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giovedì 16 agosto 2007

Il Memri, Allam e la Disinformazione

E' disponibile in rete il mio articolo sulla disinformazione attuata dal Memri e da Magdi Allam sulle questioni riguardanti il Medio Oriente e l'Islam in Italia. Il testo è stato pubblicato il 6 aprile scorso sul secondo numero di AIDEM, nuovo trimestrale di critica dei media diretto da Giulietto Chiesa e Adalberto Minucci.
Nell'incandescente e frenetico clima mediatico del dopo 11 settembre, segnato, tra l'altro, dagli attentati di Londra e Madrid e dalle guerre in Iraq e Afghanistan, nasce e si acuisce l'interesse del mondo occidentale per il mondo arabo e più in generale per il mondo islamico. Tale interesse si scontra, però, con la carenza di giornalisti occidentali esperti del settore, con la scarsa reperibilità di fonti di prima mano e con la barriera linguistica. Pochi sono, infatti, i giornalisti che si sono occupati specificatamente di Medio Oriente prima di quella data, e ancora più rari sono coloro che parlano la lingua araba, persiana o turca e che quindi sono in grado di rintracciare, tradurre e commentare le notizie provenienti dal Medio Oriente. In effetti, eccettuate le due famose reti satellitari di Aljazeera e Alarabiya, che si sono lanciate internazionalmente – anche in lingua inglese nel primo caso – solo sull'onda dell'11 settembre, la limitata distribuzione dei giornali arabi in Occidente ha costretto chiunque fosse interessato ad analizzare i media arabi – ammesso che ne capisse la lingua, ovviamente – a servirsi di internet. Ma nel 2001 erano ancora pochi i giornali presenti sul web e nessuno di questi era in versione pdf quindi quasi sempre gli articoli erano organizzati per indici tematici. In questo modo si perdeva l'impaginazione che rappresenta uno strumento essenziale per capire l'importanza che viene data alla notizia, le scelte informative del giornale e la carica emotiva trasmessa al lettore. Questa situazione ha costretto e/o permesso a molti giornalisti occidentali – fra cui redattori di quotidiani, conduttori di trasmissioni televisive, ecc – di trasformarsi miracolosamente in esperti di Islam e Medio Oriente, pur non sapendo nulla dei paesi del Medio Oriente, della loro cultura o della loro lingua. Per riuscirci, questi stessi giornalisti si sono trovati costretti a rivolgersi ad un intermediario esterno – gratuito, molto attivo e facilmente accessibile – per le traduzioni: il Memri, acronimo che indica il Middle East Media Research Institute (Istituto di Ricerca Mediatica del Medio Oriente) con base a Washington e uffici di recente apertura (2002) a Londra, Berlino, Tokyo e Gerusalemme. Leggi il resto su Megachip