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martedì 7 agosto 2007

Lettera a Farina

Una vecchia lettera di Nazzareno Mollicone indirizzata a Renato Farina e che gira via internet.
Egregio Sig. Farina,
ho letto con attenzione il suo articolo odierno su "LIBERO" intitolato "Lo sterminio ignorato dei cristiani in Irak", e sono rimasto stupefatto. Quello che Lei racconta è tutto vero, e necessita del nostro sostegno alla difesa di questa antica comunità cristiana. La stupefazione deriva dal fatto che sia proprio Lei, una delle persone che finora ha sempre sostenuto la guerra americana contro l'Irak, a denunciare il dramma attuale dei cristiani, indifesi e perseguitati da tutti senza che nessuno si muovesse in loro favore. Non avevano forse ragione le tante persone, anche quelle non certamente di sinistra come il sottoscritto, che criticavano l'intervento americano in Irak sia perchè ingiustificato nelle motivazioni (Saddam non aveva nulla a che vedere con Bin Laden e non aveva quelle fantomatiche armi di distruzione di massa) sia perchè avrebbe suscitato il caos? Non è il caso di rendere il dovuto rispetto a Saddam Hussein che - sia pure con tutti i mezzi propri di uno Stato totalitario (ma laico) - voleva tenere a freno gli integralismi religiosi ed etnici di sciiti, sunniti e curdi, che aveva nominato come vicepresidente un cristiano (il Ministro degli esteri Tarek Aziz, di cui non si sa più niente, forse fatto sparire dagli angloamericani perchè conosceva tutti i precedenti accordi segreti ed i sostegni dati dagli Usa a Saddam)? Adesso Lei si lamenta che che la salvezza dei cristiani "non rientra nei piani di Bush"! Ma era ben chiaro fin dall'inizio che nei piani di Bush rientrava solo il petrolio, l'utilizzo degli armamenti prodotti dal complesso industrial-militare di cui parlava Eisenhower, e l'eliminazione di un avversario dello Stato d'Israele: i cristiani possono pure sparire (come, tra parentesi, sta succedendo in Palestina).
Una nota personale: due anni fa, ho fatto un viaggio turistico in Siria. Ebbene, mi ha fatto molta impressione andare a Messa una domenica nella Chiesa Cattolica di Damasco, affollata di gente, con la Messa detta in arabo (o siriaco, non so quale sia stata la lingua) ma identificabile alla nostra grazie all'identità del rito, al Padre Nostro, alla Comunione (cui ho partecipato). Mi sentivo a casa mia, nella mia cultura. Certamente, ciò non potrà mai avvenire a Bagdad "liberata" e - Dio non voglia - alla stessa Damasco se prevalesse un regime integralista, tenuto a freno da Assad. Io penso che i "bushiani" acritici, come lo è stato Lei e come, purtroppo, lo è tutta la stampa di destra (da Libero al Giornale, dal Tempo al Secolo) dovrebbero fare mea culpa e dovrebbero amaramente dire, come fece Churchill nel 1945, che "è stato ucciso il maiale sbagliato". In ogni caso, è necessario tenere desta l'attenzione dell'opinione pubblica sui cristiani in Irak ed in genere nel Medio Oriente "convertito" alla democrazia.
Grazie dell'attenzione e distinti saluti.
Nazzareno Mollicone, Roma
P.S. Lo stesso discorso vale per il personaggio Magdi Allam che presiederebbe la manifestazione pro cristiani caldei. Personaggio anch'esso distintosi a difesa strenua dell'operato angloamericano in Irak, di cui oggi lamenta le conseguenze. Ma non l'aveva capito in anticipo? Che razza di giornalista, di analista, di esperto del mondo mediorientale è l'attuale vicedirettore (!) del Corriere della Sera?