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venerdì 31 agosto 2007

Allam, che cavolo mi combini?

Il ministro della propaganda nazista Goebbels era solito dire: "Una bugia ripetuta più volte diventa una mezza verità". L'editoriale odierno di Magdi Allam sul Corriere ne è la conferma.
Leggo sull'editoriale in questione che "l'articolo pubblicato il 22 agosto dal Riformista con il titolo «Caso Higazi. Ma la fatwa dov'è?», a firma di Paola Caridi" è stato "riportato integralmente da due siti italiani di spiccata simpatia islamica".
Non so a quali siti si riferisca esattamente, ma posso legittimamente pensare che almeno uno di questi sia quello del sottoscritto, che ha già avuto il disonore di finire - con tanto di link e citazioni - sul suo penultimo libro "Io amo l'Italia". Sito che corrisponde, tra l'altro, al secondo risultato della ricerca (che produce pochissimi risultati) dell'articolo della Caridi su Google.
Mi fa piacere di annoverare Magdi fra i miei affettuosi e silenziosi lettori. Ma vedo che non riesce a trarne profitto, come altri hanno fatto nel corso di questi anni. Allam infatti si chiede - dopo aver ribadito le farneticazioni sulla fatwa che non c'è (e infatti confermo che non c'è mai stata) - "come si fa a negare la persecuzione e l'esodo a cui sono sottoposti i cristiani in Egitto, documentato da fatti e da cifre incontestabili?".
Ebbene, ho ricevuto proprio l'altro ieri una email da parte di una signora italiana convertita all'ortodossia copta e sposata ad un cittadino egiziano di fede copta che ripropone più o meno lo stesso quesito. Ho promesso alla signora che avrei risposto su questo blog. E, nel farlo la settimana prossima, risponderò anche all'ex-cittadino egiziano Magdi Allam.
Primo Levi, un giorno, si è chiesto : "Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?". Oggi credo sia il caso chiedersi quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione delle cavolate propinate quotidianamente da Magdi Allam.