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giovedì 2 agosto 2007

Indovina chi viene a cena

"Organizzarono una protesta con lancio di petardi e di bulloni per l’arrivo in città di Magdi Allam. Ora la Procura ha inviato gli avvisi di garanzia. Era la sera del 4 ottobre scorso e il gruppo di autonomi si era dato appuntamento in piazza Garibaldi. Ma il loro obiettivo era quello di raggiungere il teatro San Domenico dove il vicedirettore del «Corriere della sera» era atteso per parlare della relazione fra islam e occidente. Davanti al teatro volarono anche slogan offensivi contro carabinieri e poliziotti, oltre che contro i rappresentanti delle istituzioni. Il vice questore Daniel Segre aveva predisposto un servizio d’ordine d’eccezione: nei punti chiave della città erano dislocati un centinaio fra agenti di polizia e carabinieri. Un cordone di sicurezza aveva seguito gli autonomi mentre si spostavano lungo via Mazzini. Il corteo alla fine era arrivato davanti al San Domenico dove la situazione era precipitata: alcuni dei dimostranti avevano lanciato dei bulloni e dei petardi contro le forze dell’ordine che erano davanti al teatro, ma oltre ai cori erano partiti anche gli slogan contro la «pace armata e l’imperialismo»". (Cremona)
"Alberto Arbasino, Amitav Gosh, Michel Butor, Zygmunt Bauman, Susanna Tamaro, Aldo Busi: saranno loro – salvo altri assi nella manica da calare a ridosso dell’evento – i big dell’ottava edizione di pordenonelegge.it, la kermesse letteraria che «riesce a coniugare la leggerezza con i discorsi seri, la provocazione con l’accademia» e che tornerà dal 21 al 23 settembre, puntando dritta a ripetere l’affluenza di pubblico record registrata nel 2006: centomila persone, secondo i dati degli organizzatori. (...) Clima disteso dopo alcune polemiche attizzate nei giorni scorsi, in particolare il caso Magdi Allam, già ospite del festival (con tutti gli onori) per ben due anni e che gli organizzatori hanno ritenuto di non invitare a questa nuova edizione: una scelta che alcuni rappresentanti della parte politica vicina al giornalista hanno invece interpretato come "esclusione ideologica"." (L'Espresso)