Tel Aviv), passando da Avraham Foxman, presidente della ADL statunitense, a Renzo Gattegna, presidente dell'UCEI, per concludere con David Harris, Giorgio Israel, Victor Magiar, Maurizio Molinari, Fiamma Nirenstein, Susanna Nirenstein, Riccardo Pacifici, Carlo Panella, Leone Paserman, Raffi Sassun. Persino a Torino, Allam ha dovuto appoggiarsi all'Associazione Italia-Israele, a Informazione Corretta e a Comunione e Liberazione. Senza costoro (e Forza Italia), dubito che qualcuno andrebbe alle sue presentazioni o comprerebbe i suoi libri all'ingrosso.
Il luogo dell'incontro era la sede di un'associazione legata a Comunione e Liberazione, in una sala che conteneva, si e no, centocinquanta persone, con tanto di palchetto parrocchiale. Fuori c'erano, ovviamente, le due jeep dei carabinieri che accompagnano le due mercedes con lampeggiante (di cui una con le tendine) in cui si muove Allam, seguito da ben cinque guardie del corpo (il tutto pagato da noi contribuenti, ovviamente). Più scena che sostanza: il sottoscritto - accusato assieme ad altri di complottare per la morte, quantomeno giornalistica, di Magdi - è stato perquisito, come tutti gli spettatori tra l'altro, con una superficialità che la diceva lunga sulla reale consistenza delle minacce che pendono sul capo del nostro. Ho avuto l'impressione che l'umanità reietta che si è recata ad ascoltarlo per convinzione (e non per semplice curiosità o per analisi psicologica, come nel mio caso) fosse li più che altro per vedere "l'extracomunitario che sta dalla nostra parte". E l'extracomunitario ha dato loro esattamente ciò che volevano: si è accomodato su un divanetto, da solo, sul palco (Vedi foto sopra) e ha cominciato a dar spettacolo. Era la prima volta che vedevo una presentazione svolgersi in questo modo: nessun moderatore, nessun intervistatore, nessun contradittorio, nessuna recensione o opinione nel merito del libro e della tesi. Solo Allam, che per mezz'oretta è riuscito a tenere un vero e proprio comizio di panzane da rivoltarmi lo stomaco. Una panzana, memorabile, è quella secondo cui "la famiglia" sarebbe "un dato scientifico". Lui, poi, che è divorziato e risposato. Ma di panzane ne vedremo parecchie anche nel libro. La parte più bella veniva dopo: alcuni spettatori si alzavano per chiedere "Cosa fare?", mentre altri dicevano di "rischiare di odiare tutti gli islamici". Uno spettacolo davvero deprimente, in quanto dimostrazione della veridicità del detto che afferma: la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Peccato che non ci fosse Andrea Sartori. (Continua)